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Cava Morganella - Biasuzzi PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 30 Dicembre 2009 16:10



la CAVA MORGANELLA / Biasuzzi


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SOGGETTI INTERESSATI
 

Comune di Ponzano Veneto
Comune di Paese
Biasuzzi Cave SPA
Calcestruzzi SPA
Super Beton SPA

 

DOCUMENTI

08 gen 2010 - PETITION ONLINE del gruppo "Ponzano con Niero"
30 dic 2009
- Bozza di Convenzione Ex art. 20 L.R. 44/82  (presentata al consiglio comunale del 30 dicembre 2009)
16 dicembre 2009 - Piano degli Interventi (ftp://ftp.comuneponzanoveneto.it  inserisci nome: piano_interventi / password: pianopiano)
30 novembre 2009 - Comune di ARCADE - delibera n.39 - su problematiche legate alle escavazioni
17 febbraio 2009 - Dettagli Atto A - Verbale
27 gennaio 2009 - D.G.R. n. 110 del 27/01/2009 - Ratifica P.A.T.
08 settembre 2008 - Delibera provinciale -n.52 - Richiesta bocciatura progetto ...
15 settembre 2008 - Estratto del Verbale Provincia di Treviso

PROGETTO DEFINITIVO
ELABORATO P.A - RELAZIONE INTRODUTTIVA DI INQUADRAMENTO TERRIT_AMBIANT
  ELABORATO P.B - RELAZIONE DEL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENT_URBANIST
  25 giugno 2008 - ELABORATO P.C - RELAZIONE GEOLOGICA E IDROGEOLOGICA
25 giugno 2008 - ELABORATO P.D - RELAZIONE TECNICA DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE
25 giugno 2008 - TAVOLA P.01 - COROGRAFIA E INQUADRAMENTO AEROFOTOGRAFICO
25 giugno 2008 - TAVOLA P.02 - INQUADRAMENTO DELL'AREA DI INTERVENTO SU MAPPA
25 giugno 2008 - TAVOLA P.03 - PLANIMETRIA DEL RILIEVO DELLO STATO ATTUALE E 
25 giugno 2008 - TAVOLA P.04 - PLANIMETRIA DEL RILIEVO DELLO STATO ATTUALE E 
25 giugno 2008 - TAVOLA P.05 - PLANIMETRIA DEL RILIEVO DELLO STATO ATTUALE VE
25 giugno 2008 - TAVOLA P.06 - SINTESI PROGETTUALE DEGLI INTERVENTI DI RECUPERO
25 giugno 2008 - TAVOLA P.07 - PLANIMETRIA DEL PROGETTO DI RECUPERO AMBIENTALE
25 giugno 2008 - TAVOLA P.08 - SEZIONI DI PROGETTO DEL VERDE E SCHEMI DI IMPIANTO
25 giugno 2008 - TAVOLA P.09 - RECUPERO FRUITIVO DELLE SPONDE - PLANIMETRIA E
25 giugno 2008 - TAVOLA P.10 - RECUPERO FRUITIVO DELLE SPONDE - PARCHI TEMATICI
25 giugno 2008 - TAVOLA P.11 - IMPIANTO FOTOVOLTAICO
   
25 giugno 2008 - TAVOLA P.12 - RECUPERO FRUITIVO DELLE SPONDE - SIMULAZIONE FOTOV [*]
TAVOLA P.13 - PLANIMETRIA DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE
TAVOLA P.14a - SEZIONI DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE
TAVOLA P.14b - SEZIONI DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE
  TAVOLA P.15 - CRONOPROGRAMMA DEI PROGETTI DI COLTIVAZIONE E [*]

PAT

febbraio 2008
- P.A.T. (scarica QUI il PDF)
15 febbraio 2008 - RELAZIONE COMPATIBILITA' IDRAULICA
02 febbraio 2008 - ALL.1_Tav_C_05_01_Geolitologica
02 febbraio 2008 - ALL.2_Tav_C_05_02_Idrogeologica
02 febbraio 2008 - ALL.3_Tav_C_05_03_Geomorfologica
02 febbraio 2008 - ALL.4_Trasformabilità
02 febbraio 2008 - ALL.5_Fragilità

SIA

S.I.A. - ALLEGATO - RELAZIONE PAESAGGISTICA
S.I.A. - ALLEGATO - VINCA
S.I.A. - ELABORATO S.A - QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO E PROGETTO [*]
S.I.A. - ELABORATO S.B - QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE  [*]
S.I.A. - ELABORATO S.C - RIASSUNTO NON TECNICO
S.I.A. - ELABORATO S.D - ELENCO DELLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI
S.I.A. - TAVOLA S.01 - PLANIMETRIA DEL RILIEVO DELLO STATO ATTUALE
S.I.A. - TAVOLA S.02 - SINTESI PROGETTUALE DEGLI INTERVENTI DI RECUPERO  [*]
S.I.A. - TAVOLA S.03 - PLANIMETRIA DEL PROGETTO DI RECUPERO AMBIENTALE
S.I.A. - TAVOLA S.04 - SEZIONI DI PROGETTO DEL VERDE E SCHEMI DI IMP_
S.I.A. - TAVOLA S.05 - RECUPERO FRUITIVO-PAESAGGISTICO DELLE SPONDE.  [*]
S.I.A. - TAVOLA S.06 - RECUPERO FRUITIVO-PAESAGGISTICO DELLE SPONDE.  [*]
  S.I.A. - TAVOLA S.07 - IMPIANTO FOTOVOLTAICO
S.I.A. - TAVOLA S.09 - PLANIMETRIA DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE
S.I.A. - TAVOLA S.10a - SEZIONI DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE
S.I.A. - TAVOLA S.10b - SEZIONI DEL PROGETTO DI COLTIVAZIONE
  S.I.A. - TAVOLA S.11 - CRONOPROGRAMMA DEI PROGETTI DI COLTIVAZIONE E [*] 

gennaio 2008 - Valutazione Comp_Idraulica - ALL.1_Tav_C_05_01_Geolitologica
gennaio 2008 - Valutazione Comp_Idraulica - ALL.2_Tav_C_05_02_Idrogeologica
gennaio 2008 - Valutazione Comp_Idraulica - ALL.3_Tav_C_05_03_Geomorfologica
gennaio 2008 - Valutazione Comp_Idraulica - ALL.4_Trasformabilita
gennaio 2008 - Valutazione Comp_Idraulica - ALL.5_Fragilita
gennaio 2008 - Valutazione Comp_Idraulica - RELAZIONE COMPATIBILITA' IDRAULICA
dicembre 2007 - Relazione Geologica del PAT
27 settembre 2007 - Deliberazione consiliare n. 46 - Demanializzazione Aree di Cava
26 luglio 2004 - Deliberazione consiliare n. 38 - gestione Smaltimento Rifiuti
 
[*] NOTA : i files con questo contrassegno sono troppo grandi e sono disponibili solo su richiesta


VIDEO 

- 07 nov 2009 -http://www.youtube.com/watch?v=YUeBAeoFKrI
- 20 ott 2009 - http://www.youtube.com/watch?v=h3mVYYidh_8
- 30 set 2008 - http://www.youtube.com/watch?v=rLWXK-BrQ9I
 

Ponzano.INFO

  

- Incontro Pubblico  del 19 febbraio 2010
  - Relatori dell'incontro
- Foto dell'incontro pubblico del 12 febbraio 2010
- DOMANDE e RISPOSTE



STAMPA




12 luglio 2010  _____________________

CAVA MORGANELLA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO A ZAIA

Se verrà approvato il progetto 7 fra le principali associazioni sono pronte a far ricorso al Tar
  PONZANO VENETO - I responsabili di sette tra le maggiori associazioni del trevigiano che da anni operano per difendere l’ambiente e limitare l’estrazione selvaggia, oggi hanno scritto ai consiglieri regionali del Veneto e al presidente Zaia, per chiedere la bocciatura del progetto della cava più profonda d’Europa, la Morganella. Dopo l’interrogazione presentata del consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Gennaro Marotta, ora le associazioni ambientaliste intervengono perché anche loro temono che vengano messe a rischio le falde acquifere. Le sette tra le maggiori associazioni del trevigiano che da anni operano per la difesa dell’ambiente e per limitare l’estrazione selvaggia di ghiaia e che hanno scritto la missiva sono Paeseambiente, Italia Nostra Treviso, Comitato Salvaguardia Ambientale di Volpago del Montello, Legambiente Trevignano Istrana, Gruppo Silis Morgano, Cittadini di San Bernardino di Quinto di Treviso, Comitato Salvaguardia Territorio di Loria.   La Commissione regionale Via, Valutazione d’impatto ambientale, a breve si pronuncerà sul progetto che consente di scavare più in profondità nella cava Morganella (situata tra Ponzano Veneto e Paese in provincia di Treviso) presentato dalla cordata di cavatori Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa. Stiamo parlando della cava sottofalda più grande d’Europa: attualmente è lunga un chilometro e larga 500 metri, dentro vi starebbe ben 44 volte la cattedrale di San Pietro messa una a fianco dell’altra. Il progetto prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, l’estrazione di altri 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri (quota mai raggiunta in Europa in siti simili). Quello che preoccupa gli ambientalisti è che le escavazioni verranno effettuate dentro la falda acquifera, in violazione della legge veneta n.44/82 che le vieta. La falda nella zona si può trovare a dodici metri di profondità. Scavare la ghiaia sino ad una quota di 65 metri di profondità significa mettere in comunicazione falde acquifere diverse, diffondendo l’inquinamento cronico di quelle più superficiali verso quelle sottostanti. "Da una quindicina di anni" precisano gli ambientalisti - l’attività della cava Morganella viene autorizzata dalla Regione Veneto, grazie a proroghe su proroghe, senza mai arrivare alla sua ricomposizione. Il Comune di Treviso inoltre non è stato coinvolto nella procedura Via, nonostante disti solo 600 metri dalla cava e sia interessato direttamente dal traffico pesante e dalle ripercussioni sulla falda acquifera (a Treviso ci sono centinaia di pozzi d’acqua ad uso potabile)". Nella lettera gli attivisti ricordando anche che la cava Morganella confina con due discariche: una per rifiuti inerti della Biasuzzi Cave Spa, oggi non più in attività, e la discarica di rifiuti solidi urbani, la Marini, oggi esaurita, nella quale si sono registrate anomalie nelle acque di falda e che per scongiurare prevedibili disastri ambientali e per tutelare la falda acquifera le associazioni hanno preannunciato che se il progetto verrà approvato lo impugneranno al Tar del Veneto la delibera autorizzativa regionale. "Ci siamo appellati al presidente della Regione e a tutti i Consiglieri Regionali perché riteniamo che sia un loro dovere difendere la falda acquifera che alimenta i pozzi che portano l’acqua potabile ai rubinetti nelle nostre case - ha detto Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente, uno dei firmatari della lettera ha commentato - Se verrà dato il via libera a questo progetto, tutti i cavatori si sentiranno legittimati a richiedere di scavare ancora di più sottofalda e questo per l’intero Veneto si tradurrebbe in un disastro per il futuro delle falde acquifere. Per capire lo scempio ambientale già in atto invito tutti a digitare "ponzano veneto cava morganella" con il programma Google Earth, l’enorme superficie azzurra della cava che si può vedere non è un semplice laghetto ma la falda acquifera messa a nudo dai cavatori. Dobbiamo far bloccare il progetto a tutti i costi: con l’escavazione a meno 65 metri le due discariche confinanti con la cava potrebbero crollare dentro le falde con conseguenze catastrofiche".

Fonte : http://www.oggitreviso.it/cava-morganella-gli-ambientalisti-scrivono-zaia-27109


03 Luglio 2010   _____________________

L'IDV porta il problema in regione

  Il piano di approfondimento della cava «Morganella» sbarca in consiglio regionale. A portarcelo è un'interrogazione presentata dall'Italia dei valori verso la fine di giugno. Il gruppo di Di Pietro punta il dito contro i rischi di inquinamento legati alla possibilità che la Regione autorizzi Biasuzzi, Calcestruzzi e SuperBeton a far scendere le ruspe sino a 65 metri sotto il piano campagna, rispetto ai 40 attuali, dando vita a una delle cave più profonde d'Italia. «Scavare all'interno delle falde acquifere è pura follia - lancia l'allarme Andrea Zanoni, consigliere Idv del Comune di Paese, dove ricade un piccolo pezzo della "Morganella" - di fronte a un tale progetto c'è il rischio concreto che le due discariche confinanti (rsu e inerti, ndr) crollino nella falda contaminando l'acqua potabile dei pozzi di Treviso, che si trovano a poche centinaia di metri». I tecnici assoldati dai cavatori hanno più volte assicurato che tali rischi non esistono. Ma negli incontri pubblici gli esperti non si sono mai trovati d'accordo. E i dubbi, soprattutto dei cittadini, resistono. Quella dell'ati composta da Biasuzzi, Calcestruzzi e SuperBeton, però, non è l'unica richiesta di approfondimento dell'escavazione proveniente dalla Marca. Per questo l'interrogazione dell'Italia dei valori parte da Ponzano per poi estendersi a tutto il Veneto. «La Giunta non può continuare a dare autorizzazioni in deroga rispetto alla legge regionale che vieta le escavazioni sottofalda - spiega Gennaro Marotta, capogruppo regionale Idv - già le norme riguardanti le cave sono precarie, ma almeno queste devono essere rispettate». La risposta della giunta Zaia dovrebbe arrivare, scritta, entro la fine della settimana prossima. «Altrimenti presenteremo un'altra interrogazione urgente - aggiunge Marotta - un via libera a Ponzano potrebbe tradursi in un pericoloso precedente utilizzabile da tutti gli altri cavatori». L'assessore all'Ambiente, il leghista Maurizio Conte, però, ha lasciato intendere che palazzo Balbi terrà molto in considerazione il parere degli enti locali. E il Comune di Ponzano, guidato la leghista Granello, si è già messo in tasca un accordo con i cavatori da oltre 20 milioni di euro. Per questo l'Idv chiede di bocciare il progetto della «Morganella» ma, sopratutto, di vietare in tutto il Veneto qualsiasi attività di cava sottofalda.


Fonte : http://carta.gazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=759012&Data=20100703&CodSigla=TV


Cava Morganella, falde a rischio


la tribuna di Treviso — 03 luglio 2010 pagina 26 sezione: CRONACA
PAESE. «La Regione blocchi la cava Morganella». Il consigliere regionale di Italia dei Valori Gennaro Marotta ha presentato ieri un’interrogazione consiliare in cui lancia l’allarme. «Se verrà autorizzato l’approfondimento, si rischia di compromettere la falda dell’acqua di Paese, Ponzano e Treviso». Entro la fine di luglio dovrebbe arrivare il verdetto della giunta Zaia. Lunga un chilometro, larga 500 metri, un volume pari a 44 basiliche di San Pietro. Sono i numeri della cava Morganella snocciolati dal consigliere Gennaro Marotta affiancato da Andrea Zanoni, consigliere a Paese. Numeri che però raccontano solo in parte i motivi per cui è stata presentata un’interrogazione consiliare a palazzo Ferro Fini. «Consentire di scavare fino a 65 metri - ha spiegato Marotta - significherebbe mettere in contatto le falde pulite con quelle inquinate. L’effetto è che si rischia di compromettere la salubrità delle acque che bevono i cittadini, non solo di Ponzano e Paese, ma anche di Treviso. Ed è per questo motivo che abbiamo tra l’altro chiesto che il comune di Treviso venga inserito nella procedura di valutazione ambientale». La battaglia di Italia dei Valori ora si fa dunque più aspra, anche perché si è giunti al momento dell’«ora o mai più». Il mese di luglio dovrebbe essere quello decisivo per il via libera della commissione di valutazione ambientale e della giunta Zaia. Lo stesso assessore Maurizio Conte poche settimane fa lo ha ribadito a Paese. Il progetto dei tre cavatori (Biasuzzi, Calcestruzzi, Superbeton) prevede di approfondire la cava Morganella dagli attuali 40 metri fino a 65, per un escavazione di quasi 9 milioni di metri cubi in 20 anni. In cambio il Comune di Ponzano otterrà il possesso dell’area al termine dei lavori, la creazione di un parco fotovoltaico e circa 5 milioni. - (Federico Cipolla)

FONTE : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/07/03/TCAPO_TCA03.html



27 giugno 2010   ______________________________

 Il via libera alla cava più profonda d'Italia potrebbe arrivare verso la fine di luglio


IL GAZZETTINO Domenica 27 Giugno 2010, Il via libera alla cava più profonda d'Italia potrebbe arrivare verso la fine di luglio. In quei giorni, infatti, la commissione regionale per la valutazione dell'impatto ambientale dovrà rispondere alla richiesta di approfondimento della "Morganella", tra Ponzano e Paese, presentata ormai due anni fa dall'associazione temporanea d'impresa composta da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e Super Beton. Le premesse per un sì ci sono tutte. A cominciare dal sostanziale via libera del Comune, che accetterebbe di buon grado l'autorizzazione mettendo le mani sugli oltre 20 milioni di euro frutto della convenzione siglata (e da risiglare) con i cavatori. Per finire con l'assessore regionale all'ambiente, il leghista Maurizio Conte che, per quanto riguarda le nuove domande di cava, ha annunciato di voler tenere conto soprattutto del parere degli enti locali. E il cerchio sembra chiudersi. «Ci hanno detto che la commissione Via riprenderà a riunirsi a metà luglio -rivela l'assessore all'ambiente di Ponzano, Pierluigi Visentin- la nostra convenzione con i cavatori scade alla fine di questo mese: vedremo di confermare una proroga sino a quando non arriverà la risposta definitiva». Qualcosa, insomma, sembra muoversi. Anche perché, a quanto pare, l'iter della richiesta procede in modo spedito soprattutto durante le vacanze: la presentazione pubblica del programma di approfondimento si è tenuta alla fine di luglio di due anni fa, l'accordo tra il Comune e i cavatori è stato siglato il penultimo giorno dell'anno scorso e ora la commissione Via sembra destinata a dare la sua risposta pochi giorni prima di agosto. Quel che è certo, comunque, è che gli ambientalisti non lasceranno passare sotto silenzio il progetto che prevede una discesa delle ruspe dagli attuali 40 a 65 metri di profondità, per un prolungamento dell'attività di circa 20 anni con l'estrazione di oltre 8 milioni di metri cubi di ghiaia. «Daremo del filo da torcere alla Regione e ai cavatori -promette Paeseambiente- se dovesse essere approvato sarebbe una catastrofe perché tutti i cavatori pretenderebbero autorizzazioni simili con conseguenze gravissime per le falde acquifere più profonde».(((favarom)))
 
 


19 giugno 2010   ______________________________


CAVE PIÙ PROFONDE Per la Morganella è quasi ok Problemi per la Biasuzzi
 
 PAESE - (mf) Il via libera per l'approfondimento della cava «Morganella» a Ponzano è un pò più vicino, mentre quello per la «Biasuzzi» a Padernello è un pò più lontano. È quanto ha lasciato intendere l'assessore regionale all'Ambiente, Maurizio Conte, l'altro giorno in visita a Paese. La giunta Zaia, infatti, è chiamata a misurarsi con il Piano regionale per l'attività di cava (Prac), mai chiuso nei 15 anni dell'era Galan.  «I numeri del Piano sono da rivedere in base alle nuove esigenze - ha chiarito l'assessore - Certo da parte nostra ci sarà molta attenzione al parere degli enti locali».   Da qui si può intuire che la richiesta di approfondimento della «Morganella» (dagli attuali 40 a 65 metri), sponsorizzata dal Comune che ha pure siglato con i cavatori una convenzione da oltre 20 milioni di euro, avrà vita facile. Mentre per la «Biasuzzi» (da 27 a 55 metri), che ancora vede la giunta Pietrobon sul piede di guerra, le porte paiono chiuse. Almeno per il momento.

FONTE http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=719267&Data=20100619&CodSigla=TV
 
 
13 aprile 2010   ______________________________
 
Morganella, i cavatori chiedono il rinnovo della convenzione

IL GAZZETTINO Martedì 13 Aprile 2010,
  PONZANO – Solo qualche mese fa sembrava bisognasse fare in fretta per non perdere il treno, mentre ora si arriva a domandare una rapida soluzione. Il centro del discorso coincide ancora una volta con il progetto di approfondimento della cava “Morganella”. La Regione, dopo il cambio della guardia, deve ancora dare una risposta. Nel frattempo i tre cavatori proprietari del sito a cavallo tra Ponzano e Paese (Biasuzzi Cave, SuperBeton e Calcestruzzi) hanno depositato in municipio la richiesta di rinnovo della convenzione con il Comune, scaduta a fine marzo, che in caso di via libera all’approfondimento da 40 a 65 metri (per circa 8 milioni di metri cubi di ghiaia da scavare nei prossimi 15 anni) garantirebbe un beneficio pubblico di oltre 20 milioni di euro. Ora, però, probabilmente complice il cambio della guardia in Regione, è il sindaco leghista che prova a farsi desiderare.  «Adesso stiamo valutando se accettare la richiesta di proroga – si schermisce il sindaco, che comunque non pare intenzionato a lasciar cadere l’accordo approvato lo scorso 30 dicembre – l’importante, però, è che la Regione dia una risposta, positiva o negativa che sia, ma serve un punto fermo».
      Mauro Favaro
FONTE : http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=1519191&Data=&CodSigla=&TestoRicercaUrl=ponzano

 

  3 aprile 2010   ______________________________

 L’ACCORDO Firmato dalla Giunta

IL GAZZETTINO Sabato 3 Aprile 2010,
PONZANO – (m. fav.) La giunta Granello ha rinnovato l’accordo con i cavatori per l’approfondimento della cava “Morganella” tra Ponzano  e  Paese.    La convenzione, scaduta a fine marzo, è stata siglata dai tre proprietari (Biasuzzi Cave, SuperBeton e Calcestruzzi).
  «C’è stato il rinnovo – conferma il sindaco leghista – e ora siamo ancora protetti davanti a un’eventuale via libera da parte della Regione». Ma bisogna anche dire che a palazzo Balbi è appena andato in scena un cambio della guardia. Luca Zaia, candidato del Carroccio, ha preso il posto che da 15 anni era occupato da Galan e dal Pdl. E per quanto riguarda i nuovi progetti di escavazione qualcosa dovrebbe essere cambiato. Almeno per quelli verso i quali i Comuni a guida leghista e la Provincia, a sua volta a guida leghista, hanno espresso parere contrario. Come accaduto appunto per la “Morganella”. «Se non ci sono rischi per l’ambiente è un’occasione per avere più risorse – ammette ora Granello – aspettiamo il parere tecnico senza forzature». Così si attende il responso della commissione Via sul progetto che prevede un approfondimento da 40 a 65 metri per circa 8,8 milioni di metri cubi di ghiaia da asportare nei prossimi 20 anni. Ma dopotutto una soluzione già ci sarebbe. «Basterebbe che la Lega in Regione si ricordasse di quando era minoranza della maggioranza», chiosa Francesco Pietrobon, sindaco di Paese, contrario al progetto e a sua volta del Carroccio.

FONTE : http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=1487612&Data=&CodSigla=&TestoRicercaUrl=ponzano



               
28 marzo 2010   ______________________________
 

 Morganella, convenzione rinnovata con i cavatori Il Comune para il colpo

 la tribuna di Treviso — 28 marzo 2010   pagina 27   sezione: CRONACA
 PONZANO. La giunta di Ponzano rinnova la convenzione con i cavatori della Morganella. Il 31 marzo il contratto tra le parti scadrà e la Regione non avrà di certo ancora dato il via libera all’approfondimento della cava ai confini con il comune di Paese. L’analisi in commissione Via è solo iniziata, pertanto è difficile pensare che il procedimento si esaurisca entro martedì. Se la Regione desse il via libera all’intervento dopo il 31 marzo il Comune si troverebbe con una cava più grande e senza alcun beneficio pubblico. «Sarebbe un danno e una beffa - ha spiegato l’assessore Pierluigi Visentin - Abbiamo incontrato Biasuzzi e si è dimostrato disponibile a rinnovare la convenzione con noi almeno per altri sei mesi». La richiesta di una nuova autorizzazione era stata presentata da un’Ati (associazione temporanea di imprese) formata da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton, proprietarie dell’area di 320 mila metri quadrati in cui oggi si trova la cava Morganella. Il progetto dei cavatori prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, con l’estrazione di 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65. La convenzione prevede il versamento nelle casse comunali di 2 euro per ogni metro cubo di ghiaia, la riqualificazione dell’area una volta conclusa l’attività, e il possesso dei terreni. Su di essi i cavatori costruirebbero un parco fotovoltaico. (fe.cip.)


FONTE : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/03/28/TCBPO_TCB02.html


27 febbraio 2010   ______________________________

CAVA MORGANELLA: UNA BOMBA AD OROLOGERIA MINACCIA LE FALDE ACQUIFERE


Paeseambiente vuole fermarla. Se ne parla a Ponzano Veneto lunedì 1 marzo a presso la Barchessa di Villa Serena - Ponzano Veneto - Paeseambiente lunedì 1 marzo organizza una conferenza per dire tutta la verità sulla cava più profonda d’Italia. Gli attivisti dell'associazione ambientalista,, che per primi hanno sollevato forti critiche sul progetto della Cava Morganella, sono rimasti molto delusi delle risposte ricevute dai relatori intervenuti all’incontro organizzato la scorsa settimana da Ponzano.INFO. Troppo ancora i punti oscuri del progetto e, soprattutto, molti i dubbi sulle ragioni che hanno consentito ai cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi di presentare un progetto di escavazione sottofalda sino alla profondità di 65 metri. Il pubblico presente ha potuto apprendere dal geologo dei cavatori, Roberto Pedron, che tutti i più importanti e gravi inquinamenti sono avvenuti a causa dei pozzi e che in fin dei conti la cava Morganella altro non è se non un enorme pozzo. Prontamente Geremia Bonan, responsabile per il settore energia e risorse del Wwf Veneto, ha precisato che in caso di inquinamento è sempre possibile sigillare e isolare un pozzo, tuttavia non ha idea di come si potrebbe isolare una cava di quelle dimensioni. Bonan aveva appena fatto presente che il progetto avrebbe dovuto riguardare la riqualificazione in quanto l'escavazione era terminata. Invece il progetto si preoccupa in primo luogo di scavare gli otto milioni di ghiaia, poi delle compensazioni e per ultima cosa della riqualifica. “Si potrebbero inquinare in un colpo solo 20 milioni di metri cubi di acqua” ha dichiarato Bonan. “E se questo dovesse accadere, visto che la cava resterebbe in proprietà al Comune di Ponzano, chi la bonificherà?” Si chiede Andrea Zanoni (nella foto), presidente di Paeseambiente e consigliere comunale di Paese (Italia dei Valori) che per fermare il progetto ha presentato interrogazione al Comune di Paese, ha presentato osservazioni alla commissione regionale VIA e ha aiutato i privati a fare osservazioni. All’incontro era presente anche un altro geologo Umberto Tundo che ha voluto sottolineare che ci troviamo in presenza del bacino acquifero più importante d'Europa e che ai veneti è stato raccomandato di salvaguardare questo patrimonio. “Invece con questa operazione – sottolinea Zanoni – si apprestano a consegnare una bomba ad orologeria alle future generazioni. Il rischio è grave, serve fermare subito un tale scempio”. Zanoni, candidato alle elezioni regionali nella lista di Italia dei Valori e da sempre impegnato contro gli abusi dei cavatori, ha dichiarato: "La grande assente all'incontro dell’altra sera era la politica, l'unica che veramente decide le sorti di questa e di tutte le cave. Si parla del potere della Regione come se si trattasse di un potere che viene da un altro mondo, come se Venezia fosse su Marte o su Giove, come se a comandare in questo paese extraterrestre ci fosse il partito dei Marziani! E invece gli stessi che si dicono contrari a Ponzano o a Paese fraternizzano giornalmente con chi comanda a Venezia. Ci si dimentica poi che fra un mese questi Marziani potrebbero essere spazzati via semplicemente con una croce sul posto giusto in una cabina elettorale!" Per tenere alta l’attenzione sull’argomento e per dare risposta alle numerose domande scomode che i relatori lo scorso 19 febbraio non hanno voluto dare, Paeseambiente organizza per lunedì 1 marzo, alle ore 20.45, un incontro pubblico presso la Barchessa di Villa Serena a Paderno di Ponzano. Il titolo della serata è: “Cava Morganella: vogliono il buco più profondo d’Italia - fermiamoli!” Interverranno Andrea Zanoni, l’arch. Umberto Zandigiacomi, presidente di Italia Nostra di Treviso, l’on. Valentino Perin – già deputato della Lega Nord e autore del libro “Veneto lavora e tasi” Seguiranno gli interventi del pubblico. Per info sulla serata: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. cell.328/5448358.


Fonte : http://www.oggitreviso.it/cava-morganella-una-bomba-ad-orologeria-minaccia-le-falde-acquifere-22876


21 Febbraio 2010   __________________________

Domenica 21 Febbraio 2010, Venezia è distante. E se si parla del progetto che potrebbe aprire le porte alla cava più profonda d’Italia sembra addirittura irraggiungibile. All’incontro che si è tenuto ieri sull’approfondimento della cava “Morganella”, probabilmente l’ultimo in vista del verdetto finale della commissione Via, mancava solo il rappresentante della Regione. Così nessuno conosce ancora la posizione dell’unico ente che può decidere le sorti della richiesta presentata ormai due anni fa dall’ati Biasuzzi, Calcestruzzi e SuperBeton per far scendere le ruspe dagli attuali 40 a 65 metri di profondità, per altri otto milioni di metri cubi di ghiaia da scavare nei prossimi 15 anni. «La convenzione siglata con i cavatori, valida solo se la Regione concederà l’autorizzazione, serve per poter dire la nostra in un progetto che non possiamo fermare – ha spiegato il sindaco Granello ai cittadini che l’altro ieri hanno affollato l’oratorio di Paderno – Finalmente i soldi resteranno a noi». Soldi che, stando agli ultimi conti, supererebbero di gran lunga i 20 milioni di euro. «Quella cifra arriverebbe solo dalla vendita dell’energia dell’impianto fotovoltaico – ha precisato l’assessore all’Ambiente, Pierluigi Visentin – ma vanno aggiunti circa 13 milioni di euro di lavori, la cessione al Comune di aree per 700 mila metri quadrati e le imposte pagate dai cavatori». E l’impatto del traffico pesante con circa 100 camion al giorno? «Non ci sarà nessun aggravio rispetto all’attività svolta sino ad ora – ha messo le mani avanti Paolo Balistreri, capo del team di progettisti per conto dell’ati dei cavatori – Gli impianti verranno dismessi gradualmente e l’attività andrà a scemare». Una posizione condivisa anche dall’assessore Visentin, che però punta molto anche sulla costruzione delle bretelle di Postioma. «A breve verrà realizzato il collegamento tra la Feltrina e la Postumia così non ci saranno più camion incentro e su via Roma».  La sensazione, però, è che davanti a progetti di cava i sindaci siano costretti a tentare di arraffare le briciole prima che cada la ghigliottina della Regione. Senza contare che nella Marca ci sono 70 milioni di metri cubi già autorizzati ancora da scavare. Quelli che servirebbero a costruire circa 70 autostrade come il Passante. Insomma, non si è di certo in emergenza.
Mauro Favaro


fonte : http://stage7.presstoday.com/_Standard/Articles/18707704


18 febbraio 2010 ______________________________

CAVA MORGANELLA: UN DIBATTITO SENZA CENSURE

Lo organizza Ponzano.info per far chiarezza sulla più grande cava d'Italia - Un incontro pubblico per far luce sulle intenzioni del Comune di Ponzano rispetto alla cava Morganella. Si intitola "Cave Morganella" - tutto quello che avreste sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere". E’ in programma, domani, venerdì 19 febbraio ore 20.45 presso l’oratorio di Paderno di Ponzano. L’evento è organizzato dalla redazione di Ponzano.info. “Sul palco – dicono gli organizzatori - nomi importanti e forse scomodi ai più, i vari responsabili che risponderanno alle domande che il pubblico sarà libero di fare. Un referente per la regione, uno per la provincia, uno del comune, lo staff tecnico della cava, un geologo, un idrogeologo, un referente storico e un referente del coordinamento dei 18”. Si preannuncia una 'calda serata' sul tema cave a Ponzano. A riscaldare da subito gli animi ci penserà il capo team progettisti dell'Ati in persona (Biasuzzi / Calcestruzzi / Superbeton) che per aprire le danze arriva a Ponzano con tutto lo staff tecnico al completo. A seguire, per inquadrare meglio l'argomento, le relazioni delle competenze tecniche di Regione e Provincia per passare poi all'analisi dei dati che, grazie ad un geologo di primo piano e un esperto di reti idriche e idrogeologia locale cercheranno di fare il punto della situazione attuale e futura. A completare la terna dei Tecnici anche un archeologo illustre del calibro del prof. Giovanni Roman, esperto di centuriazione per cercare di collocare tutte le tessere del puzzle "cava morganella" al giusto posto. A seguire, si passerà ad un aspetto sulle cave poco conosciuto a Ponzano, il "Coordinamento dei Sindaci per il PRAC" che porterà nuova carne di discussione alla già succulenta serata. "Dulcis in fundo" l'assessore locale all'ambiente ed ecologia Visentin relazionerà sugli aspetti tecnici di questo nuovo strumento definito "convenzione" adottato "in esclusiva" dall'amministrazione comunale. Ma non sarà finita qui anzi, “Questo incontro – ribadiscono gli organizzatori, fra cui Franco Dal Col candidato sindaco del “Movimento 5 stelle” alle passate elezioni comunale, non è una risposta all’assemblea organizzata dall’ex Sindaco Claudio Niero o quella che eventualmente organizzerà l’attuale sindaco leghista Giorgio Granello, ma una neutra esposizione dei fatti senza “accuse” o “appoggi” da una parte o dall’altra. L’obiettivo della serata è dare più informazioni possibili senza risvolti politici e polemici. Ponzano.info vuole dare ai cittadini di Ponzano e tutti i comuni limitrofi forse più interessati al problema, tutte quelle informazioni che spesso sono state nascoste o appositamente “non viste” da politici, amministratori e cittadini stessi in questi ultimi 20 anni del problema cave.
laurat


fonte : http://www.oggitreviso.it/cava-morganella-un-dibattito-senza-censure-22603

18 febbraio 2010 ______________________________

CAVA MORGANELLA: UN DIBATTITO SENZA CENSURE

Lo organizza Ponzano.info per far chiarezza sulla più grande cava d'Italia - Un incontro pubblico per far luce sulle intenzioni del Comune di Ponzano rispetto alla cava Morganella. Si intitola "Cave Morganella" - tutto quello che avreste sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere". E’ in programma, domani, venerdì 19 febbraio ore 20.45 presso l’oratorio di Paderno di Ponzano. L’evento è organizzato dalla redazione di Ponzano.info. “Sul palco – dicono gli organizzatori - nomi importanti e forse scomodi ai più, i vari responsabili che risponderanno alle domande che il pubblico sarà libero di fare. Un referente per la regione, uno per la provincia, uno del comune, lo staff tecnico della cava, un geologo, un idrogeologo, un referente storico e un referente del coordinamento dei 18”. Si preannuncia una 'calda serata' sul tema cave a Ponzano. A riscaldare da subito gli animi ci penserà il capo team progettisti dell'Ati in persona (Biasuzzi / Calcestruzzi / Superbeton) che per aprire le danze arriva a Ponzano con tutto lo staff tecnico al completo. A seguire, per inquadrare meglio l'argomento, le relazioni delle competenze tecniche di Regione e Provincia per passare poi all'analisi dei dati che, grazie ad un geologo di primo piano e un esperto di reti idriche e idrogeologia locale cercheranno di fare il punto della situazione attuale e futura. A completare la terna dei Tecnici anche un archeologo illustre del calibro del prof. Giovanni Roman, esperto di centuriazione per cercare di collocare tutte le tessere del puzzle "cava morganella" al giusto posto. A seguire, si passerà ad un aspetto sulle cave poco conosciuto a Ponzano, il "Coordinamento dei Sindaci per il PRAC" che porterà nuova carne di discussione alla già succulenta serata. "Dulcis in fundo" l'assessore locale all'ambiente ed ecologia Visentin relazionerà sugli aspetti tecnici di questo nuovo strumento definito "convenzione" adottato "in esclusiva" dall'amministrazione comunale. Ma non sarà finita qui anzi, “Questo incontro – ribadiscono gli organizzatori, fra cui Franco Dal Col candidato sindaco del “Movimento 5 stelle” alle passate elezioni comunale, non è una risposta all’assemblea organizzata dall’ex Sindaco Claudio Niero o quella che eventualmente organizzerà l’attuale sindaco leghista Giorgio Granello, ma una neutra esposizione dei fatti senza “accuse” o “appoggi” da una parte o dall’altra. L’obiettivo della serata è dare più informazioni possibili senza risvolti politici e polemici. Ponzano.info vuole dare ai cittadini di Ponzano e tutti i comuni limitrofi forse più interessati al problema, tutte quelle informazioni che spesso sono state nascoste o appositamente “non viste” da politici, amministratori e cittadini stessi in questi ultimi 20 anni del problema cave.
laurat


fonte : http://www.oggitreviso.it/cava-morganella-un-dibattito-senza-censure-22603


14 Febbraio 2010 __________________________________

Un’assemblea pubblica sul "caso" cava Morganella


PONZANO – (mf) Si terrà venerdì l’atteso incontro pubblico sul progetto di approfondimento della cava “Morganella”. Nell’oratorio di Paderno, alle 20.45, ci sarà - oltre ai rappresentanti di Regione, Provincia e Comune - anche un referente dell’Ati formata da Biasuzzi, SuperBeton e Calcestruzzi e uno del gruppo dei Comuni che già cinque anni fa erano insorti contro il Piano regionale per l’attività di cava (Prac). Assieme a loro ci saranno anche un tecnico geologo, un idrogeologo e un archeologo. “L’incontro sarà espressamente tecnico – spiega Franco Dal Col (foto) di “Ponzano.info”, e già candidato sindaco della lista civica “Ponzano a 5 Stelle” – perché ci siamo resi conto quanto poco sia ancora conosciuto questo argomento e quanto poco correttamente ne siano riportati dati e fatti”.


Fonte : http://carta.ilgazzettino.it/Ricerca.php


09 febbraio 2010  ________________________________


Morganella, Niero all attacco «Dal Col ha venduto le 5 stelle»

la tribuna di Treviso — 09 febbraio 2010 pagina 27 sezione: CRONACA
PONZANO. «Dal Col? E’ chiaro da che parte sta». Così Claudio Niero replica al rappresentante della lista Grillini cinque stelle che era sceso in campo per difendere la convenzione siglata dalla giunta Granello con i cavatori della Morganella. «Mi attacca per aver detto pubblicamente no e non attacca Granello che ha fatto l’accordo per sprofondare la cava Morganella - spiega l’ex sindaco - Dal Col assomiglia politicamente sempre più a quel personaggio “Arlecchino” della commedia carnevalesca indicato come “servo”. Arrivando nelle sue evoluzioni e genuflessioni a vendersi le 5 stelline». Non è stata la prima volta che Franco Dal Col difende la convenzione tra Granello e i cavatori. Anche all’indomani dal consiglio comunale con cui era stata posta la firma sull’accordo aveva commentato positivamente la scelta della giunta. (fe.cip.)


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/02/09/TCAPO_TCA03.html


09 febbraio 2009  ____________________________

CAVA MORGANELLA, NIERO CONTRO DAL COL

Domenica 14 l'ex sindaco di Ponzano organizza una raccolta firme contro il progetto voluto dal Comune Ponzano Veneto - Accuse al vetriolo fra l’ex sindaco di Ponzano, Claudio Niero, ora consigliere di opposizione, e l’ex candidato sindaco Franco Dal Col della lista Civica "Ponzano 5 Stelle”. Il motivo del contendere è la cava Morganella, la cava più profonda d'Italia. Il secondo attacca il primo per aver detto no al pogetto, mentre secondo Niero dovrebbe attaccare l’amministrazione Granello che la sera del penultimo giorno dell’anno ha firmato la convenzione con i cavatori Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa. Le tre ditte intendono scavare fino a 65 metri sotto il piano campagna nella cava Morganella, a cavallo tra i comuni di Ponzano Veneto e Paese. Niero ha paragonato Dal Col ad“ Arlecchino”, definendolo “servo” e “Arrivando nelle sue evoluzioni e genuflessioni a vendersi le 5 stelline”. Secondo Niero dopo la firma dell’accordo fra Comune e cavatori il grillino aveva avuto parole di apprezzamento per la scelta della giunta leghista. Dal Col con una nota va al contrattacco. “Nonostante l'assoluta condivisione della linea che ci vede schierati per la salvaguardia dell'ambiente e la tutela del territorio, esprimiamo forti perplessità sulle azioni messe in campo in questi giorni dall'ex sindaco Niero a Ponzano sul tema Cava Morganella. Questo improvviso slancio di attenzione e amore verso temi ambientali dei quali il problema cava ne rappresenta solo l'ultimo in senso cronologico, non è del tutto comprensibile dato che per tante altre battaglie, vedi quelle maggiori come l'inceneritore o minori come l'ultima "Puliamo il Mondo", non ci risulta averlo visto così ambientalmente attento e partecipe!”. L’ex sindaco del Pd la scorsa settimana ha organizzato una conferenza per parlare della cava e per lanciare la sua raccolta firme per stralciare l’accordo. Con questo obiettivo domenica 14 febbraio  dalle 8 alle 12.30 verranno allestiti dei gazebo nelle piazze di Merlengo, Paderno e Ponzano. Le firme raccolte saranno inviate alla Regione Veneto. Dal Col attacca: “Ci interroghiamo sul senso che abbia adesso una sebben condivisibile "Petition Online" o una "raccolta di osservazioni" da presentare alla commissione Via quando la stessa si è già tenuta a gennaio per trattare gli stessi argomenti che pensa di produrre oggi Niero ma che in quell'occasione, lo vide inspiegabilmente e colpevolmente assente!”. Contro la cava che confina anche con il comune di Paese, si sta battendo anche l’associazione ambientalista Paeseambiente, presieduta da Andrea Zanoni, consigliere comunale dell’Italia dei Valori a Paese. Per maggiori informazioni sul contestato sito vi invitiamo a guardare il video http://www.youtube.com/watch?v=YUeBAeoFKrI).
(laurat)


Fonte : http://www.oggitreviso.it/cava-morganella-niero-contro-dal-col-22306


07 febbraio 2010   ____________________________________

Dal Col attacca Niero «Comizi ambientali ma è solo populismo»

la tribuna di Treviso — 07 febbraio 2010   pagina 23   sezione: CRONACA
  PONZANO. Tutti d’accordo nell’opporsi all’ampliamento della cava Morganella? Nemmeno per sogno. Tra l’opposizione, infatti, rischiano di volare scintille: Franco Dal Col, leader dei Grillini, è entrato in tackle sulla mobilitazione dell’ex sindaco Claudio Niero, capogruppo delle minoranze in consiglio. «Forti perplessità», le definisce Dal Col, sulle azioni messe in campo da Niero, in primis la raccolta firme anti-cava. «Questo improvviso slancio di attenzione e amore verso temi ambientali dei quali il problema cava ne rappresenta solo l’ultimo in senso cronologico, non è del tutto comprensibile - spiega il grillino - per tante altre battaglie, vedi quelle maggiori come l’inceneritore o minori come l’ultima “Puliamo il Mondo”, non ci risulta averlo visto così ambientalmente attento e partecipe». Ma Dal Col non si ferma qui: accusa Niero di aver sempre evitati parlare della cava durante il suo governo, di aver trasformato l’incontro sulla Morganella in un comizio riportando dati «a volte parziali e a tratti scorretti», e dimenticando che «la commissione Via si è già tenuta a gennaio per trattare gli stessi argomenti che pensa di produrre oggi Niero ma che in quell’occasione - continua Dal Col - lo vide inspegabilmente e colpevolmente assente, nell’unica sede giuridicamente e amministrativamente deputata a recepirli». L’attacco politico è dietro l’angolo: «Niero fa del populismo, e ha dimenticato la raccolta firme del 20%. Non è che in un futuro molto prossimo vedremo il nome di Niero comparire nelle liste regionali e il tema cave scomparirà magicamente dalla sua agenda subito dopo il 28 marzo 2010? alla faccia dell’ambientalismo». (m.g.)


Fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/02/07/TCAPO_TCA04.html


7 Febbraio 2010 _________________________-

PONZANO – Altro incontro pubblico sul progetto di approfondimento della cava “Morganella”: stavolta dovrebbe essere quello definitivo. Dopo la riunione organizzata dal Pd e dall’Udc, infatti, adesso tocca a quella dalla giunta Granello con la collaborazione dei Grillini. La resa dei conti è stata fissata per giovedì 19. Il luogo è ancora da scegliere, ma di certo dovrà essere molto capiente. A rispondere alle domande dei cittadini ci saranno gli stessi tecnici che hanno firmato le perizie presentate dai cavatori, su cui sta lavorando la commissione Via, e un rappresentante di Provincia e Regione. Palazzo Balbi potrebbe decidere sull’approfondimento da 40 a 65 metri, per altri 8,8 milioni di metri cubi di ghiaia, già prima delle elezioni di fine marco. E la convenzione che il Comune ha siglato con i proprietari (Biasuzzi Cave, SuperBeton e Calcestruzzi) scade proprio alla fine dello stesso mese. I tempi, insomma, sono stretti. «Partendo entro quella data è possibile ottenere i benefici fiscali previsti per il fotovoltaico – spiega il sindaco Granello – il beneficio pubblico subirebbe un grosso ridimensionamento se l’autorizzazione arrivasse dopo». Se la cava si deve fare, pensa il centrodestra, la si faccia garantendo il beneficio pubblico stimato in circa 20 milioni di euro. «Non abbiamo approvato nessuno scavo – conclude il sindaco – La nostra convenzione entra in vigore solo se la Regione dà il via libera».
Mauro Favaro


fonte : http://carta.ilgazzettino.it/Ricerca.php - (7 Febbraio 2010 Ed: TREVISO Pagina: 11)

06 febbraio 2010  __________________________________

«Bloccheremo i camion della cava»

la tribuna di Treviso — 06 febbraio 2010   pagina 24   sezione: CRONACA
  PONZANO. Un’infuocata riunione per la mobilitazione contro l’espansione della cava Morganella. «Ci stenderemo sull’asfalto per bloccare i camion», hanno dichiarato i cittadini. Avviata anche la raccolta firme che verrà consegnata a Galan e a tutti i candidati alla Regione. Nella sala della biblioteca comunale giovedì sera c’erano almeno 150 persone, tutte per lo stesso motivo: bloccare l’approfondimento della cava Morganella. La convenzione firmata con i cavatori dalla giunta Granello non è piaciuta ai cittadini, che ora stanno cercando di ostacolarla. A guidare la protesta Mauro Durante, Claudio Niero, capogruppo dell’opposizione e Luca Canal, coordinatore locale del Pd. «Ci sono molte ombre sulla convenzione firmata dal Comune. Il beneficio sicuro è di 5 milioni di euro, dato dalla tassa che i cavatori dovranno versare - spiega Durante - mentre di quei 15 milioni che l’amministrazione sostiene arriveranno nelle casse comunali in varie forme non si capisce l’origine e nemmeno la destinazione. Leggendo la convenzione emerge infatti quei 15 milioni serviranno anche a sostenere le spese per la ricomposizione dell’area scavata. Ne deduco che al Comune non resteranno che gli spiccioli». Ieri sono state raccolte le prime firme, ma l’attività continuerà con il porta a porta e con i gazebo. Poi il documento verrà inviato alla commissione Via regionale, al governatore Giancarlo Galan, ai capigruppo in consiglio regionale, ai candidati per la presidenza della Regione e alla Provincia di Treviso. La convenzione siglata dalla giunta Granello con Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton, proprietarie dell’area di 320 mila metri quadrati in cui oggi si trova la cava Morganella prevede il prolungamento dell’attività di estrazione ghiaia per altri 20 anni, (divisi in un autorizzazione di 15 anni, più un opzione per ulteriori 5) con l’estrazione di 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65. In cambio (ma l’autorizzazione spetterà alla Regione) il Comune otterrà la cessione gratuita dell’area, una volta terminata l’attività, un parco fotovoltaico da 20 mila metri quadrati e 5,5 milioni di euro cash. -
(Federico Cipolla)


Fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/02/06/TCBPO_TCB03.html


04 febbraio 2010   _________________________________

«Pannelli fotovoltaici al posto di ghiaia I cavatori hanno cambiato strategia»

la tribuna di Treviso — 04 febbraio 2010   pagina 21   sezione: CRONACA
  PAESE. «Pannelli fotovoltaici in cambio di metri cubi di ghiaia: questa la nuvoa strategia dei cavatori». A lanciare l’allarme è Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente. «A Treviso e dintorni accade che i cavatori offrano enormi impianti fotovoltaici per consentire loro di continuare a scavare anche dove la legge gli imporrebbe di chiudere», spiega Zanoni. Il riferimento è al gruppo Biasuzzi, che ha lanciato le nuove convenzioni ad hoc: la più nota è quella sottoscritta dal Comune di Ponzano il 30 dicembre scorso. Con questo accordo Biasuzzi, Calcestruzzi e Superbeton di Grigolin potranno scavare ancora per 20 anni, ben 8 milioni di metri cubi di ghiaia, addirittura fino alla profondità di 65 metri nella cava Morganella di Ponzano e Paese. I cavatori offrono al Comune un impianto fotovoltaico galleggiante da 800 kw, oltre a tre cogeneratori alimentati a gasolio o con oli vegetali. Anche il comune di Istrana è stato allettato dal gruppo Biasuzzi che, tramite la Geo Nova, ha proposto una convenzione in cambio di 2,3 milioni di euro per consentire la realizzazione di un parco fotovoltaico interrato. Per realizzarlo si potrà scavare fino a 13 metri. -
(Federico Cipolla)


Fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/02/04/TCAPO_TCA08.html


01 febbraio 2010   ___________________

CAVA MORGANELLA, UNA RACCOLTA FIRME PER FERMARLA

L'ex sindaco di Ponzano si mobilita e convoca anche un'assemblea pubblica per giovedì 4 Ponzano Veneto - Giovedì 4 febbraio alle 20.45 l’ex sindaco di Ponzano, Claudio Niero, ora consigliere di minoranza, sostenuto dal Pd, ha organizzato un incontro per parlare dello scempio della cava di via Morganella. L’incontro si svolgerà nella sala della Barchessa a Paderno. Obiettivo dell’incontro è bloccare l'ulteriore escavazione della cava più profonda d'Italia e informare i cittadini sulle decisioni dell'Amministrazione leghista del Comune di Ponzano Veneto, in merito alla cava Morganella. Nei giorni successivi inizierà la raccolta firme contro il piano di approfondimento della cava Morganella presso i gazebo che verranno allestiti domenica 14 febbraio alle 8 alle 12.30 nelle piazze di Merlengo, Paderno e Ponzano. Le firme saranno inviate alla Regione Veneto.
(laurat)


Fonte : http://www.oggitreviso.it/node/22063


31 gennaio 2010  __________________________________

Via alla raccolta firme per la cava Morganella

la tribuna di Treviso — 31 gennaio 2010   pagina 25   sezione: CRONACA
  PONZANO. Dopo la petizione via web, ora parte la raccolta firme vera e propria per bloccare l’ampliamento della cava Morganella. Giovedì alle 20.45 nella barchessa della biblioteca di Ponzano è stata organizzata dal gruppo consiliare «Ponzano con Niero», dal Pd e dall’Unione di Centro locale, un’iniziativa pubblica per spiegare le «ragioni» della contrarietà al progetto di sprofondamento a 65 metri di profondità. In quell’occasione verrà anche avviata la raccolta firme. «La contrarietà della gente cresce giorno dopo giorno, non capiscono la ragione di tale avventata scelta del sindaco Granello e della sua maggioranza - spiega Claudio Niero - tutti davano per sicuro l’esaurimento delle attività di cava e già pregustavano questa nuova condizione, trovarsi ora altri 15 più 5 anni di nuova attività li ha sconcertati».
(fe.cip.)


Fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/01/31/TCBPO_TCB03.html


19 gennaio 2010   _______________________________

PERCHE' VOGLIONO LA CAVA MORGANELLA?

Se lo chiedono in molti. Paeseambiente pensa si tratti solo di forti interessi economici Ponzano/Paese - Cava Morganella: lo scorso 13 gennaio a Venezia si è riunita la commissione regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per l’inchiesta pubblica sul progetto di escavazione sottofalda della Cava Morganella di Paese e Ponzano, presentato dai cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi. Il progetto, avvallato dal Comune di Ponzano, ma non da quello di Paese, prevede la possibilità di escavazione sino a 65 metri con seri danni ambientali. Molti coloro che hanno presentato osservazioni contro il progetto, fra cui l’associazione Paeseambiente che ha osservato che dopo l’inizio del procedimento del 2008 si sono verificati due importanti fatti. In primo luogo che le ditte proponenti sono state sanzionate per escavazione oltre il limite del consentito. Alla Commissione è stato fatto presente che ai cavatori conviene non rispettare la legge perché nella peggiore delle ipotesi, se vengono colti con le mani nel saco, la sanzione dovuta è inferiore a quanto ricavano con l’escavazione abusiva. Ma anche che il Comune di Ponzano Veneto, dopo aver fatto slittare la precedente convocazione per l’inchiesta pubblica, il 30 dicembre 2009 ha approvato un accordo sul progetto con le tre ditte di cavatori. Paeseambiente ha poi ribadito con forza le osservazioni presentate al progetto nel 2008 chiedendo molte cose. Per esempio perché infierire anche sulle falde più profonde e mettere in comunicazione quelle sicuramente compromesse con quelle che potrebbero esserlo un po’ meno? Ma anche come mai son si provvede subito alla ricomposizione della cava? Perché aspettare 20 anni? Non si è già aspettato abbastanza? La ricomposizione – spiegano gli attivisti - è dovuta per legge, a cosa serve l’approfondimento. E ancora perché non includere il Comune di Treviso nel procedimento della Via? “Quella non è più una zona di campagna, purtroppo. Fra poco questa potrebbe diventare una cava di città perché al di là della strada c’è il Piruea Emerald dove potrebbero arrivare 5.000 abitanti nel giro di pochi anni”. E ancora perché battere il primato di profondità? 65 metri. 22 piani di grattacielo sotto terra. Oltre un piano all’anno! E dove? vicino alla Feltrina e adiacenti a due discariche! Fra i tanti, troppi perché anche il quesito sul perchè non tenere conto di quante fonti di inquinamento siano già presenti in zona. In rappresentanza del Comune di Paese, l’assessore all’ambiente e il dirigente dell’ufficio Ecologia di Paese hanno manifestato il proprio dissenso ricordando la presenza di 29 cave e di innumerevoli discariche nel Comune di Paese ricordando il pericolo di mettere in comunicazione falde differenziate e l’aumento del traffico pesante.A titolo personale era presente anche l’assessore al bilancio del comune di Paese che non ha nascosto timori per le abitazioni confinanti con la cava, e la paura di ritrovarsi nel laghetto i sacchi di immondizia della discarica Marini. La Provincia ha ricordato alla Commissione che la ditta Biasuzzi deve ancora sistemare la scarpata prospiciente la discarica per inerti franata ancora nel 1999 (nonostante i ripetuti solleciti). Il rappresentante della Ditta presente all’audizione ha subito precisato che provvederà nei prossimi giorni. Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente si chiede come mai la commissione non abbia risposto alle domande di Paeseambiente. “A questi perché c’è solo una risposta: i 128 milioni di euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il Comune di Ponzano Veneto. E’ una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l’ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent’anni proroga su proroga!”
(laurat)


Fonte : http://www.oggitreviso.it/node/21644


19 gennaio 2010   __________________________________

Cave, Zanoni accusa Granello


la tribuna di Treviso — 19 gennaio 2010   pagina 19   sezione: CRONACA
  PONZANO. Dopo l’incontro con la commissione Via Andrea Zanoni torna alla carica, criticando la giunta Granello e la convenzione con i cavatori. Troppe le domande poste su un eventuale autorizzazione ad un proroga dell’attività di cava alla Morganella, e troppo poche sono state le risposte. «A tutti i nostri perché c’è solo una risposta: i 128 milioni di euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il comune di Ponzano - ha spiegato Zanoni, presidente di Paeseambiente e consigliere comunale a Paese - è una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l’ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent’anni proroga su proroga». Ad attirare le ire di ambientalisti cittadini sono le ripercussioni che altri vent’anni di scavi potrebbero avere sull’ambiente e sui residenti di Ponzano e Paese. La cava di ghiaia inoltre diventerebbe la più profonda d’Italia, con i suoi meno 65 metri. Nel frattempo sta proseguendo la raccolta firme on-line per bloccare la richiesta di Biasuzzi, Superbeton e Calcestruzzi. Ieri la petizione aveva raggiunto quota 115 firme in dieci giorni di raccolta. «Oltre 300 mila metri quadrati di area, profonda 65 metri sul piano campagna e 20 anni di nuova attività di cava, rappresenta la minaccia più grave per il nostro territorio e l’eredità più pesante che lasciamo - questo il testo della petizione - non solo si ferisce un territorio antropologicamente delicato, ma vi è il potenziale pericolo di compromettere, oltre alle risorgive, un bene inalienabile come l’acqua».
(fe.cip.)


Fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/01/19/TCAPO_TCA07.html


18 gennaio 2010    ___________________

Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu' profonda d'Italia.

Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all'inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente
Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) l'inchiesta pubblica sul progetto di escavazione sottofalda della Cava Morganella di Paese e Ponzano, presentato dal trio di cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi. che prevede una escavazione sino alla profondità di addirittura 65 metri.
I numerosi presentatori delle osservazioni hanno potuto esporre ai commissari le proprie ragioni.
Paeseambiente ha osservato che dopo l'inizio del procedimento del 2008 si sono verificati due importanti fatti:
1) Le ditte proponenti sono state sanzionate per escavazione oltre il limite del consentito. Alla Commissione è stato fatto presente che ai cavatori conviene non rispettare la legge perché nella peggiore delle ipotesi, se vengono colti con le mani nel sacco, la sanzione dovuta è inferiore a quanto ricavano con l'escavazione abusiva.
2) Il Comune di Ponzano Veneto, dopo aver fatto slittare la precedente convocazione per l'inchiesta pubblica, il 30 dicembre 2009 ha approvato un accordo sul progetto con le tre ditte di cavatori.
Paeseambiente ha poi ribadito con forza le osservazioni presentate al progetto nel 2008 chiedendo:
1) PERCHE' non provvedere SUBITO alla ricomposizione della cava? Perché aspettare 20 anni? Non si è già aspettato abbastanza? La ricomposizione è dovuta per legge, a cosa serve l'approfondimento? Non serve certo a ricomporre ma a distruggere ancora il sottosuolo..
2) PERCHE' infierire anche sulle falde più profonde? Perché mettere in comunicazione quelle sicuramente compromesse con quelle che potrebbero esserlo un po' meno?
3) PERCHE' non includere il Comune di Treviso nel procedimento della VIA? Quella non è più una zona di campagna, purtroppo. Fra poco questa potrebbe diventare una cava di città perché al di là della strada c'è il Piruea Emerald dove potrebbero arrivare 5.000 abitanti nel giro di pochi anni.
4) PERCHE' battere il primato di profondità? 65 metri. 22 piani di grattacielo sotto terra. Oltre un piano all'anno! E dove? Vicino alla Feltrina e adiacenti a due discariche!
5) PERCHE' fidarsi ancora di chi non ha vigilato sulle scarpate? Di chi ha scaricato rifiuti non conformi? Di chi ha scavato oltre i limiti consentiti? Di chi non ha avuto rispetto per le regole? Di chi è sempre pronto ai ricorsi? Perche' dovremmo acconsentire a questa voragine?
6) PERCHE' scavare a confine con una discarica per rifiuti solidi urbani? Lasciamo in pace il cane che dorme! Puzza un po', ma lasciamolo dormire. Piscia ancora nella falda, ma lasciamolo dormire. Se si sveglia potrebbe mordere. Altre discariche a Paese stanno facendo peggio di questa.
7) PERCHE' non valutare quale sarebbe il danno alle falde al verificarsi di eventi eccezionali in caso di approfondimento a questi livelli? Terremoti, esondazioni, frane?
8) PERCHE' rischiare di scavare in prossimità di una discarica per inerti che ha ricevuto rifiuti non conformi oggetto di denunce e successive condanne? Come sarà quel fondo cava?
9) PERCHE' non tenere conto di quante fonti di inquinamento siano già presenti in zona? Una strada al alto traffico. Un impianto insalubre di conglomerati bituminosi, impianti di betonaggio ed altro.
In rappresentanza del Comune di Paese l'assessore all'ambiente e il dirigente dell'ufficio Ecologia di Paese hanno manifestato il loro dissenso ricordando la presenza di 29 cave e di innumerevoli discariche nel Comune di Paese ricordando il pericolo di mettere in comunicazione falde differenziate e l'aumento del traffico pesante. A titolo personale era presente anche l'assessore al bilancio del comune di Paese che non ha nascosto timori per le abitazioni confinanti con la cava, e la paura di ritrovarsi nel laghetto i sacchi di immondizia della discarica Marini. La Provincia ha ricordato alla Commissione che la ditta Biasuzzi deve ancora sistemare la scarpata prospiciente la discarica per inerti franata ancora nel 1999 (nonostante i ripetuti solleciti). Il rappresentante della Ditta presente all'audizione ha subito precisato che provvederà nei prossimi giorni. La commissione non ha risposto alle domande di Paeseambiente, perche? Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente ha commentato: "A questi perché c'è solo una risposta: i 128 milioni di Euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il Comune di Ponzano Veneto. E' una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l'ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent'anni proroga su proroga!"
[Gruppo Paeseambiente]


Fonte : http://comunicatostampa.blogspot.com/2010/01/cava-morganella-di-paese-e-ponzano-la.html


14 gennaio 2010  ___________________________

La cava Morganella in commissione Via Paese rimane contraria


la tribuna di Treviso — 14 gennaio 2010   pagina 24   sezione: CRONACA
  PONZANO. E’ arrivata in commissione Via l’espansione della cava Morganella. Ieri sono stai chiamati ad esprimere il loro pareri cittadini associazioni e comuni interessati dall’operazione. Categorico è stato il no espresso dal comune di Paese, dall’associazione Paeseambiente e da un decina di cittadini andati a Venezia. Più tenue invece la posizione del sindaco Giorgio granello, che pur facendo una premessa basata sui danni che potrebbero arrivare dal prolungamento del’attività di cava, ha sostenuto con forza la convenzione siglata due settimane fa con i cavatori interessati al rinnovo delle autorizzazioni. «Trovo scandaloso che la commissione Via non abbia convocato il Comune di Treviso - sono state la parole di Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente e consigliere comunale a Paese - dobbiamo infatti ricordare che la falda di quella zona si muove verso sud, e il confine di Treviso a soli 300 metri. Saranno i residenti del capoluogo a pagarne le conseguenze. Bisogna poi ricordare che la stessa Regione aveva intimato ai cavatori di riqualificare l’area, e invece con questa richiesta si procederebbe ad altri 20 anni di scavi». L’autorizzazione, sulla cui validità si dovrà esprimere a titolo definitivo la Regione, garantirebbe a Superbeton, Biasuzzi e Calcestruzzi, un prelievo complessivo di 8 milioni e 800 mila metri cubi di ghiaia, per un ricavo di 88 milioni di euro. A questo va sottratto il canone che obbligatoriamente devono versare nel casse comunale di 0,62 centesimi al metro cubo, per un totale di 5 milioni 456 mila euro. La convenzione approvata dalla maggioranza prevede inoltre il versamento di un ulteriore quota di 1,38 euro per ogni metro cubo. (fe.cip.)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/01/14/TCAPO_TCA04.html



12 gennaio 2010  ____________________________________

Petizione on-line contro la cava


la tribuna di Treviso — 12 gennaio 2010   pagina 19   sezione: CRONACA
  PONZANO. Al via la petizione on-line per bloccare nuove escavazioni alla cava Morganella. La raccolta firme è scaturita dalla recente approvazione della convenzione che ha legato il Comune di Ponzano ai cavatori. «Oltre 300.000 metri quadrati di area, profonda 65 metri sul piano campagna e 20 anni di nuova attività di cava rappresenta la minaccia più grave per il nostro territorio degli ultimi anni e l’eredità più pesante che lasciamo alle future generazioni - si legge nel testo della petizione - non solo si ferisce un territorio antropologicamente delicato, ma vi è il potenziale pericolo di compromettere, oltre alle risorgive, un bene inalienabile come l’acqua. Una ferita che rimarrà, se non si blocca la firma della convenzione». In soli due giorni già 50 persone hanno firmati la petizione: tra loro Laura Puppato e Diego Bottacin. L’affare, al momento, di certo lo stanno facendo i cavatori. L’autorizzazione, sulla cui validità si dovrà esprimere a titolo definitivo la Regione, garantirebbe infatti a Superbeton, Biasuzzi e Calcestruzzi, che condividono il sito estrattivo, altri vent’anni di escavazione. Per un prelievo complessivo di 8 milioni e 800 mila metri cubi di ghiaia. Oggi la valutazione di un metro cubo di ghiaia si aggira attorno ai dieci euro. E’ presa in considerazione comunque la stima più bassa del mercato. Complessivamente dunque i tre cavatori ricaveranno nei prossimi vent’anni 88 milioni di euro. A questo va sottratto il canone che obbligatoriamente devono versare nel casse comunali di 0,62 centesimi al metro cubo, per un totale di 5 milioni 456 mila euro. La convenzione prevede inoltre il versamento di un ulteriore quota di 1,38 euro per ogni metro cubo. Che servirebbe in parte a costruire il parco fotovoltaico una volta chiusa la cava Morganella. Secondo l’esecutivo guidato dal sindaco Giorgio Granello il beneficio per le casse del Comune si aggirerebbe attorno ai 20 milioni di euro. Come contraltare vent’anni di scavi, di camion che attraversano il comune, e un approfondimento fino a 65 metri dell’attività estrattiva. Che farebbe diventare la Morganella la cava di ghiaia più profonda d’Italia. (fe.cip.)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/01/12/TCAPO_TCA01.html



10 Gennaio 2010   _________________________________

L’opposizione chiama a raccolta i cittadini e lancia una petizione contro l’intesa siglata tra l’amministrazione Granello e i tre proprietari della cava “Morganella” (Biasuzzi cave, Calcestruzzi e SuperBeton), situata lungo la Feltrina a Ponzano e con una piccola propaggine nel territorio di Paese. Il gruppo guidato dall’ex sindaco Niero intende chiedere, a suon di sottoscrizioni, in primis la rescissione del recente patto tra Comune e cavatori, ma soprattutto la bocciatura del progetto di approfondimento che verrà discusso in Regione nei prossimi giorni. Per la minoranza l’ulteriore escavazione di quasi nove milioni di metri cubi di ghiaia, estraibili facendo scendere le benne dagli attuali 40 ai 65 metri di profondità, non s’ha da fare. E spera che da palazzo Balbi arrivi una sonora bocciatura. «Non è vero che l’operazione non si può fermare perché si tratta di un approfondimento e non di una espansione – spiega Niero rispondendo direttamente al sindaco Granello – La legge in vigore e il Prac adottato non prevedono escavazioni sottofalda: se la Regione fosse coerente dovrebbe respingere la richiesta dei cavatori». E poco conta il beneficio pubblico, previsto dalla convenzione approvata dalla maggioranza nel consiglio comunale del 30 dicembre, stimato in 20 milioni di euro che in varie forme potrebbero entrare nelle casse del municipio. Senza contare che proprio ieri il primo cittadino ha rivelato l’intenzione di realizzare, sempre con i soldi dei cavatori, addirittura un nuovo centro per anziani, che andrebbe a sommarsi al mega impianto fotovoltaico galleggiante. «Ogni giorno c’è un progetto nuovo: sono solo tentativi disperati di giustificare una scelta sbagliata – bacchetta l’ex sindaco – Ultimamente ci sono un sacco di sparate, speriamo che qualcuno faccia almeno la somma degli importi». Così da ieri è partita la raccolta di firme per contrastare la convenzione e il progetto. Per fare incetta di sottoscrizioni il gruppo di minoranza ha attivato tutti i canali possibili. A cominciare da Internet. Attraverso Facebook e Petizionionline.it, infatti, in un solo giorno sono state raccolte una trentina di firme. «Diciamo no alla sprofondamento della Morganella, la cava più profonda del Veneto – si legge sul web – Non solo si ferisce un territorio delicato, ma vi è il potenziale pericolo di compromettere un bene inalienabile come l’acqua». E nei prossimi giorni toccherà ai banchetti allestiti lungo le vie di Ponzano. «Il nostro primo obiettivo – conclude Niero – è quello di far conoscere ai cittadini i contenuti dell’operazione».


Fonte :
  http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=1186570&Data=&CodSigla=&TestoRicercaUrl=morganella 



09 Gennaio 2010   ________________________________

Il Comune di Ponzano dà ormai già per scontato il via libera della Regione all’approfondimento della cava “Morganella” e punta tutto sul beneficio pubblico previsto nella convenzione stipulata con i tre proprietari (Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton): in primis la giunta spoera di realizzare una casa di riposo. Infatti con il "risarcimento in denaro" che i cavatori dovrebbero versare nelle casse del municipio - complessivamente stimati in oltre 20 milioni di euro - il sindaco Giorgio Granello (Lega) apre le porte alla realizzazione ex novo di un centro diurno per anziani, con annessi laboratori e attività occupazionali, completamente comunale. “Non si poteva fermare la richiesta dei cavatori in Regione perché si tratta dell’approfondimento di un sito già esistente e non di un aumento di superficie, unico presupposto per bloccare l’operazione – spiega il primo cittadino – un milione di euro proveniente da quell’operazione permetterebbe la costruzione in una struttura per anziani, data in gestione a una cooperativa basata sulla forza lavoro locale”. Il luogo sarebbe già stato scelto. Si tratta della fetta di terra, di proprietà comunale, che si estende davanti al PalaCicogna. Qui sorge già una struttura per l’inserimento lavorativo di persone disabili e in questo contesto potrebbe trovar posto pure il nuovo centro diurno per anziani. Anche se quello che ha in mente l’amministrazione comunale non segue i classici canoni della casa di riposo. “Dovrebbe essere un vero “asilo” a cui le famiglie potranno affidare i propri cari senza dover ricorrere alla figura delle badanti – spiega Giorgio Granello – l’idea è proprio quella di dare sollievo alle famiglie, andando a prendere a casa gli anziani e facendoli interagire con proposte occupazionali e laboratori per recuperare le radici e far fruttare ancora una volta tutte le loro conoscenze, come in una sorta di Università della terza età”. E la cooperativa di gestione, pensano in municipio, potrebbe addirittura essere composta prevalentemente da persone residenti a Ponzano, ovviamente ben formate per l’importante servizio. «Vogliamo un centro per la terza età, un punto di incontro, d’intrattenimento e di “attenzione” – conclude il sindaco – è nostro compito creare e mantenere spazi urbani a misura d’anziano».


Fonte : http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=1183114&Data=&CodSigla=&TestoRicercaUrl=morganella


3 gennaio 2010 __________________________________________

Si è sfaldata la triplice alleanza fra Provincia, Paese e Ponzano


La triplice alleanza contro l’approfondimento della cava “Morganella” non esiste più. Circa un anno fa i Comuni di Ponzano e Paese si erano stretti alla Provincia per contrastare il progetto di “riqualificazione ambientale”, presentato in Regione, che consentirebbe di scavare sino a 65 metri di profondità, rispetto ai 40 attuali, per un totale di quasi 9 milioni di metri cubi di ghiaia in più. Ora, però, la giunta Granello ha in tasca un accordo con i proprietari (Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton) per dare il via libera al progetto in cambio della proprietà di tutta l’area e dell’energia elettrica prodotta dal previsto impianto fotovoltaico galleggiante. Un’operazione che, nei prossimi 15 anni, porterebbe nelle casse municipali 20 milioni di euro. «La proposta è da ritenersi valida salvo pareri contrari di organi tecnici o della commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale (Via) – mette le mani avanti il sindaco del Carroccio, Giorgio Granello – il Comune diventerebbe da subito proprietario dell’area, a garanzia che questa sarebbe davvero l’ultima proroga per l’escavazione, e titolare dell’energia prodotta dal fotovoltaico, oltre che del calore per il riscaldamento proveniente dalle turbine». L’accordo è complesso. La Giunta è disposta a sopportare altri 15 anni di attività della cava a patto che siano davvero gli ultimi. Un parere positivo di villa Cicogna conterebbe molto anche in Regione. I cavatori lo sanno e si sfregano le mani, ben disposti a qualche concessione. Ma Paese, nel cui territorio ricade circa il 15 per cento della cava in questione, si è già chiamato fuori. «Siamo contrari al progetto di approfondimento e non abbiamo mai disdetto la procedura pubblica in Regione – sintetizza il sindaco Francesco Pietrobon (Lega) – non siamo d’accordo ma non possiamo entrare in ragionamenti di altri Comuni contermini». Ponzano, infatti, deve fare i conti con la sola cava “Morganella”, mentre a Paese un patto del genere potrebbe creare un pericoloso precedente per le richieste di approfondimento ancora in ballo. La commissione Via regionale dovrebbe dare il proprio responso prima delle elezioni di marzo. Nel frattempo, incassato il 23 dicembre il “niet” di Pietrobon, Granello ha subito convocato il consiglio.


fonte : http://www.ilgazzettino.it/articolo_app.php?id=25249&sez=NORDEST&npl=&desc_sez=


3 Gennaio 2010 _____________________

CENTINAIA DI LETTERE CONTRO L'ACCORDO

PONZANO – (mf) In municipio piovono e-mail di protesta contro lo schema d’intesa con i cavatori approvato 24 ore prima del capodanno. Complessivamente sarebbero oltre 300 le lettere che hanno invaso la casella di posta del Comune. Tra queste, oltre alle numerose contestazioni inviate dalle associazioni ambientaliste, sarebbe comparsa anche qualche reprimenda firmata da alcuni sindaci di altri Comuni della Marca. Il sindaco Granello ha il suo bel daffare a spiegare che non è stato approvato nessun approfondimento. «La convenzione entra in gioco solo se la Regione darà il proprio fondamentale via libera». In molti, però, sono convinti che il mancato “niet” senza se e senza ma conterà parecchio a palazzo Balbi. «Ma chi è contro il progetto dovrebbe inviare lettere di protesta alla Regione e non a Ponzano» precisa anche il sindaco leghista di Paese, Francesco Pietrobon. Nel frattempo, però, i gruppi ambientalisti, con in testa Paeseambiente, invitano tutti ad inoltrare a villa Cicogna una e-mail già pronta in cui si rileva anche che «la presenza di due discariche a confine con la cava, inoltre, potrebbe causare un ulteriore inquinamento della falda affiorante».


fonte : http://carta.ilgazzettino.it/LeggiGiornale.php?TipoVisualizzazione=1&CodSigla=TV&NumPagina=11&AnnoPagina=2010&MesePagina=01&GiornoPagina=03&NumTestatina=



3 Gennaio 2010 _________________________________

GUERRA SUI CAMION DI GHIAIA

Lo schema di intesa tra il Comune di Ponzano e i cavatori che hanno proposto l’approfondimento della “Morganella” è stato approvato il penultimo giorno dello scorso anno. Adesso la parola finale dovrà arrivare dalla Regione, ma da allora è scattata, latente, la battaglia della viabilità. L’amministrazione Granello, infatti, non vuole che i camion carichi di ghiaia tornino a invadere le strade del centro e sulla questione dei percorsi sta ancora discutendo con Biasuzzi, Calcestruzzi e SuperBeton. Così, però, si rischia che i Tir siano costretti ad attraversare Paese, nelle frazioni di Castagnole e Postioma, dove ricade circa il 15% dei 320 mila metri quadrati di cava. In questo scenario l’aver rifiutato la condivisione dello schema di intesa confezionato a Ponzano rischia di servire a poco. A spaventare il sindaco Pietrobon erano il rischio idrogeologico insito nello scavare da 40 a 65 metri di profondità (per un totale di circa 8 milioni di metri cubi di ghiaia) e l’espansione del traffico pesante. Con la benedizione della Regione, però, i cavatori potrebbero mettere in moto le ruspe a neppure un metro dal confine di Paese e Ponzano sarebbe pronto a blindare il salotto buono del comune a suon di divieti di transito. «L’opposizione chiede di bloccare le strade, ma è una boutade da ragazzini e non da amministratori: per Castagnole e Postioma passano provinciali e regionali su cui non possiamo decidere – ammette il sindaco Pietrobon – Possiamo solo intensificare i controlli sui camion e magari pensare anche all’installazione di qualche altro autovelox fisso». Il quadro è chiaro: davanti all’Ok della commissione regionale per la Valutazione di impatto ambientale (Via), proprio chi ha rifiutato di scendere a patti con i cavatori si troverebbe a dover pagare il conto più salato. Senza poter contare su un solo euro di beneficio pubblico. «Ma noi non possiamo in alcun modo approvare un ulteriore approfondimento – continua Pietrobon – Non vogliamo si continui a scavare sotto falda, il rischio è amplissimo e altri potrebbero contare su pericolosi precedenti». Con un traffico stimato di circa 100 camion al giorno per almeno altri 15 anni, allora, le bretelle di Postioma diventano ancora più importanti. «È un bel problema – confida il sindaco – Non ci sono soldi: speriamo che il prossimo presidente del Veneto sia trevigiano e risponda alle nostre necessità».


fonte : http://carta.ilgazzettino.it/LeggiGiornale.php?TipoVisualizzazione=1&CodSigla=TV&NumPagina=11&AnnoPagina=2010&MesePagina=01&GiornoPagina=03&NumTestatina=



31 dicembre 2009 _____________________________________

DATI DEL PROGETTO


la tribuna di Treviso — 31 dicembre 2009   pagina 23   sezione: CRONACA
   I DATI DEL PROGETTO Si scaverà fino a 65 metri   PONZANO. La richiesta di una nuova autorizzazione era stata presentata un anno e mezzo da un’Ati formata da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton, proprietarie dell’area di 320 mila metri quadrati in cui oggi si trova la cava Morganella. Il progetto dei cavatori prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, (divisi in un autorizzazione di 15 anni, più un opzione per ulteriori 5) con l’estrazione di 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65. In cambio il Comune otterrà la cessione gratuita dell’area, una volta terminata l’attività, un parco fotovoltaico da 20 mila metri quadrati e 5,5 milioni di euro cash. (fe.cip.)


fonte :  http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/12/31/TCAPO_TCA10.html



31 dicembre 2009  ____________________________

Ok alla cava, guerra in consiglio


la tribuna di Treviso — 31 dicembre 2009   pagina 23   sezione: CRONACA
  PONZANO. E’ stata approvata, con i soli voti della maggioranza, la convenzione per il prolungamento dell’attività alla cava Morganella. Il consiglio comunale è stato infuocato: «Una scelta aberrante. A Ponzano passeranno ogni giorno 100 camion per vent’anni», le parole di Niero. «Una scelta per il futuro», la difesa del sindaco.  Le escavazioni potrebbero partire entro aprile. L’ultima parola spetta ovviamente alla Regione, che dopo l’analisi della Via dovrà dare o meno il sì definitivo ad altri vent’anni di scavi, fino a 65 metri di profondità. Il parere tecnico della Regione non dovrebbe comune farsi attendere molto, in quanto anche nella convenzione è specificato che l’attesa sarà protratta al massimo fino al 31 marzo del 2010. Da Palazzo Balbi potrebbe teoricamente arrivare anche un «no» all’operazione, ma in questi anni la Regione non si è certo contraddistinta per aver negato molte autorizzazioni ai cavatori. La maggioranza in consiglio comunale ieri si è dimostrata compatta, e ha votato, tutta, a favore della manovra. Le opposizioni invece hanno criticato aspramente una convenzione che non hanno esitato a definire «aberrante». «Dal punto di vista idrogeologico non è cambiato nulla rispetto ad un anno fa, quando il sindaco Giorgio Granello, in qualità di capogruppo della Lega Nord in consiglio provinciale, votava a favore di un ordine del giorno per bloccare nuove escavazioni proprio alla cava Morganella - ha attaccato Claudio Niero - restano pesanti rischi idrogeologici, abbiamo di fatto un grattacielo al contrario, largo 320 mila metri quadrati circa e profondo 65. Vi saranno ricadute negative sul’ambiente, abbiamo calcolato che passeranno almeno 100 camion al giorno in centro a Ponzano, con tutto ciò che ne consegue. La convenzione inoltre ha elementi di debolezza, confusione e ambiguità. Fanno un regalo ai cavatori, che conclusa l’attività avrebbero dovuto gestire la riqualificazione dell’area, invece ora tutto spetterà al Comune». Il sindaco Giorgio Granello ha invece difeso la scelta della giunta, definendola «coraggiosa». «I presupposti rispetto a quando ho votato l’ordine del giorno in Provincia sono diametralmente opposti. Quello era un documento generale, e io non conoscevo nei dettagli tutta la situazione. In seconda analisi con questa convenzione riusciamo a chiudere, seppur tra vent’anni, un’attività che esiste addirittura dagli anni ’50. Se così non facessimo tra vent’anni ci sarebbe una nuova autorizzazione. Mentre noi riusciamo a portare a casa anche un beneficio pubblico da 20 milioni di euro», ha replicato il primo cittadino di Ponzano. Ma le critiche sono arrivate anche dall’esterno. Dal consigliere provinciale Stefano dall’Agata, che ha ricordato il già citato voto di Granello: «Il sindaco e lagiunta di Ponzano si stanno caratterizzando per essere del motto “forti con i deboli e deboli con i forti”. Ci piacerebbe una maggiore coerenza, che sarebbe indice soprattutto di rispetto per i cittadini di Ponzano». Anche Andrea Zanoni, di Paeseambiente, ha puntato il dito contro Granello: «Trovo inquietante il fatto che il sindaco voglia fare questo blitz natalizio di fine anno, senza nemmeno aspettare il responso della commissione Via, che sta esaminando le decine di osservazioni». - (Federico Cipolla)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/12/31/TCAPO_TCA01.html



30 dicembre 2009  ___________________________________

Morganella, un affare da 88 milioni


la tribuna di Treviso — 30 dicembre 2009   pagina 25   sezione: CRONACA
  PONZANO. Altri vent’anni di escavazione alla cava Morganella, un affare. Ma per chi? Di certo lo è per i tre cavatori, Biasuzzi, Superbeton e Calcestruzzi che si spartiranno una torta da 88 milioni di euro. Il comune di Ponzano dal canto suo conta di guadagnarne circa 20, di cui sei in cash, il restante in terreni e in un impianto fotovoltaico. Oggi la convenzione arriva in consiglio comunale.  Le opposizioni voteranno contro la manovra, che non esitano a definire «un golpe di fine anno». «L’hanno portata in consiglio il 30 dicembre sperando che nessuno se ne accorgesse, - ha dichiarato l’ex sindaco Claudio Niero - e hanno fissato l’assemblea alle 18.30, sapendo benissimo che ben pochi cittadini potranno essere presenti». L’operazione è del tutto nuova nel panorama del nordest. Un’autorizzazione ventennale in cambio di un beneficio economico e del possesso, a titolo gratuito, delle aree in cui oggi si pratica l’attività estrattiva. Ma l’affare di certo lo stanno facendo i cavatori. L’autorizzazione, sulla cui validità si dovrà esprimere a titolo definitivo la Regione Veneto, garantirà infatti a Superbeton, Biasuzzi e Calcestruzzi, che condividono il sito estrattivo, altri vent’anni di escavazione. Per un prelievo complessivo di 8 milioni e 800 mila metri cubi di ghiaia. Oggi la valutazione di un metro cubo di ghiaia si aggira aggiraattorno ai dieci euro. E’ presa in considerazione comunque la stima più bassa del mercato. Complessivamente dunque i tre cavatori ricaveranno nei prossimi vent’anni 88 milioni di euro. A questo va sottratto il canone che obbligatoriamente devono versare nel casse comunale di 0,62 centesimi al metro cubo, per un totale di 5 milioni 456 mila euro. La convenzione che oggi varrà approvata dalla maggioranza prevede inoltre il versamento di un ulteriore quota di 1,38 euro per ogni metro cubo. Che servirebbe in parte a costruire il parco fotovoltaico una volta chiusa la cava Morganella. Secondo l’assessore al bilancio Fabrizio Nardin il beneficio per le casse del comunali si aggirerebbe attorno ai 20 milioni di euro. «E’ la stima che abbiamo fatto calcolando il canone che le ditte ci dovranno versare, il valore dei terreni che verranno ceduti e l’impianto fotovoltaico. Le opere per il parco ad energia solare da 20 mila metri quadri verranno pagate dai privati, mentre il comune non scucirà un euro. Inoltre andrebbe anche calcolato il vantaggio che avrebbe la comunità dalla messa in rete tra vent’anni dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici». La manovra non convince l’ex sindaco Claudio Niero, che oggi arriverà col coltello fra i denti in consiglio comunale. «Sembra di essere tornati a 40 anni fa. E’ una scelta aberrante che ha alla base un’idea di ambiente vecchia di decenni. Inoltre nella convenzione c’è un dettaglio che stanno tenendo nascosto. - conclude - Il parco fotovoltaico è solo una opzione. L’alternativa, scritta a chiare lettere nel documento, è la creazione di una centrale a gasolio». - (Federico Cipolla)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/12/30/TCAPO_TCA01.html



29 dicembre 2009  ___________________________________

E scontro sulla cava Morganella Pietrobon boccia l ampliamento


la tribuna di Treviso — 29 dicembre 2009   pagina 23   sezione: CRONACA
  PAESE. «Non seguiremo Ponzano, non vogliamo nuove attività alla cava Morganella». E’ categorico il sindaco di Paese Francesco Pietrobon: la convenzione che domani verrà firmata dal consiglio comunale di Ponzano non avrà alcun seguito nei «vicini» di Paese, che condividono il sito estrattivo. Giorgio Granello, primo cittadino di Ponzano, dal canto suo sta concludendo in questi giorni le trattative per completare la convenzione con i tre cavatori entro domani, giorno del consiglio comunale. Fulcro del sì all’approfondimento della cava Morganella, il passaggio graduale di tutta l’area nel patrimonio comunale, e la sua riqualificazione. «La nostra scelta è dettata dall’obiettivo che ci siamo imposti, quello dire riuscire a chiudere la cava. Può sembrare paradossale ma è così - spiega Granello - le tre ditte che operano alla Morganella hanno chiesto ormai da due anni una proroga ventennale all’attività estrattiva, e per i segnali che abbiamo noi, dalla Regione dovrebbe arrivare il via libera. Quindi abbiamo pensato ad una soluzione affinché questa sia l’ultima autorizzazione, visto che ormai le proroghe si susseguono fin dagli anni ’80. La convenzione prevede che man mano che la quota estraibile verrà raggiunta, le aree verranno cedute gratuitamente al Comune. In questo mondo trascorsi vent’anni sarà chiusa definitivamente. Noi amministratori siamo chiamati a scelte coraggiose, altrimenti le future generazioni ne pagheranno le conseguenze». A Ponzano si punta ad ottenere una riqualificazione totale dell’area, attraverso l’installazione di un grande impianto fotovoltaico. In via di ultimazione anche i dettagli sul beneficio pubblico, in termini di risorse economiche, per le casse del Comune. La richiesta di una nuova autorizzazione era stata presentata da un’Ati (associazione temporanea di imprese) formata da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton, proprietarie dell’area di 320 mila metri quadrati in cui oggi si trova la cava Morganella. Il progetto dei cavatori prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, (divisi in un’autorizzazione di 15 anni, più un opzione per la proroga per ulteriori 5 anni) con l’estrazione di 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65. Diventerebbe la cava di ghiaia più profonda d’Italia. La richiesta era stata inviata alla Regione ancora nel 2008 dalla Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa, ed era stata comunicata ai comuni di Ponzano e di Paese, in quanto interessati rispettivamente per l’85 per cento e per il 15 per cento, dall’operazione. «Abbiamo fatto delle analisi geologiche - prosegue Granello - la falda parte da 10 metri sotto il piano campagna e arriva fino a 140. Cambia poco fermare l’estrazione a 40 metri o a 65». La pensa diversamente il sindaco di Paese, sempre in quota Lega Nord, Francesco Pietrobon, che mercoledì scorso con una delibera di giunta ha rafforzato il suo no alla proroga. «Noi siamo contrari a qualsiasi nuova escavazione, pertanto non seguiremo la strada di Ponzano - ha spiegato - anche perché non si tratta solo di approfondire la cava, ma anche di mettere mano alle sponde. Come promesso ai cittadini, noi non vogliamo categoricamente nuove proroghe all’attività estrattiva nel nostro comune. E anche in Via ci opporremo a questo progetto». La convenzione approderà in consiglio comunale a Ponzano domani sera, e c’è da scommettere che verrà approvata solo con i voti della maggioranza. A Paese invece una manovra simile non arriverà mai: Pietrobon è pronto a giurarlo. «Con quest’operazione - conclude invece Granello - siamo certi che tra vent’anni avremmo risolto il problema cave a Ponzano. A Paese ci sono altri 20 siti estrattivi, è ovvio che non ci seguano in questa strada». Ma d’altra parte la manovra Granello potrebbe, tra vent’anni, avere effetti positivi comunque su Paese. E’ difficile infatti ipotizzare, non essendo più a disposizione dei cavatori l’85 del sito, che il restante 15 possa continuare a essere sfruttato. - Federico Cipolla


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/12/29/TCAPO_TCA03.html



29 dicembre 2009   ______________________________________

TERRITORIO. Allarme per l'ok ad una cava tra Ponzano e Paese


Martedì 29 Dicembre 2009 19:10
  29 DICEMBRE. E' possibile che in provincia di Treviso venga realizzata la cava di ghiaia più profonda d'Italia. Si tratta della cava Morganella a cavallo tra i comuni di Ponzano Veneto e Paese (TV) dove i cavatori Biasuzzi , Calcestruzzi e Superbeton vorrebbero scavare fino a 65 metri sotto il  piano campagna (vedere video su http://www.youtube.com/watch?v=YUeBAeoFKrI). "Ho avuto modo di evidenziare i molteplici rischi di questo progetto - dichiara Andrea Zanoni, presidente Lac Veneto- in una interrogazione al sindaco  del comune di Paese, il quale si è impegnato a contrastare questo progetto. Purtroppo il comune di Ponzano Veneto, dove ricade la maggior parte della  superficie della cava, si presta invece a dare l'ok al progetto dei cavatori nel Consiglio comunale del prossimo 30 dicembre 2009. In queste ore  cittadini e associazioni hanno scritto delle email e lettere per fermare questo sfregio all'ambiente, ma soprattutto alla falda acquifera. Le conseguenze dell'attuazione di questo progetto possono essere molteplici: 1) esiste la possibilità concreta che l'approfondimento sino a 65 metri metta in comunicazione falde acquifere a diversi livelli, contribuendo a diffondere l'inquinamento cronico di quelle più superficiali a scapito delle falde sottostanti dalle quali pescano molti pozzi artesiani; 2) questi lavori comporterebbero l'aumento del traffico pesante e l'aumento dell'inquinamento dell'aria e acustico, 3) l'attività di cava che viene autorizzata da decine di anni grazie a proroghe su proroghe allontana sempre all'infinito la sua ricomposizione, 4) la presenza di due discariche a confine con la cava potrebbero inquinare la falda affiorante della cava".


fonte : http://www.trevisopress.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6666:territorio-allarme-per-lok-ad-una-cava-tra-ponzano-e-paese&catid=21:ambiente&Itemid=73



28 dicembre 2009  _________________________________________

FERMATE QUELLA CAVA


L'ambientalista Andrea Zanoni invita tutti a scrivere una lettera al sindaco di Ponzano per ripensare al progetto
Paese/Ponzano - Cercare di bloccare con un'azione di pressing al Comune di Ponzano quella che potrebbe essere la cava di ghiaia più profonda d'Italia. E’ quanto stanno cercando di fare gli attivisti di Paeseambiente visto che la giunta Granello (Lega Nord) si appresta a dare il via libera al progetto il 30 dicembre portando in consiglio comunale una convenzione con le tre ditte che scavano nella cava Morganella, a cavallo tra Ponzano e Paese, finalizzata a garantire altri vent'anni di attività estrattiva. Avrà una profondità ampliata a 65 metri, per un'estrazione di 8 milioni e 800 mila metri cubi. “La modalità e la tempistica di convocazione di questo consiglio comunale dimostra ulteriormente quanto potente sia la lobby dei cavatori in Veneto che non esito a paragonare alla lobby dei petrolieri del Texas (quella che ha fatto eleggere più di un presidente degli Usa) ha detto Andrea Zanoni. Il presidente di Paeseambiente e capogruppo dell'Italia dei Valori nel Consiglio comunale di Paese ha giù avuto l’occasione di evidenziare i molteplici rischi di questo progetto in una interrogazione al sindaco del comune di Paese che si è impegnato a contrastare questo progetto. Ora per un'azione più incisiva Zanoni chiede a tutti di unirsi per fermare questo sfregio all'ambiente, ma soprattutto alla falda acquifera. L'invito è quello invito di scrivere una e-mail al sindaco di Ponzano Veneto Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. chiedendo di bloccare questo progetto. Il testo della richiesta potrebbe essere il seguente. "Si chiede che il comune di Ponzano esprima parere negativo al progetto di ampliamento della cava Morganella, ubicata nei comuni di Ponzano Veneto e Paese (Tv), presentato da Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa perché fortemente deturpante e perché mette a rischio le falde acquifere. Le conseguenze nefaste dell'attuazione di questo progetto possono essere molteplici. 1) esiste la possibilità concreta che l’approfondimento sino a 65 metri metta in comunicazione falde acquifere a diversi livelli, contribuendo a diffondere l'inquinamento cronico di quelle più superficiali a scapito delle falde sottostanti dalle quali pescano molti pozzi artesiani (già ora si scava sottofalda!). 2) questi lavori comporterebbero l'aumento del traffico pesante e l'aumento dell'inquinamento dell'aria e acustico. 3) l'attività di cava che viene autorizzata da decine di anni grazie a proroghe su proroghe allontana sempre all'infinito la sua ricomposizione,. 4) la presenza di due discariche a confine con la cava potrebbero inquinare la falda affiorante della cava." Al testo è possibile aggiungere qualsiasi commento.
Autore: laurat


Fonte : http://www.oggitreviso.it/fermiano-assieme-cava-morganella-21040



  28 dicembre 2009  
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Treviso. Blitz natalizio: Consiglio il 30 per dare il via libera alla maxi cava
La giunta leghista di Ponzano si prepara a dare il via libera: se l'intervento passasse, si potrebbero scavare 23 piani

  TREVISO (28 dicembre) - Se diventerebbe la cava più profonda d'Italia, come sostiene l'ambientalista trevigiano Andrea Zanoni, non lo sa nessuno, visto che non risultano statistiche in materia, ma di certo diventerebbe una cava profondissima. Immaginate un grattacielo di 23 piani rivolto verso il basso: ebbene, sarebbe più o meno quella la profondità della cava Morganella, a cavallo fra i comuni di Paese e di Ponzano, se dovesse passare prima nei consigli comunali e poi in Regione. Regione che potrebbe dare più facilmente il via libera, anche se l'intervento di ampliamento non è previsto dal Prac (Piano regionale attività di cava), nel caso in cui arrivassero a Venezia delibere nelle quali i Comuni dichiarano il loro interesse per l'intervento. L'intervento era stato chiesto l'anno scorso alla regione da un associazione temporanea di imprese formata da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e Superbeton. Se il Comune di Paese (nel quale ricade il 15 per cento della cava) ha rinviato per ora la discussione, quello di Ponzano (monocolore leghista), che ospiterebbe l'85 per cento della cava, si sta preparando a un vero e proprio blitz natalizio: alla vigilia delle festività è stato infatti convocato un consiglio comunale per il 30 dicembre che potrebbe dare l'ok dell'amministrazione all'intervento: approfondimento della cava dagli attuali 40 metri fino a 65, estrazione di altri 8 milioni e 800mila metri cubi di ghiaia nei prossimi vent'anni. E tutto questo in un territorio come la provincia di Treviso che è la provincia del Veneto più devastata dalle cave. Zanoni sostiene che ci sono vari motivi per i quali l'intervento sarebbe deleterio: "Esiste la possibilità concreta che l’approfondimento sino a 65 metri metta in comunicazione falde acquifere a diversi livelli, contribuendo a diffondere l’inquinamento cronico di quelle più superficiali a scapito delle falde sottostanti dalle quali pescano molti pozzi artesiani (già ora si scava sottofalda); questi lavori comporterebbero l’aumento del traffico pesante e l’aumento dell’inquinamento dell’aria e acustico; l’attività di cava che viene autorizzata da decine di anni grazie a proroghe su proroghe allontana sempre all'infinito la sua ricomposizione; la presenza di due discariche a confine con la cava potrebbero inquinare la falda affiorante della cava". La Provincia di Treviso di recente avrebbe anche accertato che nella cava Morganella sono stati prelevati 54mila metri cubi più di quelli autorizzati, perché si sarebbe scavato oltre i 40 metri autorizzati, arrivando a 43,38, ma non è noto se ci siano state sanzioni.

fonte : http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=85676&sez=NORDEST


27 dicembre 2009   ____________________________________________

La Lega s/cava
 
 Purtroppo non bastano il “buon cuore” e le “buone intenzioni” per fare una politica rispettosa dell'ambiente, servono anche spessore politico, capacità di agire i conflitti anche e soprattutto con i poteri forti. Il Sindaco Granello e la Giunta di Ponzano si stanno caratterizzando invece per essere eredi del motto “forti con i deboli e deboli con i forti”, intendendo con forti i cavatori che hanno depauperato il territorio della Marca, facendolo assomigliare più ad una forma di groviera che al paesaggio del Giorgione. Credo che alla Provincia di Treviso servissero altre cose, piuttosto che il discutibile record della cava più profonda d’Italia, magari l'evitare di premiare proprio chi ha agito al di fuori della legalità, scavando oltre il consentito. L'ironia della sorte è che proprio l'Ente, la Provincia di Treviso in cui Giorgio Granello è Capogruppo del partito (Lega Nord) che ne esprime il Presidente e l'Assessore all'Ambiente, che ha rilevato gli abusi. Ma si sa gli affari sono affari, l’economia e il “progresso” non possono fermarsi; e poi la campagna elettorale incombe e la Lega Nord non può presentarsi a padroni e padrini come il “partito del no”. Ci piacerebbe magari una maggiore coerenza, che sarebbe indice soprattutto di rispetto per i cittadini, che magari avrebbero il piacere di veder seguire alle dichiarazioni di principio i fatti conseguenti, non azioni che negano quelle dichiarazioni. L'attività amministrativa è senza dubbio anche mediazione tra soggetti, bisogni e aspettative diversi, ma andare addirittura oltre le previsioni di un P.R.A.C. che prevede un'escavazione folle per il nostro territorio appare più simile alla ricerca di favori che alla buona amministrazione. Con il precedente Sindaco Niero non ero stato sempre d'accordo, in alcune occasioni da sinistra lo abbiamo criticato aspramente, ma comunque riconosco quell'Amministrazione entro un quadro di serietà che non riesco a vedere nel “nuovo che avanza”. E se il buongiorno si vede dal mattino, i primi atti della Lega Nord conseguenti alla candidatura di Zaia alla Regione Veneto richiedono una mobilitazione forte da parte di tutti coloro che amano questo territorio, al fine di non lasciare il campo ai nuovi barbari, che poi tanto nuovi non sono...


fonte : http://sdtv.myblog.it/archive/2009/12/27/la-lega-s-cava.html


27 dicembre 2009  _____________________________

Ok alla cava più profonda d Italia


la tribuna di Treviso — 27 dicembre 2009   pagina 25   sezione: CRONACA
  PONZANO. La giunta Granello si prepara a dare l’ok alla cava di ghiaia più profonda d’Italia. Il 30 dicembre porterà in consiglio comunale una convenzione con le tre ditte che scavano nella cava Morganella, a cavallo tra Ponzano e Paese, finalizzata a garantire altri vent’anni di attività estrattiva. Con una profondità ampliata a 65 metri, per un’estrazione di 8 milioni e 800 mila metri cubi. Un provvedimento che squarcia il dibattito politico a Ponzano, sia perché giunge inatteso, sia perché in passato dalla Lega al Pdl, fino agli enti locali tutti si sono sempre espressi contro nuovi permessi alla cava Morganella. La documentazione è appena arrivata nelle mani dei consiglieri d’opposizione, ma il no compatto del centrosinistra è più che una certezza. La richiesta di una nuova autorizzazione era stata presentata da un’Ati (associazione temporanea di imprese) formata da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton, proprietarie dell’area di 320 mila metri quadrati in cui oggi si trova la cava Morganella. Il progetto dei cavatori prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, (divisi in un autorizzazione di 15 anni, più un opzione per la proroga per ulteriori 5 anni) con l’estrazione di 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65. Diventerebbe la cava di ghiaia più profonda d’Italia. La richiesta era stata inviata alla Regione ancora nel 2008 dalla Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa, ed era stata comunicata ai comuni di Ponzano e di Paese, in quanto interessati rispettivamente per l’85 per cento e per il 15 per cento, dall’operazione. La parola ultima spetterà alla Regione, anche se l’ok della giunta Granello faciliterebbe notevolmente il percorso a palazzo Balbi. L’intervento infatti non è compreso nel Prac, (recentemente discusso, ma non ancora approvato dal consiglio). Il piano regionale dell’attività di cava, prevede un lieve ampliamento della superficie scavabile, ma nessuno approfondimento. Un interesse dichiarato dagli enti locali potrebbe dunque mettere al riparo la Regione da eventuali ricorsi al Tar. La possibilità che l’approfondimento sino a 65 metri metta in comunicazione falde acquifere diversificate contribuendo a diffondere l’inquinamento cronico di quelle più superficiali e la presenza di due discariche a confine con la cava che potrebbero inquinare la falda affiorante, sono i principali motivi di contrarietà espressi in passato da ambientalisti e amministratori. Il niet era arrivato dalla giunte Mardegan e Niero, oltre ad un unanime no del consiglio provinciale. Recentemente anche Francesco Pietrobon, sindaco di Paese, ha ribadito la sua contrarietà all’intervento. Lo scorso anno inoltre la Provincia aveva rilevato alcuni abusi all’interno della cava Morganella. La Provincia ha rilevato una quota di profondità media di 43,38 metri, a fronte dei 40 consentiti, a cui è corrisposto un prelevamento di 54 mila metri cubi di ghiaia in più. - Federico Cipolla

fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/12/27/TCAPO_TCA01.html



23 dicembre 2009  ____________________________

Cava Morganella, rinvio tecnico Pietrobon: «Non la vogliamo»


la tribuna di Treviso — 23 dicembre 2009   pagina 31   sezione: CRONACA
  PAESE. «Noi restiamo contrari all’approfondimento della cava Morganella. Il rinvio della valutazione d’impatto ambientale era dettato solo da motivi tecnici». Così il sindaco di Paese, Francesco Pietrobon, ha risposto all’interrogazione di Andrea Zanoni, che poneva dubbi sulla reale volontà della giunta di opporsi al progetto di ampliamento della cava a cavallo tra Ponzano e Paese. «La Commissione Via, con telegramma del 3 ottobre firmato dal presidente Silvano Vernizzi, aveva invitato tutti coloro che avevano trasmesso delle osservazioni al progetto, a partecipare alla seduta pubblica che si sarebbe svolta a palazzo Linetti a Venezia il 7 ottobre - ha spiegato Andrea Zanoni - la stessa commissione, però, con successivo telegramma del 6 ottobre ha comunicato a tutti i destinatari del precedente che l’inchiesta pubblica non si sarebbe più tenuta, «su richiesta del Comune di Paese».  Vorrei capire perché è stata fatta saltare la convocazione della commissione Via impedendo la partecipazione ai cittadini, e se il Comune ha ritirato l’inchiesta pubblica e se intende ricorrere contro l’eventuale autorizzazione regionale a scavare per una profondità di ben 65 metri». Ma la giunta sul punto è stata chiara. «La cava per l’85 per cento è in territorio di Ponzano, per il 15 in quello di Paese - ha risposto Pietrobon - la giunta di Ponzano, appena eletta, ha chiesto di rinviare la seduta della commissione in quanto, essendosi appena insediata, doveva ancora approfondire la conoscenza della materia. Avendo noi lo stesso problema abbiamo seguito l’iniziativa di Ponzano. Ma questo non significa volere la cava, tutt’altro». (fe.cip.)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/12/23/TCAPO_TCA06.html




22 dicembre 2009 _____________________________

Sicurezza stradale Zanoni vuole risposte

la tribuna di Treviso — 22 dicembre 2009 pagina 33 sezione: CRONACA
PAESE. Sicurezza stradale e cava Morganella: questi i temi delle due interrogazioni presentate da Andrea Zanoni (Italia dei Valori) discusse durante il Consiglio di ieri sera. Il consigliere ha riportato l’attenzione sulla situazione di pericolosità dell’incrocio tra via Chiesa e via Fermi sulla Feltrina, a Postioma. Zanoni, su input dei cittadini, denuncia la continua svolta in via Chiesa di camion provenienti da Montebelluna, in violazione dei segnali di divieto d’accesso. Altra questione quella che il capogruppo dell’Idv ha sollevato con Mardegan, Foffani e Visentin. «Chiediamo al sindaco - si legge nell’interrogazione - il motivo per il quale ha fatto saltare la convocazione aperta ai cittadini della commissione regionale Via sul progetto di ampliamento della cava Morganella di Castagnole e Ponzano».
(ru.b.)


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/12/22/TCBPO_TCB06.html


21 dicembre 2009   ________________________________________

CAVA MORGANELLA: PREVISTO UN BUCO DI 65 METRI


I consiglieri di opposizione interrogano stasera il sindaco per conoscere il futuro della cava
Paese - Nella cava Morganella è previsto un buco profondo 65 metri: come un grattacielo di 23 piani.
    Andrea Zanoni capogruppo di Italia dei Valori e gli altri consiglieri di opposizioni (Mardegan, Foffani e Visentin) ha presentato un'interrogazione per chiedere al sindaco di Paese Francesco Pietrobon il motivo per il quale ha fatto saltare la convocazione, aperta ai cittadini, della commissione regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) sul progetto di ampliamento della cava Morganella di Castagnole e Ponzano Veneto. Nell'interrogazione, che verrà discussa durante il consiglio comunale di stasera, lunedì 21 dicembre, viene ricordato anche che il Comune di Paese nel 2008 si era attivato per richiedere l'inchiesta pubblica, alla Commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) della Regione Veneto, in merito al progetto della cordata dei cavatori Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa, ovvero una valutazione alla luce del sole con la partecipazione degli interessati. Zanoni, presidente anche di Paesambiente, fa sapere che la Commissione VIA, con telegramma del 3 ottobre firmato dal presidente Silvano Vernizzi, aveva invitato tutti coloro che avevano trasmesso delle osservazioni al progetto, a partecipare alla seduta pubblica che si sarebbe svolta a Venezia presso Palazzo Linetti lo scorso 7 ottobre. La stessa Commissione, però, con successivo telegramma del 6 ottobre ha comunicato a tutti i destinatari del precedente che l'inchiesta pubblica non sarebbe più stata tenuta, “su richiesta del comune di Paese”. “Giova ricordare – ricorda Zanoni - che il progetto dei cavatori prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, con l’estrazione di altri 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l'approfondimento dell'estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri; un volume pari ad un grattacielo di 23 piani dall'estensione di un aeroporto. Si tratta di un progetto che prevede un ulteriore sfruttamento del territorio, con evidenti rischi per la risorsa acqua e con ripercussioni negative per la cittadinanza in termini di inquinamento da polveri e rumori, per non parlare dell'aumento considerevole del traffico pesante e della svalutazione economica degli immobili”. Zanoni fa notare che le conseguenze nefaste dell'attuazione di questo progetto possono essere molteplici: esiste la possibilità concreta che l'approfondimento sino a 65 metri metta in comunicazione falde acquifere a diversi livelli, contribuendo a diffondere l'inquinamento cronico di quelle più superficiali a scapito delle falde sottostanti dalle quali pescano molti pozzi artesiani (già ora si scava sottofalda).  Questi lavori comporterebbero l'aumentoSei in Home > Associazioni & Movimenti > Veneto. Paeseambiente: la Regione concede una nuova proroga alla cava Morganella di Ponzano Veneto Veneto. Paeseambiente: la Regione concede una nuova proroga alla cava Morganella di Ponzano Veneto 30 maggio 2005. “Nei giorni scorsi la Regione ha concesso una nuova proroga all’attività della cava “Morganella” del gruppo Biasuzzi sita a Ponzano Veneto, lungo i confini con il comune di Paese – denuncia l'associazione Paeseambiente. Si tratta della quarta proroga per l'estrazione di ghiaia concessa dalla Regione considerato che l'autorizzazione iniziale è scaduta ben quindici anni fa, ovvero nel 1989. Questa è una proroga per una cava che estrae ghiaia addirittura sotto la falda acquifera, in un comune dove si è già raggiunta la superficie massima del 3 % del territorio scavabile imposto per legge, in un'area geologicamente molto delicata in quanto identificata da appositi studi come bacino di ricarica degli acquiferi, in un sito dove nei pressi vi è una discarica esaurita di rifiuti urbani. La proroga inoltre è stata concessa dalla Regione Veneto nonostante le precise istanze contrarie del comune di Ponzano Veneto. “Mi auguro che il sindaco di Ponzano Veneto - ha commentato Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente - il quale ha definito come inqualificabile l'atto della Regione, faccia seguire alle parole anche i fatti provvedendo ad impugnare l'atto della Regione con un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto. I comuni devono reagire a testa alta contro lo strapotere dei cavatori e le imposizioni della Regione, soprattutto se si tratta di tutelare l'ambiente e quindi di conseguenza anche la qualità della vita e la salute di tutti i cittadini, utilizzando tutti gli strumenti legali a loro disposizione. Mi chiedo poi come sia tecnicamente sostenibile da parte della Regione il rilascio continuo di proroghe su proroghe per un'attività esercitata addirittura sotto la falda acquifera.”  del traffico pesante e l'aumento dell'inquinamento dell'aria e acustico; l'attività di cava che viene autorizzata da decine di anni grazie a proroghe su proroghe senza mai arrivare alla sua ricomposizione; la presenza di due discariche a confine con la cava potrebbero inquinare la falda affiorante della cava; questi lavori possono portare ad un'ulteriore svalutazione di case e terreni nei pressi della cava. “Il sindaco – ha detto Zanoni - dovrà riferire sul perché sia stata fatta saltare la convocazione della commissione VIA impedendone la partecipazione ai cittadini, se abbia ritirato l'inchiesta pubblica e se intenda ricorrere o meno contro l'eventuale autorizzazione regionale a scavare per una profondità di ben 65 metri. Per approfondimenti si guardi il video: http://www.youtube.com/watch?v=YUeBAeoFKrI


fonte : http://www.oggitreviso.it/cava-morganella-previsto-un-buco-di-65-metri-20881


19 dicembre 2009   ________________________________________

19.12.2009 - INFONORDEST.IT RIPORTA UN COMUNICATO di Andrea Zanoni, capogruppo di Italia dei Valori in consiglio comunale a Paese (TV)
 
Il comune di Paese (TV) in ottobre ha fatto saltare la convocazione dei cittadini alla commissione regionale VIA sul progetto di ampliamento della cava Morganella di Castagnole e Ponzano Veneto. Da allora tutto tace, perché? Previsto un buco profondo addirittura 65 metri: come un grattacielo di 23 piani dall’estensione di un aeroporto. Andrea Zanoni capogruppo di Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di minoranza Mardegan, Foffani e Visentin, per chiedere al sindaco di Paese Pietrobon il motivo per il quale ha fatto saltare la convocazione, aperta ai cittadini, della commissione regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) sul progetto di ampliamento della cava Morganella di Castagnole e Ponzano Veneto. Nell’interrogazione, che verrà discussa durante il consiglio comunale di lunedì prossimo 21 dicembre 2009, viene ricordato che il Comune di Paese nel 2008 si era attivato per richiedere l’inchiesta pubblica, alla Commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) della Regione Veneto, in merito al progetto della cordata dei cavatori Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa, ovvero una valutazione alla luce del sole con la partecipazione degli interessati. La Commissione VIA, con telegramma del 3 ottobre firmato dal presidente Silvano Vernizzi, aveva invitato tutti coloro che avevano trasmesso delle osservazioni al progetto, a partecipare alla seduta pubblica che si sarebbe svolta a Venezia presso Palazzo Linetti in data 7 ottobre 2009. La stessa Commissione, però, con successivo telegramma del 6 ottobre ha comunicato a tutti i destinatari del precedente che l'inchiesta pubblica non sarebbe più stata tenuta, “su richiesta del comune di Paese”... Giova ricordare che il progetto dei cavatori prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, con l’estrazione di altri 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri; un volume pari ad un grattacielo di 23 piani dall’estensione di un aeroporto. Si tratta di un progetto che prevede un ulteriore sfruttamento del territorio, con evidenti rischi per la risorsa acqua e con ripercussioni negative per la cittadinanza in termini di inquinamento da polveri e rumori, per non parlare dell’aumento considerevole del traffico pesante e della svalutazione economica degli immobili. Le conseguenze nefaste dell’attuazione di questo progetto possono essere molteplici: 1) esiste la possibilità concreta che l’approfondimento sino a 65 metri metta in comunicazione falde acquifere a diversi livelli, contribuendo a diffondere l’inquinamento cronico di quelle più superficiali a scapito delle falde sottostanti dalle quali pescano molti pozzi artesiani (già ora si scava sottofalda!); 2) questi lavori comporterebbero l’aumento del traffico pesante e l’aumento dell’inquinamento dell’aria e acustico, 3) l’attività di cava che viene autorizzata da decine di anni grazie a proroghe su proroghe senza mai arrivare alla sua ricomposizione, 4) la presenza di due discariche a confine con la cava potrebbero inquinare la falda affiorante della cava; 5) questi lavori possono portare ad un'ulteriore svalutazione di case e terreni nei pressi della cava.
Il sindaco dovrà riferire sul perché sia stata fatta saltare la convocazione della commissione VIA impedendone la partecipazione ai cittadini, se abbia ritirato l'inchiesta pubblica e se intenda ricorrere o meno contro l’eventuale autorizzazione regionale a scavare per una profondità di ben 65 metri.

fonte : http://www.infonordest.it/notizie/Veneto/Attualita/Il-comune-di-Paese-in-ottobre-ha-fatto-saltare-la-convocazione-d


08 ottobre 2009   ___________________________________

Commissione rinviata


la tribuna di Treviso — 08 ottobre 2009   pagina 23   sezione: CRONACA
  PAESE. E’ stata rinviata a data da destinarsi la seduta della commissione Via regionale che avrebbe dovuto analizzare la richiesta di ampliamento della cava Morganella al confine tra i comuni di Paese e Ponzano. Il rinvio è stato comunicato ad Andrea Zanoni (in foto), che come presidente di Paesembiente avrebbe dovuto relazionare di fronte ai commissari, martedì con un raccomandata. Ufficialmente il rinvio è dovuto ad una richiesta del comune. «Ci sono persone che si sono prese giorni di ferie per andare a quella commissione - commenta Zanoni - non vorrei che anche gli uffici regionali facessero come il governatore Galan, visto il grande numero di assenze emerso negli ultimi giorni». (fe.cip.)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/10/08/TCAPO_TCA05.html



07 ottobre 2009  ___________________________

CITTADINI IN REGIONE PER DIRE NO ALLE CAVE

Falde acquifere minacciate dalla cava Morganella a Paese e Ponzano - Paese – Cave nel trevigiano, i cittadini a dialogo con le istituzioni locali per cercare di fermare nuovi scavi. Questa mattina associazioni e cittadini saranno sentiti dalla Commissione VIA della Regione Veneto sul progetto della cordata Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa che prevede l’approfondimento della cava Morganella di Paese e Ponzano Veneto. Il progetto dei cavatori prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, con l’estrazione di altri 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri. “Si tratta di un progetto con evidenti rischi per l’acqua – spiega Andrea Zanoni, consigliere comunale a Paese - e con ripercussioni negative per la cittadinanza in termini di inquinamento da polveri e rumori, per non parlare dell’aumento considerevole del traffico pesante e della svalutazione economica degli immobili”. Contro questo progetto Paeseambiente, Italia Nostra Sezione di Treviso, il Forum Trevigiano per l’Ecologia, l’Associazione Grillitreviso e altri gruppi e cittadini hanno presentato osservazioni alla Commissione Via per chiederne la bocciatura. “Mi auguro che il progetto venga bocciato – ha dichiarato Zanoni - perché se questo passa ne passeranno a cascata molti altri con gravissime conseguenze per l’ambiente, il territorio ed in particolare per la risorsa acqua. E’ ora di mettere un freno all’estrazione di ghiaia che per la maggior parte viene portata fuori provincia e addirittura fuori regione, questa è un’attività che non rispondente alle necessità locali ma solo a quelle del conto in banca dei cavatori.”


Fonte : http://www.oggitreviso.it/node/18703



07 ottobre 2009  __________________________

A Venezia per bloccare la cava

la tribuna di Treviso — 07 ottobre 2009   pagina 21   sezione: CRONACA
  PAESE. Gli ambientalisti cercano di bloccare l’approvazione da parte della Via regionale dell’ampliamento della cava Morganella. Sono convocati oggi dalla commissione per esporre le osservazioni in merito al progetto che consentirebbe un ulteriore prelievo di 9 milioni di metri cubi di ghiaia.  «Mi auguro che il progetto venga bocciato - ha dichiarato Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente - perché se questo passa ne passeranno a cascata molti altri con gravissime conseguenze per l’ambiente, il territorio e in particolare per la risorsa acqua». Il progetto dei cavatori prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, con l’estrazione di ulteriori 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65. La richiesta era stata inviata alla Regione ancora nel 2008 dalla Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa che condividono l’attività nel sito estrattivo Morganella, al confine tra i comuni di Ponzano e Paese. Paeseambiente si era subito attivata per richiedere l’istanza pubblica alla Commissione per la valutazione di impatto ambientale (Via) della Regione inoltrando un dossier con numerose osservazioni contro questo progetto. La possibilità che l’approfondimento sino a 65 metri metta in comunicazione falde acquifere diversificate contribuendo a diffondere l’inquinamento cronico di quelle più superficiali, l’aumento del traffico e dell’inquinamento; la presenza di due discariche a confine con la cava che potrebbero inquinare la falda affiorante della cava, sono i principali motivi di contrarietà espressi dagli ambientalisti. «Dirò ai commissari che è ora di mettere un freno all’estrazione di ghiaia che per la maggior parte viene portata fuori provincia e addirittura fuori regione - ha concluso Zanoni -, questa è un’attività che non risponde alle necessità locali ma solo a quelle del conto in banca dei cavatori». (Federico Cipolla) - (Federico Cipolla)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/10/07/TCAPO_TCA03.html



16 marzo 2009  _________________________________

NUOVE CAVE NELLA MARCA, UNA MORATORIA DI CINQUE ANNI


la tribuna di Treviso — 16 marzo 2009   pagina 08   sezione: ALTRE
Il documento licenziato dalla Giunta Regionale il 14 ed il 21 ottobre scorsi è il Piano Regionale Attività di Cava adottato nell’ottobre 2003, modificato alla luce delle osservazioni pervenute; è quantomeno strano ed inconsueto che un provvedimento che ha ricevuto ben 363 osservazioni con 1520 quesiti e che dichiara di essere il risultato del loro esame e delle controdeduzioni si limiti a pubblicare l’elenco degli osservanti ma non le motivazioni che hanno spinto ad accettare 126 quesiti, ad accertarne parzialmente altri 127, a non accoglierne 644 e a dichiarare che 572 sono «non pertinenti» (o forse impertinenti?).  E’ probabile, se non certo, che le osservazioni accettate riguardino soltanto modifiche dei confini ed eliminazione delle aree già interessate da escavazioni ed ora riempite di rifiuti: le tristemente note discariche.  Nel «Comunicato stampa» questa delibera viene chiamata «approvazione» al fine di comunicare una certezza che è soltanto mediatica, quasi a significare l’entrata in vigore di nuove disposizioni di legge; ciò ha già permesso la presentazione di progetti di ampliamento di cave esistenti (ad esempio: Cave Morganella ed altre contigue nei comuni di Ponzano Veneto e Paese) conformi alle nuove proposte ancora prima che fossero formalizzate dalla Giunta Regionale.  Le delibere di ottobre della Giunta regionale sono soltanto la presa d’atto di un documento incompleto, contraddittorio, spesso superficiale, contrastante con la legge vigente ed incapace di motivarne e di proporne una nuova, basato su deduzioni e non su dati precisi e inconfutabili, scollegato con la pianificazione territoriale in fase di studio a livello regionale e provinciale, privo di ogni attenzione per il paesaggio e per le valenze artistiche di cui è ricca la nostra regione, senza alcuna visione strategica.  In realtà il Piano Regionale per le Attività di Cava per diventare efficace deve essere esaminato dalle Commissioni Consiliari Regionali e deve essere votato ed approvato dal Consiglio Regionale; ed altrettanto deve essere fatto per una Legge che modifichi la legislazione vigente, cioè la Legge Regionale n. 44 del 1982.  E’ nostra fondata convinzione che questo documento non possa nemmeno superare l’esame delle Commissioni Consiliari e che sia stato promosso e redatto al solo fine di fingere di ottemperare alle prescrizioni ricevute dalla Magistratura (la Legge regionale n. 44/1982 obbligava la Regione a predisporre il Piano entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore cioè dal 7 settembre 1982).  Presentando una proposta così pesantemente eversiva, sulla quale non potrà essere trovata una maggioranza all’interno del Consiglio, la Giunta Regionale tenta forse di far continuare l’attuale regime transitorio che le permette di prendere ogni decisione senza alcun controllo, avendo a disposizione una Commissione tecnica costituita da una tranquilla maggioranza composta da tecnici regionali: non a caso i rappresentanti delle associazioni ambientaliste si sono dimessi per la seconda volta ritenendo inutile la loro presenza minoritaria a fronte di uno schieramento muto ed ossequiente.  A meno che non si stia tentando una approvazione forzata, dovuta alle pressioni della lobby dei cavatori, e che, in questo modo, si tenti anche di fermare le indicazioni positive contenute nei vari Piani Territoriali Provinciali di Coordinamento ormai adottati.  Grazie alle autorizzazioni rilasciate dalla Giunta regionale negli ultimi anni attualmente esiste una disponibilità allo scavo di 104 milioni di mc di cui 83 milioni nella sola Provincia di Treviso; ciò risulta da dichiarazione asseverate fatte dagli scavatori e quindi è attendibile.  Questa quantità di ghiaia e sabbia è sufficiente, al ritmo attuale di escavazione, per almeno 10 anni. E’ quindi necessario e possibile decidere una moratoria di cinque o sei anni: questo periodo è sufficiente per sottoporre il ciclo produttivo ad uno screening inteso a valutare l’efficienza del sistema e le destinazioni d’uso dei materiale al fine di individuare soluzioni alternative; istituire l’osservatorio previsto nella proposta di legge in modo tale da poter offrire proposte certe e verificate per il riuso delle aree scavate e di quelle che risulteranno escavabili; redigere ad un Piano di escavazione conforme al Piano Territoriale Regionale di Coordinamento e ai Piani Provinciali che ne realizzano le direttive nonché ai Piani di Area vigenti; un solo esempio: la Legge istitutiva del Parco del Sile impone all’Ente che lo gestisce la salvaguardia delle risorse idropotabili: cosa può fare l’Ente Parco se nell’area a monte vengono realizzate cave che intaccano e mettono a nudo le falde, sia quella freatica che quella artesiana?  Non essendo ipotizzabile la continuazione dello spreco di territorio e la sua distruzione, è necessaria una nuova politica di difesa dello stesso che si basi: sull’uso di tecniche alternative obbligatorie per la stabilizzazione dei deisuoli (miscele terra-calce o terra cemento) già sperimentate ed in uso anche per strade progettate e costruite dalla Regione, sulla scelta di costruire in trincea tutta la nuova viabilità programmata nelle aree proposte come Insiemi Estrattivi (IE); la realizzazione della Pedemontana in trincea potrebbe da sola rendere disponibili più di 2 milioni di mc di ghiaia e sabbia.  Sul ripristino della capacità idraulica dei bacini artificiali costruiti a servizio della produzione di energia elettrica (bacino del Cadore, Lago di S.Croce, Bacino di Busche, opere di presa dalla Piave di Pederobba e Nervesa), su interventi di rimodellamento e di stabilizzazione dei movimenti franosi avvenuti o in atto (ed esempio frana della Val Zoldana e frana in corso dell’Alpago). I maggiori costi, relativi e tutti da dimostrare in quanto il trasporto in pianura potrebbe agevolmente essere fatto con treni, potrebbero essere a carico delle opere necessarie per la stabilità e la messa in sicurezza delle aree interessate. (Questa interessate indicazione è stata offerta dal prof. Marcello Zunica dell’Università di Padova già in occasione della prima Delibera di adozione del Prac nel 2004). (Consiglio regionale di Italia Nostra) - Umberto Zandigiacomi


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/03/16/TD1PO_TD199.html



dicembre 2008  ____________________________________

Il piano regionale dell’attività di cava

Il Piano Regionale dell’Attività di Cava (PRAC), emanato dalla Giunta regionale del Veneto, si sviluppa dalla necessità di dotare il territorio di uno strumento capace di fornire una regolamentazione dello sfruttamento delle risorse naturali, in poche parole dell’attività estrattiva atta a fornire ghiaia e sabbia. Il PRAC prevede una programmazione di 20 anni, anziché 9 anni come da normativa vigente, con due cicli decennali e revisioni e/o aggiornamenti possibili ogni 5 anni. Fra gli aspetti fondamentali identificati nel piano: la disponibilità/necessità di materiale da costruzione e l’esigenza di salvaguardare l’ambiente; inoltre è da considerare che il “ripristino ambientale” non è più inteso come riqualificazione ambientale ma come “recupero ambientale”, in quanto non si ritiene più ripristinabile un sito germorfoloficamente modificato in maniera irreversibile dall’attività di escavazione. Come tutela del territorio, è stato considerato il principio primario di ridurre al minimo lo scavo di nuova produzione (è previsto un nuovo incremento pari al 20% del fabbisogno stimato di materiale) e intensificare la potenzialità dei comparti già in uso ed esistenti (l’80% del fabbisogno sarà soddisfatto da tali escavazioni). Quello che sorprende è che non è evidente una grossa incentivazione al riciclaggio di materiali derivanti da demolizioni, pulizia dei letti dei fiumi ed altri inerti, anche se c’è un accenno all’utilizzo di detrito utilizzato per sottofondi con il conseguente risparmio di materiale cosiddetto “pregiato”, quindi viene meno il principio di protezione del territorio enunciato dal piano. Per quanto riguarda il territorio di Ponzano Veneto, il PRAC prevede di ampliare ulteriormente la superficie del bacino dell’unica cava ancora attiva nel territorio, la Morganella-Castagnole, questo nella direzione nord-ovest verso via Fossa, interessando un ambito di circa 21.500 mq con un’escavazione ipotizzata di circa 860.000 mc (21.500mq x 40 mt di profondità). A riguardo di ciò, la ditta Superbeton Spa ha presentato, per la settima volta, alla Regione Veneto una nuova domanda di proroga, per ulteriori due anni dei termini d’escavazione nella cava Morganella-Castagnole, dall’attuale scadenza del 31/12/2008 al 31/12/2010. In merito la Giunta comunale ha ribadito, con delibera di giunta n. 208 del 07/11/2008, la propria contrarietà, invitando la Regione Veneto a respingere la richiesta presentata dalla ditta Superbeton, contrarietà peraltro già espressa con precedenti delibere, considerando i gravi disagi che vengono creati agli abitanti (rumore, traffico mezzi pesanti, polvere), l’inadeguatezza della viabilità prossima alla cava, l’attuale grave impatto ambientale sul territorio e la difficoltà del controllo della discarica di II categoria tipo “A”, sita sullo stesso bacino, per cui si potrebbero verificare, come del resto già successo nel passato, episodi di discarica di rifiuti tossici o altre circostanze di inquinamento. Inoltre va aggiunto che più di una volta, a seguito di accertamenti eseguiti dalla Provincia di Treviso, sono state accertate escavazioni di materiale ghiaioso-sabbioso in difformità alle concessioni con conseguenti sospensioni dell’attività.
Tiziano Zago - Assessore all’Ecologia


fonte : http://www.comuneponzanoveneto.it/path/cultura/villa_cicogna_dicembre_2008.pdf


31 ottobre 2008 _______________________________

Comunicato del 31 ottobre 2008
IL PIANO CAVE (PRAC) APPROVATO MARTEDI’ 21 OTTOBRE DALLA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO CONDANNA IRRIMEDIABILMENTE LA PROVINCIA DI TREVISO, DOVE SI SCAVERA’ IL 50% DELLA GHIAIA ESTRATTA IN TUTTO VENETO.  QUESTO E’ IL PIANO VOLUTO DAI CAVATORI, FATTO A VANTAGGIO DEI CAVATORI E ALLE SPESE DEL TERRITORIO E DEI CITTADINI E RAPPRESENTA UNA SERIA MINACCIA PER LA RISORSA ACQUA POTABILE.  PAESEAMBIENTE AI SINDACI: BASTA LAMENTELE ORA PENSATE AL RICORSO AL TAR CONTRO IL PRAC E AD OGNI ALTRA INIZIATIVA UTILE AD AFFOSSARLO.

Con il PRAC – Piano Regionale di Attività di Cava approvato lo scorso 21 ottobre 2008 dalla Giunta Regionale del Veneto vengono stabiliti i quantitativi di ghiaia e sabbia estraibili annualmente per i prossimi dieci anni. Il PRAC precedentemente adottato il 23 ottobre 2003, è stato approvato il 21 ottobre scorso dopo l’esame di circa 350 osservazioni, ora passerà alle commissioni consigliari di Palazzo Ferro Fini e poi al Consiglio regionale per l'approvazione definitiva. Il PRAC riguarda le province di Treviso, Verona, Vicenza e Padova, salve invece le province di Venezia, Rovigo e Belluno. Il PRAC stabilisce un quantitativo annuo di materiale estraibile pari a 13.650.000 mc, suddivisi così: Treviso 6.825.000 mc (il 50% del totale!!!), Verona 4.095.000 (30%), Vicenza 2.320.500 mc (17%) e Padova 409.500 mc (3%). Il PRAC suddivide il territorio della provincia di Treviso in quattro “Insiemi Estrattivi” cosi’ suddivisi: 
1) Insieme estrattivo 1 composto da 4 comuni: Cordignano, Orsago e Godega di Sant'Urbano con una superficie di 820 ettari;
2) Insieme Estrattivo 2 composto da 4 comuni: Vazzola, Mareno, Santa Lucia e Cimadolmo per 1.150 ettari;
3) Insieme estrattivo 3 composto da 16 comuni: Nervesa della Battaglia, Spresiano, Arcade, Giavera, Povegliano, Volpago, Ponzano, Villorba, Trevignano, Montebelluna, Altivole, Paese, Quinto, Istrana, Morgano e Vedelago per ben 22.300 ettari;
4) Insieme Estrattivo 4 composto da 2 comuni: Castello di Godego e Loria per 855 ettari.
  Considerati i numeri del PRAC risulta evidente che la provincia che maggiormente viene sacrificata alla lobby dei cavatori è quella di Treviso dalla quale finora sono stati estratti il 79,71% dei materiali complessivi in tutta la regione per un totale di ben 82 milioni di metri cubi. Di questi 82 milioni, ben 33 sono stati estratti a Paese, che a livello provinciale ha dato il 34,6% del materiale estratto, mentre a livello regionale il 17,2%, con un territorio agricolo scavato per il 13% ovvero ben oltre il limite del 3% previsto dalla L.R.44/82. Naturalmente non viene previsto alcun incentivo e sostegno al recupero dei materiali inerti che potrebbero coprire il 70% del fabbisogno di ghiaia ma che andrebbero a sottrarre ingenti guadagni ai cavatori. Questo è il piano della lobby dei cavatori che qui in Veneto è potente quanto quella dei petrolieri in Texas, ovvero dettano legge – ha commentato Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente, che ha aggiunto – questa è una pianificazione che va a vantaggio dei conti in banca dei cavatori gravando sul territorio di tutti i cittadini. La volontà dell’assessore Chisso di ampliare le cave esistenti pone seri rischi anche per la risorsa acqua perché implicitamente concede gli ampliamenti in profondità con la possibilità di scavare sottofalda e di far mettere cosi' in comunicazione fra loro le falde superficiali piu’ inquinate con quelle piu’ profonde, utilizzate anche per l’estrazione di acqua ad uso potabile. Per accontentare i cavatori la regione giocoforza dovrà modificare anche la legge 44 del 1982, ovvero, per dare il via libera ai cavatori, dovrà eliminare l’unico paletto che in qualche zona ancora li fermava: il limite del 3% scavabile della superficie agricola totale di un singolo comune. Senza questa modifica di legge il PRAC potrebbe essere impugnato al TAR del Veneto per palese violazione dell’articolo 13 della legge 44 dell’82. Mi auguro che i 26 sindaci della provincia di Treviso dei comuni interessati dalla scure della regione, magari assieme a quelli dei comuni interessati delle province di Vicenza, Verona e Padova, si coalizzino presto impugnando al TAR il PRAC e studiando tutte le strategie possibili per affossarlo definitivamente ancor prima che arrivi in consiglio regionale. 
Gruppo Ambientalista Paeseambi
ente

fonte : http://www.paeseambiente.org/frameCCSS-2008.htm#


29 ottobre 2008 __________________________

Cave, Paese boccia il piano regionale

la tribuna di Treviso — 29 ottobre 2008 pagina 26 sezione: CRONACA
PAESE. IL Prac approvato dalla giunta Galan, non soddisfa il Comune di Paese, che per dieci anni dovrà vedersela con scavi per 10 milioni di metri cubi. Al contrario delle urla al miracolo per quel taglio di un milione di euro di escavazioni in provincia, l’analisi dell’assessore, Giuseppe Biscaro, resta impietosa: «Ci sono già autorizzazioni sufficienti al fabbisogno per i prossimi 15 anni». «A Venezia dovrebbero preoccuparsi di come recuperare le cave, non di come approfondirle». E le cifre del nuovo piano cave per Paese d’altra parte sono tutt’altro che tranquillizzanti. La situazione, con 19 siti scavati, alcuni chiusi da anni, altri in piena attività, è tutt’altro. Con il 7 per cento del territorio comunale scavato, che si traduce nel 12 del territorio agricolo, ben al di sopra di quel vincolo del 3% stabilito dalla Regione anni fa e mai tradotto in legge. «Dobbiamo ancora vedere nel dettaglio il piano - spiega l’assessore di Paese, Giuseppe Biscaro - ma il parere iniziale è estremamente contrario, per un semplice motivo. Alcuni anni fa era stato fatto uno studio che dimostrava come con i metri cubi di escavazioni già autorizzati si sarebbe coperto il fabbisogno regionale per i prossimi quindici anni. Ebbene ora che di opere non se ne fanno moltissime, e che l’edilizia è praticamente ferma, di certo la situazione non è peggiorata. La domanda di ghiaia è calata». In termini numerici nel distretto Morgano, Paese e Ponzano si scaveranno 732 mila e 230 metri cubi di ghiaia ogni anno, di cui è prevedibile immaginare che il 90 per cento riguardi proprio Paese. Questi deriverebbero dalle nuove autorizzazioni garantite dal Prac e si concretizzerebbero, non con l’apertura di nuovi siti, ma con l’ampliamento delle coltivazioni esistenti. A questi vanni aggiunti poi i metri cubi già autorizzati, ma ancora non scavati, pari a 1 milione e 797 mila e 437. Ci sono poi le cave singole, che la Regione non ha inserito nel distretto Morgano, Paese e Ponzano, pur rientrandovi geograficamente. In quest’ultima categoria rientrano un altro milione e 368 mila metri cubi di ghiaia. Il monte totale ammonta dunque a 10 milioni e 488 mila metri cubi di ghiaia da scavare in dieci anni. «La nostra situazione ambientale è particolarmente complicata, abbiamo bisogno di tranquillità per poter recuperare questi siti - continua l’assessore Biscaro - Non abbiamo certo bisogno di nuovi scavi. Nelle prossime settimane ci incontreremo con gli altri Comuni del trevigiano coinvolti dal piano cave, e decideremo il da farsi. La nostra posizione resta ovviamente contraria al piano, anche in ragione del fatto che abbiamo già dato il 12 per cento del territorio agricolo e il 7 del territorio complessivo». Il Prac inoltre apre nuovi scenari per le richieste di ampliamento finora arenatesi a palazzo Balbi. Le cave Padernello e Morganella potrebbero dunque essere approfondite.


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/10/29/TCAPO_TCA01.html


27 ottobre 2008  ______________________________


Legambiente: piano cave devastante

la tribuna di Treviso — 27 ottobre 2008   pagina 10   sezione: CRONACA
  «Il nuovo piano regionale sull’attività di cava è un ulteriore regalo alla lobby dei cavatori». Legambiente stronca il Prac, adottato martedì dalla giunta regionale. Per la Marca, finalmente, cala la quota di escavazione prevista per i prossimi anni. Ma per Andrea Zanoni, presidente provinciale di Legambiente e di Paeseambiente, si tratta solo di uno specchietto per le allodole: «Il Prac - dice - ha come nuova regola non l’apertura di nuovi siti ma la possibilità di ampliare l’escavazione lì dove si è già scavato: così salterà l’unico debole paletto che avevano i cavatori, il limite del 3%».  Il Prac prevede per la provincia di Treviso quattro aree estrattive per un totale di 6 milioni 825 mila metri cubi annui di ghiaia estraibile. Due aree, ad oggi non ancora scavate, resteranno congelate per i prossimi 5 anni, poi si vedrà. La prima è fra Godega, Orsago e Cordignano; la secondo fra Cimadolmo e Santa Lucia di Piave. Poi ci sono altre due vaste aree già molto scavate in cui, già da subito, si potrà scavare ancora tramite ampliamento: a nord di Castelfranco e la più vasta zona compresa fra Spresiano, Arcade, Istrana, Paese e Trevignano. Ecco la bomba: con l’approvazione del Prac a Treviso si scaveranno 1.034.848 metri cubi in meno, certo, ma oltre 6 milioni di metri cubi annui di materiale potranno essere prelevati nelle cave già esistenti che si trovano appunto nell’area Spresiano-Arcade-Istrana-Paese-Trevigianno, denominata IE3, che avrà il monopolio. «E così potremo dire addio al paletto del 3% sull’escavazione fissato dalla vecchia legge 44 del 1982 - dice Zanoni - Come il vecchio piano di escavazione era un regalo ai cavatori, anche quello nuovo non cambia linea. Scavare ancora dove si è già scavato significa autorizzare porcherie come la cava Morganella di Paese, 700 mila metri, ci sta dentro una volta e mezza la città del Vaticano, una profondità di 40 metri oltre la falda con in ballo la richiesta di arrivare fino a 65 metri. Prendiamo atto che la lobby dei cavatori continua a dettare legge - incalza Zanoni -: in Veneto sono potenti come i petrolieri in Texas: fanno quello che vogliono. non resta che sperare nel passaggio in consiglio regionale: ci appelliamo ai consiglieri trevigiani anche di maggioranza: fermate l’obbrobrio, difendete la Marca trevigiana da questo nuovo assalto». Il sindaco di Montebelluna Laura Puppato è allarmata: «La filosofia non cambia, e pensare che se si impiegassero i materiali riciclati si potrebbe coprire il 70% del fabbisogno di ghiaia».


fonte:  http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/10/27/TC2PO_TC201.html



24 settembre 2008  ____________________________

Escavazioni abusive, la Provincia multa


la tribuna di Treviso — 24 settembre 2008   pagina 25   sezione: CRONACA
  PAESE. Ancora due escavazioni abusive scoperte dalla Provincia di Treviso in comune di Paese. Questa volta ad aver spinto le ruspe più in profondità rispetto alle autorizzazioni sono stati Biasuzzi nella cava Morganella e Marini nella sito Sabbie del Brenta. Per loro rispettivamente due multe da 16 mila euro e da 7 mila, per avere prelevato 8 mila e 5 mila metri cubi di ghiaia in eccesso.  «Dovrebbero essere inasprite le sanzioni - attacca l’assessore di Paese Giuseppe Biscaro - fino alla revoca delle autorizzazioni». I controlli della Provincia sono scaturiti proprio dopo una dura presa di posizione del sindaco Valerio Mardegan e dell’associazione Paeseambiente, che, vista la pioggia di nuove richieste di escavazioni, hanno voluto vederci chiaro. In sostanza hanno chiesto, e ottenuto, che la Provincia con un ecoscandaglio andasse a verificare la profondità di tutte le principali cave dell’hinterland nord. E i risultati si stanno vedendo. Dopo le sanzioni a Superbeton e a Biasuzzi per l’attività delle cave Padernello e Morganella, ora altre due multe rivolte a Marini e ancora a Biasuzzi. Il primo ha scavato circa 4 mila metri cubi di ghiaia in più rispetto a quanto concesso dalla Regione nella cava Sabbie del Brenta a Paese, il secondo sempre nella cava Morganella, (è divisa tra tre proprietari) ha scavato circa 8 mila metri cubi in più. La sanzione è fissata in 6,39 euro al metro cubo, che vengono poi ridotti di un terzo nel caso venga pagata immediatamente. In sostanza i due scavatori dovranno limitarsi a sborsare 7 mila e 16 mila euro circa, che andranno a finire nelle casse della Provincia di Treviso. «La legge non prevede che ci venga versato un euro - spiega l’assessore Giuseppe Biscaro - Per l’escavazione autorizzata, l’imprenditore deve versare una quota al Comune, in caso invece venga ravvisato un prelievo abusivo al Comune non deve niente. Credo che le sanzioni andrebbero inasprite, fino alla revoca. E infine sarebbe giusto che una parte della sanzione venisse versata nelle casse dei Comuni, che in fin dei conti sono gli enti che subiscono materialmente il danno. Ma in Regione non ho notato alcuna intenzione di pensarci». Pochi giorni fa i tecnici di viale Cesare Battisti hanno scoperto un altro abuso nella cava Morganella. Le rilevazioni, in questo caso, parlano di una quota di profondità media di 43,38 metri, a fronte dei 40, al massimo, consentiti dalla giunta Galan, a cui è corrisposto un prelievo di 54 mila metri cubi di ghiaia in più. Ora la Superbeton dovrà pagare 105 mila e 166 euro. Biasuzzi invece dovrà sborsare altri 210 mila euro per avere scavato abusivamente più di quanto fosse stato autorizzato nel sito «Padernello», in via Morganella a Paese. Ma anche in questo caso la multa sarà ridotta attraverso il pagamento immediato, non dovrebbero essere più di 70 mila gli euro che l’imprenditore trevigiano verserà alla Provincia. «Il problema è che con questi controlli si stanno scoprendo alcuni abusi - continua l’assessore Giusepe Biscaro - ma non è la prima volta. Anche negli anni scorsi erano state rilevate delle escavazioni in eccesso rispetto alle autorizzazioni». (Federico Cipolla)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/09/24/TCAPO_TCA01.html>



18 settembre 2008 __________________________________________

Bocciata la cava "Castagnole - Morganella"

Testo dell'ODG sulla cava "Castagnole - Morganella"così come votato all'unanimità nel Consiglio Provinciale di Treviso 15 settembre 2008.
Ordine del giorno:
Richiesta di bocciatura, da inoltrare alla Commissione VIA Regionale, del Progetto generale di riqualificazione ambientale e urbanistica con realizzazione di campo fotovoltaico e approfondimento parziale del polo estrattivo denominato “Castagnole Morganella” sito nei comuni di Ponzano Veneto e Paese delle ditte Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa.
Premesso che:
in data 24 luglio 2008 a Ponzano Veneto è presentato al pubblico il “Progetto generale di riqualificazione ambientale e urbanistica con realizzazione di campo fotovoltaico e approfondimento parziale del polo estrattivo denominato Castagnole Morganella”;
il progetto prevede delle lavorazioni fortemente deturpanti per il territorio con l’estrazione di oltre 8 milioni di ghiaia estraibili nell’arco di vent’anni, il tutto tramite l’approfondimento della cava da 40 a 60 metri sotto il piano campagna, portando questo sito estrattivo sottofalda ad essere il più profondo d’Italia.
Considerato che:
la presenza di falde acquifere diversificate, così come evidenziato da alcune stratigrafie del terreno allegate al progetto che evidenziano importanti strati impermeabili, deve far desistere da questo intervento di approfondimento che potrebbe causarne la messa in comunicazione tra loro, andando conseguentemente a pregiudicare la qualità delle acque delle falde acquifere più profonde;
la quantità di ghiaia che potrebbe essere estratta, nel caso di approvazione del progetto in esame, avrà delle sicure ripercussioni anche sul traffico pesante dei Comuni interessati alla cava, e che andrà a gravare anche sulla vicina viabilità del comune di Treviso;
il sito estrattivo in oggetto confina con due discariche, ovvero la discarica Marini a nord-ovest, oggi esaurita, di rifiuti solidi urbani, ubicata nel comune di Paese e la discarica per rifiuti inerti della Biasuzzi Cave SPA a sud-est, oggi non più in attività, ubicata nel comune di Ponzano Veneto; pertanto un approfondimento della cava potrebbe compromettere la staticità delle scarpate e dei diaframmi delle due discariche, con la possibilità che i rifiuti contenuti vengano a contatto con la falda acquifera affiorante della cava con i conseguenti disastri ambientali
anche il Comune di Treviso potrebbe avere ripercussioni sulla qualità dell’acqua delle falde acquifere dato che: 1) l’acqua di falda si sposta verso sud, 2) a circa 600/700 metri a sud della cava si entra nel territorio comunale di Treviso, 3) nel comune di Treviso vi sono i pozzi dell'Acquedotto Comunale e centinaia di pozzi per l’approvvigionamento idrico autonomo di acqua potabile.
Valutato che:
il sito in esame dovrebbe essere oggetto di “ricomposizione”, così come già prospettato dalla Segreteria Regionale all’Ambiente e Territorio Direzione e Geologia e Attività Estrattive della Regione Veneto, alle ditte Calcestruzzi S.p.A., Biasuzzi Cave S.p.A., e non certo di autorizzazione a nuove attività estrattive. Il Consiglio Provinciale di Treviso chiede alla Commissione Regionale per la VIA : di non concedere nuove autorizzazioni che comportino ulteriori scavi, di non concedere l’approfondimento del fondo della cava e pertanto di bocciare il progetto presentato dalla Associazione Temporanea di Imprese costituita dalle ditte Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton per i motivi illustrati.

I Consiglieri:
Stefano Dall'Agata - Sinistra Democratica
Luca De Marco - Sinistra Democratica
Stefano Mestriner - PDCI Verdi
Lorenzo Biagi - Ulivo PD
Marco Scolese - PRC


fonte : http://sdtv.myblog.it/archive/2008/09/18/bocciata-la-cava-castagnole-morganella.html


17 settembr
e 2008   _______________________________________

La Tribuna di Treviso
La cava Morganella non sarà ampliata

PAESE. Il consiglio provinciale boccia all'unanimità la cava più profonda d'Italia. L'ordine del giorno presentato dai consiglieri provinciali del centro sinistra, in cui si chiede alla Regione di non concedere una nuova autorizzazione alla cava Morganella, è stato votato anche da Lega Nord, Forza Italia e An. «Non abbiamo mai autorizzato cave più profonde di 40 metri». «In più questo progetto ci sembra eccessivo», ha spiegato il presidente della Provincia, Leonardo Muraro. La richiesta di una nuova autorizzazione era stata presentata da un’ATI (associazione temporanea di imprese) formata da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton, proprietarie dell'area di 320 mila metri quadrati riguardata dall'intervento. L'escavazione potrebbe passare da 40 metri di profondità a ben 65 metri sotto il piano campagna. La previsione è di estrarre circa altri 9 milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia con un prolungamento dell'attività di escavazione per altri 20 anni, esattamente verranno estratti 4,4 milioni per i primi dieci anni e altrettanti per i dieci anni successivi. Un progetto che i consiglieri provinciali Stefano Dall'Agata, Luca de Marco, Stefano Mestriner, Lorenzo Biagi e Marco Scolese non esitano a divenire a rischio di «disastri ambientali». «Potrebbe pregiudicare la qualità delle falde acquifere più profonde - si legge nel documento - avrà sicure ripercussioni anche sul traffico pesante dei comuni interessati alla cava. Il sito estrattivo confina con due discariche, la Marini di rifiuti solidi urbani e la Biasuzzi di inerti, entrambe chiuse. Pertanto un approfondimento della cava - continuano - potrebbe compromettere la staticità delle scarpate delle due discariche, con la possibilità che i rifiuti vengano a contatto con la falda affiorante della cava con conseguenti disastri ambientali». La maggioranza ha deciso di condividere l'ordine del giorno, che va dunque a sommarsi ai niet già ribaditi dai comuni di Ponzano e Paese. «Noi non abbiamo mai detto di sì a cave più profonde di 40 metri. Questa richiesta voleva addirittura superare la quota di 60 metri», ha concluso Muraro. 
(Federico Cipolla)

fonte : http://www.sinistrademocratica-tv.it/stampa/set08.php

 


16 settembre 2008   ____________________________________


NO ALLE CAVE CASTAGNOLE-MORGANELLA
Votato all'unanimità l'ODG che chiede alla Regione di non concedere il VIA

Ponzano Veneto - Bocciato l'ampliamento delle cave “Castagnole – Morganella”: ieri il consiglio provinciale ha fatto suo l'ordine del giorno presentato dai consiglieri Stefano Dall'Agata, Luca De Marco, Stefano Mestriner, Lorenzo Biagi e Marco Scolese, votando all'unanimità il blocco del progetto di "riqualificazione ambientale e urbanistica con realizzazione di campo fotovoltaico e approfondimento parziale" del polo estrattivo sito nei comuni di Ponzano Veneto e Paese. Il progetto di riqualificazione, presentato a luglio, prevedeva l’estrazione dalla "Castagnole-Morganella" di oltre 8 milioni di ghiaia nell’arco di vent’anni e l'approfondimento della cava di 20 metri. Con tale ampliamento, questo sito estrattivo sottofalda sarebbe passato dai 40 attuali a 60 metri sotto il piano campagna, diventando il più profondo d’Italia. Un primato al quale non aspirano i residenti di Ponzano e Paese, considerato che la cava confina con due discariche: a nord-ovest la discarica Marini di rifiuti solidi urbani, oggi esaurita, ubicata nel comune di Paese e la discarica per rifiuti inerti della Biasuzzi Cave SPA a sud-est, oggi non più in attività, ubicata nel comune di Ponzano Veneto. Un approfondimento della cava potrebbe compromettere la staticità delle scarpate e dei diaframmi delle due discariche, con la possibilità che i rifiuti contenuti vengano a contatto con la falda acquifera affiorante della cava. Il Consiglio Provinciale di Treviso chiede quindi alla Commissione Regionale per la VIA di non concedere nuove autorizzazioni che comportino ulteriori scavi, di non concedere l’approfondimento del fondo della cava e pertanto di bocciare il progetto presentato dalla Associazione Temporanea di Imprese costituita dalle ditte Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton. Non solo: i consiglieri chiedono che venga aperta un'inchiesta pubblica sul procedimento della VIA.
Autore: Laura Repossi
Data di pubblicazione: 16-09-2008
 

fonte : http://www.oggitreviso.it/no-alle-cave-castagnole-morganella-9264



13 settembre 2008  ______________________________

Escavazione abusiva: maxi-multa alla Superbeton


la tribuna di Treviso — 13 settembre 2008   pagina 25   sezione: CRONACA
  PONZANO. Blitz anti cave della Provincia e multa da oltre 100 mila euro per la Superbeton. I tecnici di viale Battisti hanno iniziato i monitoraggi dell’attività di cava ed è già arrivata la prima sorpresa. Nella cava Morganella tra Ponzano e Paese, la Superbeton si è spinta troppo in profondità rispetto alle autorizzazioni regionali. Le rilevazioni della Provincia parlano di una quota di profondità media di 43,38 metri, a fronte dei 40 consentiti al massimo dalla giunta Galan, a cui è corrisposto un prelavemento di 54 mila metri cubi di ghiaia in più. Immediato è scattato il verbale con conseguente sanzione. Ora la Superbeton dovrà pagare 105.166 euro. «Siamo soddisfatti per l’operazione che sta conducendo la Provincia - ha spiegato il sindaco Claudio Niero - Ora ci stiamo attivando per il recupero dei soldi che la Superbeton dovrà versare». In Comune non è stata scartata l’ipotesi di un’azione legale proprio a carico della ditta che sta scavando alla cava Morganella. «Stiamo verificando la possibilità di chiedere un risarcimento per eventuali danni causati da quest’attività» conclude Niero. I controlli della Provincia sono scaturiti dopo la dura presa di posizione del sindaco di Paese Mardegan e dell’associazione Paeseambiente che, vista la pioggia di nuove richieste di escavazione, hanno voluto vederci chiaro. Hanno chiesto, e ottenuto, che la Provincia vada a verificare con un ecoscandaglio la profondità di tutte le principali cave dell’hinterland nord. La cava Morganella è divisa tra tre proprietari diversi, ossia Biasuzzi, Superbeton e Calcestruzzi, che hanno costituito una Ati (associazione temporanea d’impresa) e hanno chiesto alla Regione una nuova autorizzazione a scavare. Se venisse concessa, l’escavazione passerebbe da 40 a 65 metri di profondità. La previsione è di estrarre 9 milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia, con un prolungamento dell’attività di escavazione per altri 20 anni. Verrebbero estratti 4,4 milioni di materiale per i primi 10 anni ed altrettanti per il decennio successivo. (Federico Cipolla)


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/09/13/TCAPO_TCA03.html



10 settembre 2008  _________________________________


Nuovi scavi alla cava Morganella L'opposizione chiede lo stop


la tribuna di Treviso — 10 settembre 2008   pagina 27   sezione: CRONACA
  PONZANO. Stop al progetto di escavazione della cava Morganella, dove sono previsti scavi per ulteriori 8 milioni di metri cubi di ghiaia nei prossimi vent’anni. A chiederlo sono i consiglieri provinciali Stefano Dall’Agata, Luca De Marco, Stefano Mestriner, Lorenzo Biagi e Marco Scolese, che hanno presentato un ordine del giorno che verrà discusso in Consiglio. «La presenza di falde acquifere deve far desistere da questo intervento di approfondimento che potrebbe preguidicare la qualità delle falde più profonde - si legge nel documento - La quantità di ghiaia che potrebbe essere estratta avrà delle sicure ripercussioni anche sul traffico pesante dei comuni interessati dalla cava». E’ per questo che i consiglieri di opposizioni chiedono anche che venga aperta un’inchiesta pubblica sul procedimento seguito dalla commissione di Valutazione d’impatto ambientale, così come previsto dalla normativa statale e regionale. (ru.b.)

fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/09/10/TCAPO_TCA05.html



09 settembre 2008 _________________________________

Morganella, stop all'ampliamento La giunta comincia la battaglia


la tribuna di Treviso — 09 settembre 2008   pagina 21   sezione: CRONACA
 PAESE. Il sindaco di paese Valerio Mardegan ha firmato pochi giorni fa la domanda di inchiesta pubblica sulla cava Morganella. Dopo le sollecitazioni dell’associazione Paeseambiente e la presa di posizione del comune di Ponzano, la giunta ha deciso di dare seguito alla battaglia contro l’ampliamento della cava che si trova a cavallo dei due comuni. Soddisfazione da parte di Andrea Zanoni, presidente dell’associazione ambientalista, «credo che fosse sostanzialmente un atto dovuto, sia dal sindaco di Paese che da quello di Ponzano, per coerenza con le posizioni espresse pubblicamente sulle cave. Naturalmente accogliamo favorevolmente questa decisione». Ora la commissione via della Regione, che dovrà decidere se concedere l’ampliamento o meno, si dovrà confrontare direttamente anche con tutti coloro che hanno presentato osservazioni al progetto, dalle associazione fino ai semplici cittadini. Paeseambiente inoltre ha scritto ai residenti che confinano con la cava Morganella di Paese e Ponzano invitandoli ad effettuare alcune osservazioni. Il progetto presentato da Biasuzzi prevede altri 20 anni di escavazione di quasi 9 milioni di metri cubi di ghiaia e un ampliamento in profondità da 40 a ben 65 metri sotto il piano campagna; con un conseguente peggioramento delle condizioni del traffico pesante e inquinamento dell’aria. (fe.c.)

fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/09/09/TCAPO_TCA04.html



8 settembre 2008   _______________________________________

Consiglio provinciale
Al Signor Presidente Della Provincia di Treviso
Al Signor Presidente Del Consiglio Provinciale

Ordine del giorno:

Richiesta di bocciatura, da inoltrare alla Commissione VIA Regionale, del “Progetto generale di riqualificazione ambientale e urbanistica con realizzazione di campo fotovoltaico e approfondimento parziale del polo estrattivo denominato “Castagnole – Morganella” sito nei comuni di Ponzano Veneto e Paese delle ditte Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa.
Premesso che:
  l in data 24 luglio 2008 a Ponzano Veneto è presentato al pubblico il “Progetto generale di riqualificazione ambientale e urbanistica con realizzazione di campo fotovoltaico e approfondimento parziale del polo estrattivo denominato “Castagnole – Morganella”; il progetto prevede delle lavorazioni fortemente deturpanti per il territorio con l'estrazione di oltre 8 milioni di ghiaia estraibili nell'arco di vent'anni, il tutto tramite l'approfondimento della cava da 40 a 60 metri sotto il piano campagna, portando questo sito estrattivo sotto-falda ad essere il più profondo d'Italia. Considerato che:
  la presenza di falde acquifere diversificate, così come evidenziato da alcune stratigrafie del terreno allegate al progetto che evidenziano importanti strati impermeabili, deve far desistere da questo intervento di approfondimento che potrebbe causarne la messa in comunicazione tra loro, andando conseguentemente a pregiudicare la qualità delle acque delle falde acquifere piu’ profonde; la quantità di ghiaia che potrebbe essere estratta, nel caso di approvazione del progetto in esame, avrà delle sicure ripercussioni anche sul traffico pesante dei Comuni interessati alla cava, e che andrà a gravare anche sulla vicina viabilità del comune di Treviso; il sito estrattivo in oggetto confina con due discariche, ovvero la discarica Marini a nord-ovest, oggi esaurita, di rifiuti solidi urbani, ubicata nel comune di Paese e la discarica per rifiuti inerti della Biasuzzi Cave SPA a sud-est, oggi non più in attività, ubicata nel comune di Ponzano Veneto; pertanto un approfondimento della cava potrebbe compromettere la staticità delle scarpate e dei diaframmi delle due discariche, con la possibilità che i rifiuti contenuti vengano a contatto con la falda acquifera affiorante della cava con i conseguenti disastri ambientali anche il Comune di Treviso potrebbe avere ripercussioni sulla qualità dell'acqua delle falde acquifere dato che: 1) l'acqua di falda si sposta verso sud, 2) a circa 600/700 metri a sud della cava si entra nel territorio comunale di Treviso, 3) nel comune di Treviso vi sono i pozzi dell'Acquedotto Comunale e centinaia di pozzi per l'approvvigionamento idrico autonomo di acqua potabile. Valutato che:
il sito in esame dovrebbe essere oggetto di “ricomposizione”, così come già prospettato dalla Segreteria Regionale all'Ambiente e Territorio Direzione e Geologia e Attività Estrattive della Regione Veneto, alle ditte Calcestruzzi S.p.A., Biasuzzi Cave S.p.A., e non certo di autorizzazione a nuove attività estrattive.
Il Consiglio Provinciale di Treviso chiede alla Commissione Regionale per la VIA:
di non concedere nuove autorizzazioni che comportino ulteriori scavi, di non concedere l'approfondimento del fondo della cava e pertanto di bocciare il progetto presentato dalla Associazione Temporanea di Imprese costituita dalle ditte Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton per i motivi illustrati.

I consiglieri provinciali
Luca De Marco - Sinistra Democratica
Lorenzo Biagi - Ulivo / PD
Stefano Dall'Agata - Sinistra Democratica
Stefano Mestriner- PDCI/Verdi
Marco Scolese - PRC

fonte : http://www.sinistrademocratica-tv.it/consprov/set08.php


5 settembre 2008 __________________________________________

atti ispettivi
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO - OTTAVA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 575 


LA COMMISSIONE REGIONALE VIA AVVII UNA INCHIESTA PUBBLICA SUL PROGETTO DI APPROFONDIMENTO DELLA CAVA MORGANELLA DI PONZANO VENETO E PAESE

presentata il 5 settembre 2008 dal Consigliere Pettenò

Premesso che la realizzazione del progetto che prevede l'ampliamento in profondità della cava Morganella di Ponzano Veneto e Paese di proprietà di Biasuzzi Cave spa, Calcestruzzi spa e Superbeton spa, potrebbe rivelarsi una scelta con gravi conseguenze avere un impatto negativo di deturpazione delle risorse del suolo e dell'acqua.
Considerato:
- legittimo da parte delle popolazioni conoscere in modo approfondito e certo le conseguenze determinate dall'eventuale approvazione del piano di approfondimento delle cave in oggetto;
- tale inchiesta pubblica permetterebbe un confronto della Commissione VIA regionale tra il soggetto proponente, coloro che hanno presentato le osservazioni, i comuni e province interessati. Una opportunità per i cittadini e associazioni che hanno presentato delle osservazioni e per i Comuni di Paese e Ponzano.
Il sottoscritto consigliere regionale chiede alla Giunta regionale se non intenda avviare una indagine conoscitiva attraverso la competente Commissione regionale di Valutazione dell'impatto ambientale, così da rendere pubblica la situazione che si verrebbe a determinare con l'esecuzione dei progetti sopraccitati.

fonte : http://www.consiglioveneto.it/crvportal/attisp/IRI/Anno_2008/IRI_0575/testo_presentato.html


04 settembre 2008  _______________________________

Ancora scavi alla cava Morganella Un'interrogazione a Palazzo Balbi


la tribuna di Treviso — 04 settembre 2008   pagina 25   sezione: CRONACA
 PONZANO. I consiglieri regionali Pietrangelo Pettenò (Rifondazione Comunista) e Gianfranco Bettin (Verdi) hanno presentato un’interrogazione «a risposta immediata» a Palazzo Balbi per sapere se la giunta veneta intenda avviare un’indagine conoscitiva attraverso la competente commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale per verificare le conseguenze dell’ampliamento della cava Morganella di Ponzano e Paese.  «Tale progetto di ampliamento - affermano i due consiglieri di opposizione - potrebbe rivelarsi una scelta con gravi conseguenze ed avere un impatto negativo di deturpazione delle risorse del suolo e dell’acqua. E’ quindi legittimo da parte della popolazione conoscere in modo approfondito la questione e soprattutto le conseguenze determinate dall’eventuale approvazione del piano di approfondimento della cava Morganella».


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/09/04/TCAPO_TCA04.html



27 agosto 2008 ________________________________


Sindaci e Provincia uniti contro la cava Morganella


la tribuna di Treviso — 27 agosto 2008   pagina 25   sezione: CRONACA
 PAESE. Una cordata fra le amministrazioni di Paese e Ponzano e la Provincia per bloccare il progetto di ampliamento della cava Morganella di proprietà della ditta di escavazione Biasuzzi. Ieri i sindaci Valerio Mardegan e Claudio Niero si sono incontrati con l’assessore provinciale di reparto Franco Conte. Al vaglio degli amministratori, le modalità operative per stoppare un intervento che, se andasse in porto con le modalità richieste dalla Biasuzzi, farebbe diventare la cava Morganella il sito escavato sottofalda più profondo d’Italia. La strada scelta dai Comuni e dalla Provincia sarà, salvo cambi dell’ultim’ora, quella di presentare un’osservazione congiunta in Regione, così da sottolineare la volontà del territorio di opporsi all’ennesimo scempio dell’area tra Paese e Ponzano. Ma i tempi stringono: le osservazioni dovranno essere protocollate a Venezia entro il 10 settembre prossimo. Per questo agli uffici tecnici dei due municipi sarà richiesto un super lavoro.  «Quello di ieri è stato un incontro importante su un problema enorme qual’è la cava Morganella. Se la Regione autorizzasse l’ulteriore escavazione, per altri vent’anni il nostro territorio andrebbe incontro a problemi ambientali e di viabilità - spiega il sindaco Valerio Mardegan - La Provincia già a suo tempo aveva espresso la propria contrarietà all’intervento e la stessa posizione è riassunta nei Pat dei due Comuni interessati. Ora si tratta solo di formalizzare le diverse posizioni in un’unica osservazione». Sulla stessa linea anche il primo cittadino di Ponzano. «Sarebbe necessaria una moratoria sull’attività di cava in attesa del piano regionale finalizzato a regolamentare le escavazioni» chiarisce Niero. Il progetto, che interessa un’area di 320 mila metri quadrati, porterebbe il livello di escavazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri al di sotto del piano campagna. La previsione è di estrarre ulteriori nove milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia, con un prolungamento dell’attività di cava per altri venti anni. (ru.b.)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/08/27/TCAPO_TCA02.html



06 agosto 2009  ____________________________

Il sindaco a Muraro: ti sei impegnato a bocciare il piano

la tribuna di Treviso — 06 agosto 2008   pagina 26   sezione: CRONACA
 PONZANO. Il comune chiama all’appello Paese e la Provincia per contrastare l’approfondimento della cava Morganella. Se è scontata l’adesione dell’amministrazione Mardegan, che ha già fatto sapere di essere contraria all’intervento, lo stesso non può dirsi per la Provincia. «Si sono presi un impegno, spero lo mantengano - ha commentato il sindaco Claudio Niero -. Dopo 40 anni di attività si sperava nel recupero della cava, Ponzano presenterà osservazioni in concertazione con Paese e, mi auguro, con la Provincia. Inoltre la nuova legge sulle cave deve ancora arrivare e adesso è assolutamente fuori luogo esprimere parere favorevole a un piano che condiziona il recupero a un ulteriore scavo. Quel sito è sotto tre salvaguardie urbanistiche: il Pat di Ponzano e Paese e il Piano territoriale della Provincia. L’iniziativa comune mira a far valere questi strumenti urbanistici per arrivare alla nuova legge che dovrebbe dare più potere ai Comuni e un risarcimento in termini di recupero dei territori interessati dalle cave». (fe.cip.)



fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/08/06/TCAPO_TCA04.html

 

06 agosto 2008 ____________________________________

Cava Morganella, scatta la protesta


la tribuna di Treviso — 06 agosto 2008   pagina 26   sezione: CRONACA
 PONZANO. La cava Morganella potrebbe diventare la più profonda d’Italia. E’ emerso dalla presentazione dello studio d’impatto ambientale redatto dalle tre aziende che hanno richiesto l’ampliamento della cava. Ciò comporterebbe ovviamente rischi per la falda acquifera già affiorata e potenzialmente per tutti i pozzi che si trovano a valle.  «Trovo aberrante che venga chiesto un ampliamento per una cava che doveva essere chiusa ancora vent’anni fa e che invece la Regione continua a prorogare di cinque anni in cinque anni per l’estrazione di ghiaia, operazione che viene effettuata sottofalda dato che a soli dieci metri di profondità troviamo la falda acquifera con le immaginabili ripercussioni sulla risorsa acqua. Cosa potrà accadere alle centinaia di pozzi di acqua potabile a valle della cava se in questa verranno messe in comunicazione le possibili diverse falde acquifere sapendo che le falde più superficiali non sono potabili perché inquinate?», ha tuonato Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente. A presentare il progetto è stata un’Ati (associazione temporanea di imprese) formata da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton, proprietarie dell’area di 320 mila metri quadrati. L’escavazione potrebbe passare da 40 metri di profondità a ben 65 metri sotto il piano campagna. La previsione è di estrarre altri 9 milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia con un prolungamento dell’attività di escavazione per altri 20 anni, esattamente verranno estratti 4,4 milioni per i primi dieci anni ed altrettanti per i dieci anni successivi.  «Si tratta della cava sottofalda più grande del Veneto e probabilmente più grande d’Italia, si tratta di una cava con falda affiorante dalle dimensioni mastodontiche - conclude Zanoni -. Mi chiedo poi come si possa autorizzare un ampliamento del genere, che sarebbe a detta degli stessi tecnici il primo in Italia per profondità, quando a confine di questo sito vi sono ben due discariche di rifiuti: la Marini oggi esaurita contenente rifiuti solidi urbani e la Biasuzzi contenente rifiuti inerti oggi chiusa, in quest’ultima c’è pure stato un intervento del Corpo forestale dello Stato ed una sentenza di condanna della magistratura trevigiana per conferimento di rifiuti illegali per non parlare delle varie abitazioni, capannoni industriali e grosse vie di comunicazione». (Federico Cipolla)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/08/06/TCAPO_TCA03.html



6 agosto 2008 _____________________________________

Comunicato del 6 agosto 2008
A PAESE E PONZANO VENETO ATTUALMENTE SONO IN ESERCIZIO DUE IMPIANTI DI PRODUZIONE DI CATRAME CONSIDERATI DAL MINISTERO DELLA SANITA’ “INDUSTRIE INSALUBRUI DI PRIMA CLASSE”. L’INAIL AFFERMA CHE QUESTI IMPIANTI PRESENTANO MOLTEPLICI FATTORI DI RISCHIO, SPECIFICI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI. AESEAMBIENTE CHIEDERA’ FORMALMENTE AI SINDACI DEI DUE COMUNI DI FAR MONITORARE DALL’ARPAV LE EMISSIONI DEI DUE SITI. 

Paeseambiente, in relazione alla petizione rivolta al sindaco di Paese tesa a far diminuire le molteplici fonti di inquinamento del comune di Paese e a monitorare il fenomeno dei morti di cancro, ha iniziato ad approfondire le conoscenze relative anche alle attività in essere sul territorio che potenzialmente possono avere determinati impatti sull’ambiente e sulla salute. Da questa ricerca è emerso che nel territorio comunale e ai suoi confini esistono ben due “industrie insalubri di PRIMA CLASSE” così definite da un decreto del ministero della sanità del 5 settembre 1994. Si tratta di due impianti di conglomerati bituminosi, termine tecnico per indicare quello che volgarmente viene definito catrame per l’asfalto delle strade, di proprietà della Biasuzzi Cave Spa, ubicati rispettivamente a Padernello di Paese in via Veccelli e a Ponzano Veneto in via Morganella Ovest. Da parte dei cittadini dei comuni di Paese e di Ponzano Veneto e da parte dei loro amministratori, l’interesse per gli impatti di questi due impianti, dovrebbe essere elevato dato che un recente rapporto dell’INAIL denominato “IMPIANTI DI PRODUZIONE DEI CONGLOMERATI BITUMINOSI – Valutazione e contenimento dei rischi lavorativi” del 2004 (Cf. su www.inail.it) evidenzia come “Gli impianti di produzione dei conglomerati bituminosi presentano molteplici fattori di rischio, specifici per la salute e la sicurezza dei lavoratori,”. Crediamo sia dovere delle amministrazioni comunali di Paese e Ponzano Veneto – ha dichiarato Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente – tenere costantemente monitorati questi impianti al fine di tutelare non solo la salute dei lavoratori ma anche quella dei residenti nelle aree limitrofe agli impianti e l’intero ecosistema. Non va infatti dimenticato che questi impianti sono stati classificati dal Ministero della Salute addirittura come industrie insalubri di prima classe. Per questo motivo Paeseambiente chiederà ai sindaci Mardegan e Niero di far attuare dei monitoraggi delle emissioni di questi impianti tramite specifici interventi dell’ARPAV. Va ricordato che un impianto analogo ai due è rimasto in funzione per diversi anni presso il sito estrattivo di via Treforni nell’omonima frazione del comune di Paese.
Gruppo Ambientalista Paeseambiente


fonte: http://www.paeseambiente.org/frameCCSS-2008.htm#


5 agosto 2008 _______________________________________________

Comunicato del 5 agosto 2008 
A PONZANO VENETO E PAESE (TV) C’E’ IL PERICOLO CHE VENGA APPROVATA LA CAVA PIU’ PROFONDA D’ITALIA SOTTO LA FALDA ACQUIFERA CON TUTTI I RISCHI CONNESSI PER QUESTA INDISPENSABILE RISORSA NATURALE. PRESENTATO IL PROGETTO DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE IN UNA SALA SEMIDESERTA IN PIENA ESTATE CON TEMPERATURE ESTERNE AFRICANE. ANDREA ZANONI PRESIDENTE DI PAESEAMBIENTE: CREDO CHE LA DATA PER QUESTA PRESENTAZIONE SIA STATA DECISA SCIENTIFICAMENTE FORSE PER FAR SAPERE A POCHI CHE SI VUOLE SCAVARE SOTTOFALDA SINO A 60 METRI DI PROFONDITA’ A CONFINE DI BEN DUE DISCARICHE E DI DIVERSE ABITAZIONI. ENTRO IL PROSSIMO 9 SETTEMBRE CHIUNQUE PUO’ PRESENTARE ALLA COMMISSIONE REGIONALE V.I.A. OSSERVAZIONI SUL PROGETTO. 

Il 24 luglio scorso a Ponzano Veneto (TV) è stata presenta al pubblico la relazione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto di ampliamento della cava Morganella ubicata a cavallo tra i comuni di Paese e di Ponzano Veneto (cava ubicata tra via Morganella Ovest, via Feltrina, via della Fossa e via Antiga sud) denominato “Progetto generale di riqualificazione ambientale e urbanistica con realizzazione di campo fotovoltaico e approfondimento parziale del polo estrattivo denominato Castagnole-Morganella”. Si tratta della VIA relativa al progetto che, al di la del titolo a dir poco fuorviante, prevede per l’attuale cava, con una superficie di circa 700.000 metri quadri (tutta la città del Vaticano ci starebbe dentro una volta e mezza), un abbassamento dagli attuali 40 metri di profondità a ben 60 metri sotto il piano campagna in una superficie di circa 380.000 metri quadri. La previsione è quella di estrarre circa altri 9 milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia con un prolungamento dell’attività di escavazione per altri 20 anni, esattamente verranno estratti 4,4 milioni per i primi dieci anni ed altrettanti per i dieci anni successivi. A presentare il progetto c’erano i tecnici incaricati da un’ATI, ovvero da una Associazione Temporanea di Imprese costituita dalle ditte Biasuzzi Cave, Calcestruzzi Spa e SuperBeton, tutte proprietarie di porzioni del sito estrattivo. Presenti alla serata poco più di venti/venticinque persone metà delle quali di Paese e per la maggior parte rappresentanti delle amministrazioni comunali. Molte le affermazioni dei tecnici che hanno lasciato perplesso lo scarso pubblico, vediamo quali: 1) la falda acquifera si muove di pochi metri l’anno mentre è risaputo che questa si muove ad una velocità di circa 5/10 metri al giorno; 2) sino a 100 metri di profondità c’è un “materasso” continuo di ghiaia mentre è noto che le falde sono quasi diverse e separate da strati di materiale impermeabile; 3) il progetto è stato redatto seguendo i principi del PRAC (Piano Regionale Attività di Cava) come quello secondo il quale è consigliato approfondire dove c'è già la falda affiorante, quando questo strumento notoriamente non ha alcun valore di legge. Va ricordato che da parte degli amministratori e dei consiglieri comunali del comune di Paese presenti è stata espressa l'unanime contrarietà al progetto, sia per i facenti parte della maggioranza che dell’opposizione. Credo che la data di presentazione della VIA per un progetto così deturpante ed invasivo per il nostro territorio sia stata studiata a tavolino – ha commentato Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente - Questa presentazione al pubblico, obbligatoria per legge, è stata fatta in un periodo dove molta gente è in ferie e quella che era a casa ha preferito evitare di arrostirsi al chiuso per tutta una serata viste le temperature africane di questo periodo. Speravo che l’amministrazione comunale di Ponzano protestasse per la scelta scientifica della data di presentazione ma da Villa Serena c’è stato solo il silenzio. Trovo aberrante che venga chiesto un ampliamento per una cava che doveva essere chiusa ancora vent’anni fa e che invece la regione Veneto continua a prorogare di cinque anni in cinque anni per l’estrazione di ghiaia, estrazione che viene effettuata sottofalda dato che a soli dieci metri circa di profondità troviamo la falda acquifera con le immaginabili ripercussioni sulla risorsa acqua. Cosa potrà accadere alle centinaia di pozzi di acqua potabile a valle della cava se in questa verranno messe in comunicazione le possibili diverse falde acquifere sapendo che le falde più superficiali non sono potabili perché inquinate ? Si tratta della cava sottofalda più grande del Veneto e probabilmente più grande d’Italia, invito tutti ad andare a vedere questo cratere su Google Earth: sarà facile constatare che si tratta di una cava con falda affiorante dalle dimensioni mastodontiche. Mi chiedo poi come si possa autorizzare un ampliamento del genere, che sarebbe a detta degli stessi tecnici il primo in Italia per profondità, quando a confine di questo sito vi sono ben due discariche di rifiuti: la Marini oggi esaurita contenente rifiuti solidi urbani e la Biasuzzi contenente rifiuti inerti oggi chiusa, in quest’ultima c’è pure stato un intervento del Corpo Forestale dello Stato ed una sentenza di condanna della Magistratura trevigiana per conferimento di rifiuti illegali (Cf. ns. comunicati del 15 luglio 2004 e 6 marzo 2008 su www.paeseambiente.org); per non parlare delle varie abitazioni, capannoni industriali e grosse vie di comunicazione. Paeseambiente valuterà con i propri esperti la trasmissione alla competente Commissione Regionale per la Valutazione di impatto Ambientale di alcune note che potranno essere trasmesse anche dai singoli cittadini entro e non oltre il prossimo 8 settembre 2008.
Gruppo Ambientalista Paeseambiente


fonte : http://www.paeseambiente.org/frameCCSS-2008.htm#


24 luglio 2008  _________________________

Cava Tonini, altri 8 anni di escavazioni


la tribuna di Treviso — 24 luglio 2008   pagina 21   sezione: CRONACA
 PAESE. Di nuovo le cave a minacciare Paese. Gianni Tonini, proprietario della cava «Sabbia del Brenta» a Treforni, ha chiesto una nuova proroga. L’attività potrebbe continuare per altri 8 anni, mentre avrebbe dovuto concludersi il prossimo 31 dicembre. Intanto oggi alle 21 a Ponzano, la ditta Biasuzzi presenterà la valutazione d’impatto ambientale per poter scavare fino a 65 metri alla cava Morganella, a metà tra Castagnole e Paderno. Già pronto il «no» del Comune ai due interventi, anche se si tratta solo solo di un parere consultivo.  «Non cambieremo il nostro principio - ha annunciato il vicesindaco Franco Pozzebon - Alla cava Morganella abbiamo già detto di no con un documento approvato in Consiglio, e lo stesso faremo anche con la cava di Gianni Tonini. Anche se, va detto, si tratta del sito meno problematico di Paese, dove l’impatto ambientale, grazie alle alberature e ad altre mitigazioni, è ridotto. Ma i camion continuano ad essere uno dei disagi più seri». La cava «Sabbie del Brenta» di Gianni Tonini, presidente della categoria per Unindustria, avrebbe esaurito l’attività il prossimo 31 dicembre, dopo l’ultima proroga concessa dalla Regione nel 2003. Ora la nuova richiesta di prolungare la concessione per poter scavare gli 800 mila metri cubi di ghiaia già autorizzati, ma non ancora prelevati. Nelle prossime settimane la giunta comunale dovrebbe provvedere a formalizzare il parere negativo che verrà consegnato alla Regione.  Questa sera a Ponzano, intanto, verrà presentata la valutazione d’impatto ambientale della cava Morganella. L’incontro aperto alla cittadinanza è un obbligo nell’ambito della procedura d’intervento. A presentare il progetto è un’Ati, ossia un’associazione temporanea di imprese, formata da Biasuzzi Cave, Calcestruzzi e SuperBeton. L’area di cava interessata dall’intervento attualmente occupa una superficie di 320 mila metri quadrati vicino alla strada Feltrina e confinante con la ex discarica Marini, per la gran parte in territorio di Ponzano, ma con una piccola porzione anche a Paese. Ed è proprio sul territorio di Paese che ricade la gran parte del traffico dei camion. Il progetto parla testualmente di «riqualificazione ambientale ed urbanistica con realizzazione di campo fotovoltaico e approfondimento parziale». Viene chiesto un abbassamento dagli attuali 40 metri fino ai 65 metri sotto il piano di campagna. La previsione sarebbe di ricavare altri 8 milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia, con una prosecuzione dell’attività di escavazione per altri 14 anni. Sul pelo dell’acqua verrebbero installati dei pannelli fotovoltaici. L’appuntamento per la presentazione è alle 21 nella sala conferenza di Villa Serena a Paderno. Sempre in tema di cave, Biasuzzi, che aveva chiesto una proroga anche per la cava di via Vecelli, sembrerebbe aver tenuto in stand by questo procedimento, che per il momento non dovrebbe essere rinnovato. (Federico Cipolla)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/07/24/TCAPO_TCA01.html



29 maggio 2008 __________________________________

«I cavatori cercano di forzare i tempi prima del Prac»

la tribuna di Treviso — 29 maggio 2008 pagina 25 sezione: CRONACA
SPRESIANO. «E’ un attacco al territorio». Non usa mezzi termini Eros Tonini, esponente del comitato «66 per cento», nel definire la nuova richiesta di escavazione presentata da Mosole. «Lascia basiti questa nuova richiesta, si continua a sventrare il comune di Spresiano: Mosole ha riqualificato benissimo la cava alle Bandie, ma ai cittadini è rimasto poco - prosegue Eros Tonini -. E poi gli è stato concesso di scavare cinque metri in profondità per fare un parcheggio, senza dimenticare la richiesta della pista per la sicurezza stradale, anche in questo caso ci sarebbero nuovi scavi». Mantiene un basso profilo invece il consigliere comunale Giancarlo De Nardi, «la società ha portato nei giorni scorsi lo studio d’impatto ambientale in comune». «Ora lo stiamo studiando - spiega -. Certo sembra quasi un tentativo si forzare i tempi, per avere le autorizzazioni prima che venga approvato il nuovo piano regionale per le cave». E nell’hinterland sono cinque le richieste di ampliamento avanzate dai cavatori in pochi mesi. Tre riguardano il comune di Paese. Biasuzzi ha chiesto un approfondimento della cava Padernello di via Veccelli che porterebbe le ruspe fino a meno 55 metri, con un ulteriore prelievo di ghiaia di 3,5 milioni di metri cubi. Poi a Morgano sempre Biasuzzi ha firmato un per riqualificare l’ex cava San Bernardino, con 2 milioni di metri cubi di ghiaia da asportare. Infine tra Castagnole e Ponzano c’è la cava Morganella divisa tra tre proprietari, che hanno chiesto una proroga del termine per l’escavazione.
(fe.cip.)


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/05/29/TCAPO_TCA03.html


29 febbraio 2008  _____________________________


Ghiaia a Paese Ecco i casi ancora aperti


la tribuna di Treviso — 29 febbraio 2008   pagina 26   sezione: CRONACA
 PAESE. Cave a Paese, tre richieste restano pendenti. Biasuzzi ha chiesto un approfondimento della cava Padernello di via Veccelli, che porterebbe le ruspe fino a meno 55 metri di profondità con un ulteriore prelievo di ghiaia di circa 3,5 milioni di metri cubi. Poi a Morgano, ai confini con Padernello sempre Biasuzzi ha firmato un accordo con l’amministrazione comunale per riqualificare l’ex cava San Bernardino: 2 milioni di metri cubi di ghiaia da asportare. Infine tra Castagnole e Ponzano, la cava Morganella divisa tra tre proprietari, uno è Biasuzzi, che hanno chiesto una proroga.

fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/02/29/TCAPO_TCA11.html



21 febbraio 2008  __________________________________


Cava Morganella, ampliamento bocciato


la tribuna di Treviso — 21 febbraio 2008   pagina 24   sezione: CRONACA
 PONZANO. Decisa presa di posizione del sindaco Claudio Niero e della giunta, contro una nuova proroga per l’attività nella cava Morganella, richiesta dalla ditta Biasuzzi. La domanda per un ulteriore prolungamento dell’escavazione, non si può comunque certo dire che sia stata una sorpresa. L’anno scorso anche gli altri due soggetti che gestiscono la cava avevano richiesto una proroga. Mancava solo la domanda di Biasuzzi. Qualora venisse concessa, sarebbe la sesta proroga in 18 anni. Dopo il niet dell’amministrazione Niero, la parola passerà alla Regione che deciderà se concedere o meno il permesso. «Abbiamo già espresso un parere negativo attraverso la giunta. Lo avevamo fatto anche con le altre due richieste già arrivate, che di fatto riguardano lo stesso sito» ha spiegato il sindaco di Ponzano. Dopo 18 anni di proroghe, in molti avevano pensato che l’autorizzazione per continuare l’attività di cava rilasciata nel febbraio 2005, sarebbe stata veramente l’ultima. Invece pochi giorni fa è giunta negli uffici municipali la sesta richiesta della ditta Biasuzzi dopo quelle avanzate nell’ultimo anno dagli altri soggetti che gestiscono il sito, a cavallo tra Ponzano e Paese. La cava Morganella, collocata nell’omonima via che porta alla statale Feltrina, è stata aperta nell’ormai lontano 1979. La prima autorizzazione ebbe durata decennale, ma verso la fine del 1989 venne concessa la prima proroga. Ne seguirono altre quattro, l’ultima, quella del 2005, a scadenza 31 dicembre 2006. La zona della cava Morganella, comprende formalmente tre siti di coltivazione che di fatto costituiscono un’unica grande cava. La giunta anche questa volta non ha esitato ad esprimere un parere contrario all’ennesimo permesso a scavare, chiedendo alla Regione di respingere la richiesta presentata dalla ditta Biasuzzi Cave Spa. «Sono d’accordo con il presidente della Provincia Leonardo Muraro, che ha avanzato la proposta di una moratoria per le nuove autorizzazioni, finchè non ci sarà un piano» ha concluso Niero. A tutto ciò va sommata una situazione più volte definita «insostenibile» anche dai residenti della zona, costretti ogni giorno a sopportare il traffico dei camion che trasportano la ghiaia, oltre all’inquinamento atmosferico e al gravoso impatto ambientale. (Federico Cipolla)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2008/02/21/TCBPO_TCB02.html



14 febbraio 2007  ___________________________________

Cava Morganella: no alla nuova proroga


la tribuna di Treviso — 14 febbraio 2007   pagina 31   sezione: CRONACA
 PONZANO. Decisa presa di posizione del sindaco Claudio Niero, e della giunta, contro una nuova proroga per l’attività nella cava Morganella, richiesta dalla ditta Biasuzzi. La richiesta per un ulteriore prolungamento dell’escavazione, è state per Ponzano l’ennesima doccia fredda. Qualora venisse concessa, sarebbe la sesta proroga in 18 anni. Dopo il niet dell’amministrazione Niero, la parola passerà alla Regione che deciderà se concedere o meno il permesso. «La Regione si muova nel senso di un recupero ambientale» è l’appello del sindaco Claudio Niero.  Dopo 18 anni di proroghe, in molti avevano pensato che che l’autorizzazione per continuare l’attività di cava rilasciata nel febbraio 2005, sarebbe stata veramente l’ultima. Invece a pochi giorni dalla scadenza della proroga precedente, ecco giungere negli uffici municipali la sesta richiesta della ditta Biasuzzi. La cava Morganella, collocata nell’omonima via che porta alla statale Feltrina, è stata aperta nell’ormai lontano 1979. La prima autorizzazione ebbe durata decennale, ma verso la fine del 1989 venne concessa la prima proroga. Ne seguirono altre quattro, l’ultima, quella del 2005, a scadenza 31 dicembre 2006. La giunta anche questa volta non ha esitato ad esprimere un parere contrario all’ennesimo permesso a scavare, chiedendo alla Regione di respingere la richiesta presentata dalla ditta Biasuzzi Cave Spa. «Siamo alla sesta proroga dopo diciotto anni dalla prima concessione, e non è ancora chiaro quale sia il piano di recupero del sito - ha detto il sindaco Claudio Niero - E’ assurdo che si continui con queste proroghe, quando il danno per l’ambiente e per le persone è evidente. Bisognerebbe ragionare nel senso del recupero ambientale, non delle proroghe per l’escavazione». Il parere contrario ufficializzato dalla giunta nella seduta di lunedì, non ha potere vincolante. Il testo della delibera è stato trasmesso alla Regione che ora, probabilmente entro un mese, dovrà decidere se concedere la proroga o meno. La cava oltre ad avere un impatto ambientale consistente, nasconde un secondo problema. Nel medesimo bacino è infatti collocata una discarica, all’interno della quale nel 2004 erano stati rinvenuti rifiuti tossici. «L’attività di cava rende difficile il suo controllo, per cui possono verificarsi situazioni, come quelle già avvenute nel passato, in cui vengono scaricati rifiuti tossico nocivi» ha aggiunto Niero. A tutto ciò va sommata una situazione più volte definita «insostenibile» anche dai residenti della zona, costretti ogni giorno a sopportare il traffico dei camion che trasportano la ghiaia, oltre all’inquinamento atmosferico e al gravoso impatto ambientale. «La situazione è insostenibile - è l’appello del sindaco Niero alla Regione - è necessario provvedere immediatamente alla ricomposizione ambientale». (Federico Cipolla)


fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2007/02/14/TC6PO_TC601.html



12 luglio 2006 ________________________________________________

Comunicato congiunto del 12 luglio 2006
LA REGIONE HA CONCESSO, ADDIRITTURA SOTTO FALDA, ALTRI CINQUE ANNI DI ESCAVAZIONE NELLA CAVA CASTAGNOLE DELLA CALCESTRUZZI. I SINDACI DI PAESE E PONZANO SI LIMITANO ALLE PROTESTE SUI GIORNALI. PAESEAMBIENTE E GRILLI TREVISO CHIEDONO MAGGIOR IMPEGNO AI DUE SINDACI E URGENTI AZIONI CONCRETE COME LE VIE LEGALI. 


Nei giorni scorsi la Regione del Veneto, con un documento firmato dal dirigente regionale del settore Geologia ed Attività Estrattive, ha rinnovato la concessione dell’escavazione alla ditta Calcestruzzi relativamente alla cava “Castagnole”, ampia circa 350.000 metri quadrati e attiva già dal 1968, situata tra via Feltrina e via Antiga, a cavallo tra i comuni di Paese e Ponzano Veneto (TV), cava condivisa anche dalla ditta Biasuzzi e Superbeton. L’autorizzazione sostituisce la precedente, scaduta il 30 giugno scorso, sarà valida sino al 31 dicembre 2010 e prevede l’escavazione sino a 40 metri sotto il piano campagna, ovvero potranno scavare sotto il livello della falda; il totale dei metri cubi di ghiaia estraibile è pari a 400.000, un volume incredibile pari a quello di un grattacielo alto ben quattro chilometri con la base di dieci metri per dieci. La concessione di scavare sotto falda ovvero all’interno della falda acquifera costituisce un serio rischio per l’assetto idrogeologico del territorio, nonché un rischio elevato di inquinamento della risorsa dell’acqua. Proprio in quella cava, più precisamente nella porzione della Biasuzzi, lo scorso anno il Corpo Forestale dello Stato aveva operato un sequestro di rifiuti, conclusosi con la denuncia alla Procura sfociata in una conseguente condanna, perché erano stati scaricati rifiuti con alte concentrazioni di metallo in una discarica a pochi metri dalla falda affiorante. I comuni di Ponzano Veneto e Paese avevano espresso la loro contrarietà alla proroga; ora dalla stampa apprendiamo che il sindaco di Paese, Valerio Mardegan, arrabbiato ed amareggiato, ha dichiarato che la proroga sino al 2010 è inammissibile e che la cava provoca polvere, rumore e zanzare, problemi senza termine; mentre il sindaco di Ponzano Veneto, Claudico Niero, afferma che la sua amministrazione deve trovare le strade per i recupero delle cave e che la regione non è in grado di pianificare l’attività di cava. In un territorio dove i comuni per trovare l’acqua potabile sono costretti a terebrare pozzi profondi anche trecento metri, perché quella più vicina alla superficie è ormai compromessa da molteplici agenti chimici inquinanti, dovrebbe vigere il divieto assoluto di operare dentro la falda. Paeseambiente e GrilliTreviso invitano i sindaci a non rassegnarsi e a non limitare il loro intervento a qualche dichiarazione negativa sui media locali; la salute dei cittadini, la tutela del territorio e della preziosissima e sempre più scarsa risorsa acqua potabile non si possono difendere con qualche pubblica lamentela ma con interventi decisi a costo di arrivare alle vie legali. Oggi Paeseambiente e GrilliTreviso hanno trasmesso una istanza formale ai Sindaci di Ponzano e Paese con la quale si richiedono specifici e decisi interventi, anche legali, contro questa assurda autorizzazione. Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente ha dichiarato: In questi giorni assistiamo alla protesta dei cittadini di Quinto, che hanno manifestato in duemila in Comune, perché privi dell’acqua potabile a causa di un vecchio inquinamento causato alla falda dalla discarica Tiretta di Padernello di Paese. In merito a questa autorizzazione regionale, in questa terribile situazione che porta alla ribalta il problema dell’acqua, mi aspettavo dai sindaci interessati almeno l’impegno di far studiare ai propri legali la questione, per capire quali strade intraprendere. Dalle loro dichiarazioni vedo invece la massima rassegnazione e arrendevolezza, unita ad un totale indifferenza per il problema dell’acqua. Non è così che si puo’ difendere il territorio, i cittadini e la loro salute. Maurizio Pamio, presidente di GrilliTreviso, ha dichiarato: La Repubblica tutela il paesaggio, nonché la salute, come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. E’ citando alcuni stralci dei principi fondamentali della nostra Costituzione che mi associo a quanto dichiarato dal presidente di Paeseambiente, auspicando un intervento concreto ed incisivo degli Organi competenti, perché rispettare l’ambiente significa prima di tutto salvaguardare noi stessi e le future generazioni.
Ufficio stampa di Paeseambiente


fonte : http://www.paeseambiente.org/frameCCSS-2006.htm#


24 novembre 2005  _________________________________________

Comunicato del 24 novembre 2005
LA GIUNTA REGIONALE BLOCCA L'AMPLIAMENTO DI DUE CAVE DI PAESE (TV) LA CAMPAGNOLE DI CANZIAN E LA PADERNELLO DI BIASUZZI, ENTRAMBI UBICATE IN VIA NAZIONALE. SODDISFAZIONE IN CASA PAESEAMBIENTE CHE DA TEMPO AVEVA CHIESTO DI NON CONCEDERE LE NUOVE AUTORIZZAZIONI.

Oggi la Giunta regionale del Veneto ha negato l'ampliamento in profondità della cava di ghiaia denominata "Campagnole" della Canzian, sita in via Nazionale nel Comune di Paese. La Giunta ha fatto proprio il parere contrario espresso dalla Commissione Tecnica Regionale per le Attività Estrattive, che aveva precedentemente rilevato come il quantitativo di volumetria richiesto era superiore al 30 per cento di quello autorizzato nel 1980, mentre il quantitativo in ampliamento e l'intervento non risultano in sintonia con i principi fissati dalle norme di settore. Inoltre, l'area della Campagnole ricade in un'area prevista per aree attrezzate a parco gioco e sport ed inoltre il Comune di Paese aveva espresso parere negativo; l'escavazione sarebbe andata ad incidere su alcuni orizzonti argillosi a bassa permeabilità che invece possono proteggere eventuali falde sottostanti alla prima. Purtroppo pero' non si parla del ripristino del sito ! Questa importante decisione arriva all'indomani del no della Giunta regionale del Veneto all'ampliamento in estensione e profondità della cava di ghiaia e sabbia denominata "Padernello" della Biasuzzi, sita anch'essa in via Nazionale in Comune di Paese. La giunta ha accolto il parere della Commissione Tecnica Regionale per le Attività Estrattive che aveva espresso parere contrario all'ampliamento della Padernello in quanto nel territorio comunale di Paese è già stata raggiunta la quota del 3 per cento prevista dalle norme di settore. La ditta potrà essere autorizzata alla sola proroga dei termini della cava per consentire la coltivazione della porzione di giacimento residuale collocato sotto l'area di collocazione degli impianti. Le decisioni della regione, su queste cave, sono un atto dovuto, perché a Paese abbiamo superato di gran lunga il limite del 3% del territorio adibito a cave, raggiungendo addirittura il 13% circa del territorio agricolo comunale - ha dichiarato Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente, che ha aggiunto: Siamo contenti di queste decisioni, anche se non completamente soddisfacenti perché, come Paeseambiente, già lo scorso 4 febbraio avevamo indirizzato una specifica e dettagliata istanza tecnica, a Comune e Regione, dove avevamo espresso tutto il nostro dissenso a questi ampliamenti che, oltre a violare la legge del 3%, avrebbero causato un ulteriore scempio ambientale, consentendo l'escavazione di milioni di metri cubi, anche sottofalda, in un'area dove, tra l'altro, esiste una discarica di rifiuti di amianto dismessa, un sito di rifiuti tossico-nocivi da bonificare ed il nuovo sito industriale della San Benedetto.
Paeseambiente c/o Andrea Zanoni


fonte : http://www.paeseambiente.org/frameCCSS-2005.htm#


17 settembre 2005 ________________________________

Antiche terre di Ponzano

la tribuna di Treviso — 17 settembre 2005 pagina 12 sezione: ALTRE
I tre paesi di Ponzano Veneto, Paderno, merlengo, situati a una decina di chilometri a nord del capoluogo Treviso, formano assieme, dal 1807, il comune di Ponzano veneto. Le loro origini sono da ricercarsi in tempi antichissimi, quando sorsero lungo la Postumia, strada consolare romana del II secolo a.C. che univa Aquileia e Concordia a Genova, su terreni misurati dagli agrimensori romani dopo le campagne militari di Giulio Cesare e tracciati per creare dei presidi nella fertile regione del «Municipium Tarvisium». Della centuriazione sono visibili ancora alcune tracce: il cardine massimo (via Antiga) e il decumano massimo (via Morganella). Ma anche i toponimi di Ponzano Veneto e Paderno hanno molto da raccontare: sembra, infatti, che essi derivino da Pontianus e Paternus, probabilmente i nomi dei capicoloni che beneficiarono di alcune terre da coltivare. Merlengo, invece, risalirebbe a marling, attestato anche nel bolzanese, probabilmente di epoca gotico-barbarica, spesso citato nelle fonti stotiche assieme all’antichissima chiesa di San Vito sulla Postumia (periodo franco-carolingio). Con il tempo, dopo i Romani, arrivarono anche molte popolazioni dell’est, il cui passaggio è testimoniato da strade come via Schiavonesca e la vicina Ongaresca (oggi Pontebbana). Fu nel Medioevo che i tre villaggi subirono tarsformaiozi, entrando a far parte come Regole del Quartier d’Oltrecagnan, con un loro capovillaggio (mèriga) e come Cappelle della Plebs di Postioma, nell’Arcipretato di Cornuda. Sotto il dominio veneziano, invece, diventarono ville del quartier di Campagna Inferiore della Podesteria di Treviso. Nel Settecento ed Ottocento, Ponzano veneto non si segnalò dal punto di vista demografico ed economico, tanto che le fonti storiche testimoniano l’assenza di medici, notai ed avvocati. Andò ancora peggio quando dalla Francia e dall’Austria calarono gli eserciti invasori che portarono con sè terribili carestie. Nell’Ottocento nacque il primo nucleo di artigiani e mercanti che incisero positivamente sull’economia fino ad allora esclusivamente agricola. Con la caduta di venezia molte ricchezze nobilairi passaron oalal borghesia, ma molte Ville iniziarono un lento declino. Sparirono anche i boschi, ma arrivò la bachicoltura con i relativi profitti. Alla fine dell’Ottocento el condizioni di vita peggiorarono e l’emigrazione fu massiccia. La prima scuola elementare è del 1856, ma fino ai primi del Novecento non ci furono telegrafo, ufficio postale o industrie. Il nome di Ponzano Veneto fu assunto nel 1868. Le prime industrie si insediarono dopo il 1960.


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2005/09/17/VLFPO_VLF04.html


07 giugno 2005  __________________________________


«Ricorso al Tar contro la cava»


la tribuna di Treviso — 07 giugno 2005   pagina 27   sezione: CRONACA
 PONZANO. Dopo la quarta proroga concessa dalla Regione all’attività della cava «Morganella» del gruppo Biasuzzi, sita a Ponzano, lungo i confini con Paese. L’autorizzazione iniziale è scaduta nel 1989: la proroga, inoltre, è stata concessa dalla Regione nonostante le precise istanze contrarie fatte dal Comune di Ponzano.  «Mi auguro che il sindaco di Ponzano», ha commentato Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente, «il quale ha definito come inqualificabile l’atto della Regione, provveda ad impugnare l’atto della Regione con un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto. I Comuni devono reagire a testa alta contro lo strapotere dei cavatori e le imposizioni della Regione, soprattutto se si tratta di tutelare l’ambiente e, quindi, di conseguenza, anche la qualità della vita e la salute di tutti i cittadini, utilizzando tutti gli strumenti legali a loro disposizione. Mi chiedo», conclude Zanoni, «come sia tecnicamente sostenibile, da parte della Regione, il rilascio continuo di proroghe per un’attività esercitata addirittura sotto la falda acquifera». (st.te.)

fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2005/06/07/TC6PO_TC605.html



02 giugno 2005 ___________________________________

Morganella, prorogata l'attività


la tribuna di Treviso — 02 giugno 2005   pagina 29   sezione: CRONACA
 PONZANO. Perentoria presa di posizione dell’amministrazione comunale di Ponzano dopo che la Regione Veneto ha concesso nei giorni scorsi, un’ulteriore proroga all’attività di cava denominata «Morganella». Proroga che arriva a 15 anni dalla scadenza, che risaliva al 1989, del provvedimento originario, e dopo ben quattro altre proroghe precedenti.  Il sindaco, Claudio Niero, esprime tutta la contrarietà verso il provvedimento, giudicandolo inqualificabile. «La situazione», sostiene, «chiedeva ragionevolmente una approfondita e necessariamente condivisa valutazione, ma la Regione, in spregio alle argomentazioni e alle istanze dei cittadini che rappresentiamo, ha concesso la proroga per l’attività della cava «Morganella». Ponzano continuerà la sua azione insieme ai Comuni trevigiani per partecipare attivamente alla formulazione della nuova legge regionale, in sostituzione della attuale legge 44/82, affinché possa tutelare maggiormente il già devastato territorio, affinché i primi titolari della sua difesa, i Comuni, possano avere voce in materia di attività di cava».  Niero sottolinea come la decisione sia giunta in un contesto in cui già circa il 3% del territorio comunale è oggi interessato da attività di cava, con la peculiarità di un’attività di cava sottofalda, in una delicata area identificata come bacino di ricarica degli acquiferi tutelata dal piano regionale di tutela delle acque e per questo considerata una delle zone più vulnerabili di tutto il più vasto sistema idrico territoriale. Inoltre, a confine e nelle adiacenze vi è un sito adibito a discarica di rifiuti urbani che rappresenta un potenziale rischio per l’inquinamento del sistema di ricarica idrico, e si è già verificato nel recente passato, in riferimento alla attività di discarica, un episodio di inquinamento con sostanze tossico nocive delle acque interessanti l’attività di cava. I Comuni di Ponzano e Paese in relazione alla richiesta di proroga della attività di cava e in considerazione delle ragioni suesposte, avevano espresso un parere contrario alla proroga e indicavano quanto i reciproci territori e cittadini abbiano nel tempo dovuto subire le conseguenze di tali attività e manifestavano la necessità di cessare le stesse, ricomporre il territorio e recuperare ambientalmente i siti. Con altri 17 Comuni, hanno già costituito un comitato che ha prodotto delle pesanti osservazioni alla proposta di piano regionale per l’attività di cava (Prac), presentato dalla precedente giunta regionale. Le stesse amministrazioni di Ponzano e Paese, sempre in collaborazione con il comitato di Comuni sopraindicato stanno attualmente formulando proposte concrete per la redazione della nuova legge regionale atta a regolamentare le attività di cava, in sostituzione della legge 44/82, che preveda un ruolo determinante dei Comuni interessati alla elaborazione stessa della nuova legge ed alla definizione del Prac, al fine di garantire ai Comuni la partecipazione attiva alla pianificazione e gestione dell’attività di cava, alle funzioni amministrative relative alle attività estrattive e soprattutto di adottare il metodo della concertazione».


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2005/06/02/TC6PO_TC601.html


28 maggio 2005 ________________________________________

Comunicato del 28 maggio 2005
LA REGIONE CONCEDE UNA NUOVA PROROGA ALL'ATTIVITA' DELLA CAVA MORGANELLA DI PONZANO VENETO.
PAESEAMBIENTE CHIEDE PUBBLICAMENTE AL SINDACO DI PONZANO VENETO DI IMPUGNARE AL TAR L'ATTO AUTORIZZATIVO DELLA REGIONE.


Nei giorni scorsi la Regione ha concesso una nuova proroga all'attività della cava "Morganella" del gruppo Biasuzzi, sita a Ponzano Veneto, lungo i confini con il comune di Paese. Si tratta della quarta proroga, per l'estrazione di ghiaia, concessa dalla Regione, considerato che l'autorizzazione iniziale è scaduta ben quindici anni fa, ovvero nel 1989. Questa è una proroga per una cava che estrae ghiaia addirittura sotto la falda acquifera, in un Comune dove si è già raggiunta la superficie massima del 3 % del territorio scavabile imposto per legge, in un'area geologicamente molto delicata, in quanto identificata da appositi studi come bacino di ricarica degli acquiferi, in un sito dove nei pressi vi è una discarica esaurita di rifiuti urbani. La proroga inoltre è stata concessa dalla Regione Veneto nonostante le precise istanze contrarie del comune di Ponzano Veneto. Mi auguro che il sindaco di Ponzano Veneto, - ha commentato Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente - il quale ha definito come inqualificabile l'atto della Regione, faccia seguire alle parole anche i fatti, provvedendo ad impugnare l'atto della Regione con un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto. I comuni devono reagire a testa alta contro lo strapotere dei cavatori e le imposizioni della Regione, soprattutto se si tratta di tutelare l'ambiente e quindi, di conseguenza, anche la qualità della vita e la salute di tutti i cittadini, utilizzando tutti gli strumenti legali a loro disposizione. Mi chiedo, poi, come sia tecnicamente sostenibile, da parte della Regione, il rilascio continuo di proroghe su proroghe per un'attività esercitata addirittura sotto la falda acquifera.
Paeseambiente


fonte : http://www.paeseambiente.org/frameCCSS-2005.htm#


24 febbraio 2005 ___________________________________________

Comunicato del 24 febbraio 2005
PAESEAMBIENTE SCRIVE ALLA REGIONE VENETO ED AL COMUNE DI PAESE PER BLOCCARE L’AMPLIAMENTO DELLA CAVA BIASUZZI A PAESE.

Il 31 dicembre 2004 è scaduta l´autorizzazione di escavazione di ghiaia della Biasuzzi Spa, relativa alla cava "Padernello" di Via Vecelli, dell’omonima frazione, cava nata nel lontano 1960 ed ampliata nel 1969, quindi in funzione da ben 45 anni, causa di un "cratere", il più vasto di Paese, di oltre 300.000 metri quadrati. Ora la Biasuzzi ha chiesto alla Giunta Regionale una proroga di ben 7 anni: 5 per l´ulteriore sfruttamento di ghiaia dal sito e 2 per le cosiddette ricomposizioni, che di norma si traducono in ulteriori escavazioni. Paeseambiente, nella persona del Presidente Andrea Zanoni, ha scritto due raccomandate: una alla Giunta Regionale del Veneto ed una al sindaco di Paese, Valerio Mardegan, presentando alcune osservazioni e chiedendo di bloccare questa richiesta di uno sfruttamento del nostro territorio, già pesantemente massacrato da ben 29 cave, per un totale del 6,6% del territorio comunale, escavato superiore a quella massima di legge pari al 3%. Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente ha dichiarato: Non più tardi di un anno fa, una quarantina di residenti della zona ha scritto al Comune per chiedere il blocco di questa cava, situata in un territorio martoriato da una discarica di amianto e da 2.700.000 metri cubi di capannoni della San Benedetto. Ora speriamo che, con l’aiuto del Comune, la Regione neghi alla Biasuzzi questa nuova autorizzazione, che contribuirebbe ancora di più a peggiorare la qualità della vita dei cittadini di Paese, Quinto e Morgano.
GRUPPO PAESEAMBIENTE


fonte : http://www.paeseambiente.org/frameCCSS-2005.htm#


febbraio 2005  _____________________________________

Una nuova insidia per il nostro territorio

Lo scorso anno la Giunta regionale del Veneto ha presentato il nuovo Piano Regionale per l’Attività di Cava, con lo scopo di regolamentare l’attività estrattiva. Tale proposta è subito risultata pessima sia nella forma che nei contenuti, al punto che alcuni comuni trevigiani maggiormente colpiti dal piano, tra i quali anche Ponzano Veneto, hanno deciso di formare un comitato in contrapposizione al Piano regionale e produrre delle osservazioni per evidenziare gli errori in esso contenuti. È emerso che la stima del fabbisogno risulta molto sovradimensionata e per di più basata su dati incerti e su proiezioni errate; che non si fa nessun accenno alla possibilità di ricavare materiale dal riciclaggio degli inerti da demolizione o dalla pulizia regolamentata dei letti dei fiumi e dei bacini idrici montani; che l’80% delle nuove escavazioni avverranno sui siti già esistenti (il che significa approfondire ed ampliare le cave attualmente attive); che si prevede l’escavazione sotto il livello della falda freatica, portando così allo scoperto l’acqua potabile, con gravi conseguenze dal punto di vista dell’inquinamento e dell’assetto idrodinamico del territorio; che la regolamentazione del progetto di ripristino ambientale è troppo debole; che il peso del comune interessato è praticamente nullo; che i finanziamenti per effettuare i controlli sulle quantità scavate saranno devoluti alla provincia e non ai comuni interessati ed infine che viene meno il limite attuale del 3% del territorio comunale che può essere destinato ad attività di cava 
Ass.Ecologia - Alberto Serena


fonte : http://www.comuneponzanoveneto.it/path/cultura/villa_cicogna.pdf


17 novembre 2004 _____________________________________


Comune contro la cava Morganella

la tribuna di Treviso — 17 novembre 2004   pagina 27   sezione: CRONACA
 PONZANO. Il Comune di Ponzano si schiera contro la continuazione dell’attività della cava «Morganella», lungo l’omonima via che porta alla statale Feltrina.  La giunta, capitanata dal sindaco Claudio Niero, martedì della scorsa settimana ha adottato una delibera per esprimere parere contrario alla richiesta presentata in Regione dalla ditta Biasuzzi per la concessione di un’ulteriore proroga alle escavazioni.  La cava si trova al confine tra Ponzano e il comune di Paese, che ha espresso la medesima opposizione. Le escavazioni di ghiaia sarebbero dovute finire già nel 1989, ma la Biasuzzi ha ottenuto dalla Regione ben quattro proroghe.  «La situazione è divenuta insostenibile - afferma ora il sindaco Niero - E’ tempo di provvedere alla ricomposizione ambientale del sito. L’attività di cava, oltre a provocare continui disagi agli abitanti delle zone circostanti, rappresenta un grave impatto ambientale e rende difficile il controllo della discarica situata nello stesso bacino, dove di recente si sono verificati rinvenimenti di rifiuti tossico-nocivi. Il parere del Comune purtroppo non è vincolante». E il primo cittadino conclude: «Ma non smetteremo mai di batterci, anche in previsione della nuova legge regionale sulle attività di cava, affinché i comuni possano avere pieno titolo nella gestione del loro territorio». Una battaglia decisa per difendere il territorio di Ponzano e non solo. il sindaco e la sua squadra sono pronti. (n.a.)


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2004/11/17/TC6PO_TC605.html


15 luglio 2004 _____________________________________

Comunicato del 15 luglio 2004
SCARICO DI RIFIUTI TOSSICO E NOCIVI ALL'INTERNO DEL LAGHETTO DI UNA CAVA DI PONZANO (TV): PAESEAMBIENTE CHIEDE CHIAREZZA ED APPROFONDITE INDAGINI PER SCONGIURARE OGNI EVENTUALE INQUINAMENTO DELLE FALDE ACQUIFERE.

La notizia di questi giorni, relativa alla sospensione dell'autorizzazione allo smaltimento di rifiuti inerti, da parte della Provincia nei confronti della cava Biasuzzi di via Morganella Ovest di Ponzano (TV), ubicata nei confini del comune di Paese (TV), a causa del rinvenimento di rifiuti "tossici e nocivi" in campioni prelevati dal Corpo Forestale dello Stato in detto sito e successivamente analizzati dall'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) di Treviso, ha destato molta preoccupazione, nonché la volontà di vederci chiaro, tra i responsabili del gruppo ambientalista Paeseambiente. Sembra che tutto sia nato in seguito ad un'ispezione del 14 gennaio scorso del Corpo Forestale dello Stato, Stazione di Volpago del Montello, in seguito alla quale sono stati scoperti alcuni operai scaricare, in un laghetto della cava, alcuni rifiuti, che nulla avevano a che fare con il materiale inerte derivante da demolizioni edili. Le successive analisi dell'ARPAV sui campioni rilevati, avrebbero confermato in particolare la presenza di piombo, nonché di cromo e addirittura arsenico. la Provincia, in data 16 giugno 2004, ha comunicato alla ditta la sospensione cautelativa dell'autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti inerti rilasciata nel 2000, mentre la Procura di Treviso avrebbe avviato un procedimento penale per la violazione delle norme contenute nel decreto legislativo n.22 del 1997, meglio noto come Decreto Ronchi sui rifiuti. Paeseambiente si augura che vengano attuate tutte le necessarie procedure relative alla messa in sicurezza del sito, anche in considerazione che i laghetti che si vengono a creare nelle cave di ghiaia, sono in diretto collegamento con le falde acquifere oggetto di approvvigionamento idrico di acqua, anche ad uso potabile, ad opera di privati e comuni. Paeseambiente chiede pubblicamente se i Comuni di Ponzano, Treviso e Paese, direttamente interessati, in quanto si trovano lungo il percorso sotterraneo della falda acquifera, hanno adottato tutte le misure necessarie al fine di monitorare ed eventualmente vietare ai possessori di pozzi l'uso dell'acqua emunta. Paeseambiente valuterà con i propri legali la possibilità di chiedere a tutti gli Enti coinvolti copia degli atti in corso e le misure adottate per questo caso. Ha dichiarato Andrea Zanoni, Presidente di Paeseambiente: "Questo episodio ci preoccupa molto, soprattutto per le conseguenze che potrebbero esserci sulle falde acquifere e sulla salute dei cittadini, che potrebbero aver utilizzato inconsapevolmente acqua contaminata. Scaricare rifiuti in un laghetto di una cava equivale a scaricarli direttamente in falda, è come fare un'iniezione ad una persona direttamente in vena. Ci auguriamo che oltre ai provvedimenti sanzionatori già in atto grazie all'intervento di CFS, Procura della Repubblica e Provincia, vengano adottate tutte le procedure previste dal Decreto Ministeriale n.471 del 1999 sulle bonifiche al fine di scongiurare l'eventuale perdurare di possibili inquinamenti in atto e di far valere il principio di "chi inquina paga". Purtroppo sembra che il fenomeno dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici e nocivi, del quale i media oggi danno ampio risalto, non risparmi nemmeno il nostro territorio e soprattutto un bene preziosissimo qual è quello dell'acqua, che sta diventando una risorsa sempre più a rischio. Faremo il possibile affinché le autorità competenti avviino celermente tutte le eventuali procedure di legge relative alla bonifica dei siti inquinati".
GRUPPO PAESEAMBIENTE


fonte : http://www.paeseambiente.org/frameCCSS-2004.htm#


23 giugno 2004 _________________________________

Addio a Filippo Pilla, storico ed ex dipendente comunale

la tribuna di Treviso — 23 giugno 2004 pagina 30 sezione: CRONACA
PONZANO. Storico e archeologo innamorato della storia romana. Filippo Giovanni Pilla si è spento ieri notte a 90 anni, colto da un improvviso malore nella sua casa di Paderno di Ponzano. Laureato in giurisprudenza, per 30 anni era stato impiegato dell’anagrafe di Ponzano. Ha dedicato la sua vita alla ricerca storica, realizzando importati studi sulla centuriazione romana. Nato a Paderno nel 1914, si era laureato a Padova prima della guerra. Era poi partito per la guerra, partecipando la campagna di Russia dove era stato fatto prigioniero; da lì era tornato con il grado di sottotenente. Fin da giovane si dedicò allo studio della storia e del diritto romano. Fu assistente all’università Patavina del professor Carlo Guido Mor, dedicandosi alla ricerca storica che rimase la sua passione per tutta la vita. Pilla ha pubblicato numerosi articoli nei Quaderni dell’Accademia Patavina. Aveva puntualizzato la sua ricerca sulla strada romana Claudio-Augusta, sul Miliario di Fener e soprattutto sulla centuriazione romana. «Secondo Pilla - ricorda l’amico e collega di studi Pierduilio Pizzolon - la centuriazione aveva l’ombelico all’incrocio tra la via Antiga (cardo che collega Treviso a Montebelluna) e la Morganella (decumano da Morgano a Lovadina). Ha lasciato numerosi scritti, puntuali e geniali, molti dei quali ancora inediti». Pilla, anche dopo il ritiro in pensione all’inizio degli anni 80, è rimasto un punto di riferimento per gli abitanti di Ponzano. Molti chiedevano il suo aiuto per avere consigli e consulenze su pratiche giuridiche. Era sempre disponibile ad aiutare. Filippo Giovanni Pilla lascia il figlio Leopoldo residente in Toscana. La moglie Giuliana Asti è mancata alcuni anni fa. Oggi alle 16.15 l’addio a Paderno.
(m.s.)


fonte : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2004/06/23/TC9PO_TC903.html


10 gennaio
2000    ________________________________________

Regione del Veneto - A.R.P.A.V. - Centro Agroambientale di Castelfranco Veneto

ELENCO DEGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO DISCARICHE DI SECONDA CATEGORIA in C/T AUTORIZZATE PER L’AMIANTO


IMPIANTI CHIUSI O ESAURITI

Pr. Id. Azienda / Sele legale Impianto / Autorizzazione Rifiuti / Note
1 445 BIASUZZI CAVE SPA - PONZANO PONZANO VENETO E PAESE (TV) - Marmettola,sfridi calcestruzzo,cemento amianto
VENETO (TV) - Via Morgonella Loc. Morganella - Vol.Iniz.(mc)
Ovest 55 - Tel. 0422 9666 - 120000 - La discarica ricade anche in Comune di Paese
Fax. 0422 969826
Aut. DDSEP n. 3/2000 del 10/01/00 Sc. 31/12/04

fonte : http://www.regione.veneto.it/NR/rdonlyres/8D08466F-5C76-43F8-8672-8003D0E644A6/0/2_elencoimpIIcatCT.PDF

 

 

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