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Google bussa alle porte dei tycoon trevigiani |
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Venerdì 05 Febbraio 2010 00:00 |
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la tribuna di Treviso — 05 febbraio 2010 pagina 22 sezione: CRONACA
Google bussa alle porte delle Pmi trevigiane. Con l’arrivo ieri del responsabile marketing della sede italiana - salutato da una folta platea di giovani under 40 come non se ne vedevano da tempo a Unindustria - si è aperta una nuova stagione per il colosso internet di Mountain View, che punta a vendere alle piccole della Marca applicazioni low cost: dalla telefonia via internet ai programmi di video scrittura fino alle mail e ai social network aziendali. Per diffondere le opportunità del web, la californiana Google è sbarcata a Treviso, «provincia che conosciamo per l’alto tasso di imprese» racconta Fabio Ercolani, marketing manager di Google Italia che ha preso parte al workshop organizzato assieme a Unindustria e all’università di Milano a cui hanno preso parte oltre un centinaio di giovani proveniente da altrettante imprese. «La priorità è aiutare le piccole aziende ad affrontare la crisi grazie agli strumenti digitali che permettono di abbattere i costi». Tra le insegne trevigiane che adottano già questi sistemi ci sono per ora grandi nomi come Fracarro Radiosistemi di Castelfranco e Permasteelisa di Vittorio Veneto, seguiti dalla Regione Veneto e l’università di Venezia, che dialoga con i propri studenti tramite la piattaforma mail di Google. Per arrivare al cuore del tessuto imprenditoriale trevigiano, il colosso noto soprattutto per l’omonimo motore di ricerca, passerà per un call center di prossima attivazione a Milano, attraverso cui Google contatterà ed offrirà assistenza alle imprese della Marca che vorranno utilizzare i loro programmi, a cui si affidano più di 2 milioni di imprese nel mondo. «Saremo in grado di discutere con i futuri clienti delle nostre piattaforme, come Google Apps, pensata per le aziende, oltre a sistemi di pubblicità via internet mirata, che permettono al cliente di scegliere in che paesi apparire pagando poi a Google solo i click eventualmente effettuati dall’utente sul suo banner». Per l’azienda 2.0 (come vengono definite quelle che sono passate dall’uso dell’ormai tradizionale email alla pubblicazione di una pagina su Facebook) la parola d’ordine è gratis. «La cosa importante da curare sono la reputazione e la credibilità del proprio marchio, che deve essere creata una volta sbarcati sulla rete - dichiara Cristiano Nordio, ricercatore dell’università di Milano - ormai il 22% delle persone si documenta sul web ma solo il 10% investe sulla rete nonostante siano 23 milioni gli italiani che navigano. Bisogna quindi imparare a navigare». La giornata di studi è arrivata dopo la conclusione del Challange 2009 di Google, competizione che ha visto la partecipazione dell’hotel Relais Monaco di Ponzano. - (Enrico Lorenzo Tidona)
FONTE : http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2010/02/05/TCKPO_TCK03.html
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