|
No allo scambio cava-fotovoltaico |
|
|
|
|
Martedì 02 Febbraio 2010 00:00 |
|
IL GAZZETTINO Martedì 2 Febbraio 2010,
PAESE – (m.f.) Si moltiplicano i cavatori che promettono mega impianti fotovoltaici in cambio di autorizzazioni ad ampliare o approfondire le proprie attività estrattive. Ma gli ambientalisti non vedono affatto di buon occhio quello che, alla fine dei conti, denunciano essere solo un ricatto. «La trovata è stata del gruppo Biasuzzi – spiega l’associazione Paeseambiente – I cavatori offrono enormi impianti fotovoltaici per consentire loro di continuare a scavare anche dove la legge gli imporrebbe di chiudere».
Alle porte di Treviso è ormai noto il patto che lo stesso Biasuzzi, assieme a Calcestruzzi e SuperBeton, ha siglato con il Comune di Ponzano per l’approfondimento della “Morganella”. «Ma anche il Comune di Istrana è stato allettato dallo stesso gruppo che, tramite la Geonova, ha sottoscritto una convenzione in cambio di 2,3 milioni di euro per consentire la realizzazione di un parco fotovoltaico interrato su un’area di 70 mila metri quadrati – aggiungono gli ambientalisti – Per realizzarlo si potrà scavare fino a 13 metri: praticamente una cava, e il tutto rientra nel piano di reinserimento ambientale della discarica GeoNova».
Una captatio benevolentiae che, insomma, piace a molti amministratori. «È inquietante – conclude Andrea Zanoni – che le energie pulite diventino per i cavatori il grimaldello con cui estorcere il consenso per fare i loro interessi a discapito dell’ambiente».
FONTE : http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=281338&Data=20100202&CodSigla=TV
|