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Dal FORUM - CAVA MORGANELLA .. QUALE FUTURO ?? |
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Sabato 20 Febbraio 2010 21:53 |
Complimenti per l'iniziativa di ieri sera a Paderno e in, particolare, per il clima direi sereno della platea. Come progettista che ha curato le tematiche di carattere idrogeologico sono naturalmente consapevole della delicatezza dei "temi ambientali" relazionabili agli interventi proposti. Come già precisato anche ieri sera io mi metto per così dire nei "panni dell'acquifero" senza curarmi degli altri aspetti, pur importanti, legati al progetto (impatto sulla viabilità, modalità di ripristino del sito, etc). E da questo punto di vista "io acquifero" mi sento già ferito per questo "squarcio" aperto in falda qualche decennio fa. Il problema che mi devo porre, come tecnico, è tuttavia un altro, mi devo cioè chiedere: "che tipo di impatto può provocare un ulteriore approfondimento sotto falda (sottolineo falda al singolare)? è inacettabile dal punto di vista delle dinamiche di flusso e trasporto in falda e del mantenimento del'equilibrio idrogeologico locale? o è trascurabile?". A queste domande le indagini sperimentali eseguite, le analisi e le modellazioni matematiche che fanno parte integrante della documentazione progettuale hanno inteso dare delle risposte. Certo che le ferite andrebbero chiuse... ma allora dovremmo forse chiudere anche le migliaia di pozzi che attraversano e intercettano i nostri acquiferi confinati della media pianura? Direi di no! Ma non sono pur essi delle ferite aperte che rappresentano spesso potenziali strumenti di veicolazione diretta in falda, o in più falde, di soluzioni contaminanti? Allora l'approccio forse deve essere un altro: ed è quello di una gestione attenta delle attività di progetto, è quello del controllo e delle verifiche, è quello del monitoraggio della falda (inteso ad es. come presidi automatizzati di controllo piezometrico ed idrochimico, etc-->attività per altro già previste nel progetto). Solo in questo modo si può disporre di efficaci strumenti di controllo per la tutela e la salvaguardia dei corpi acquiferi sotterranei. Sono solo alcune riflessioni che non hanno certo la pretesa di essere esaustive. Un cordiale saluto.
Roberto Pedron - Geologo
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