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Ultimo dibattito pubblico prima che la Regione decida sull’autorizzazione PDF Stampa E-mail
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Domenica 21 Febbraio 2010 00:00
 Morganella alla resa finale
IL GAZZETTINO Domenica 21 Febbraio 2010,
Venezia è distante. E se si parla del progetto che potrebbe aprire le porte alla cava più profonda d’Italia sembra addirittura irraggiungibile.
      All’incontro che si è tenuto ieri sull’approfondimento della cava “Morganella”, probabilmente l’ultimo in vista del verdetto finale della commissione Via, mancava solo il rappresentante della Regione. Così nessuno conosce ancora la posizione dell’unico ente che può decidere le sorti della richiesta presentata ormai due anni fa dall’ati Biasuzzi, Calcestruzzi e SuperBeton per far scendere le ruspe dagli attuali 40 a 65 metri di profondità, per altri otto milioni di metri cubi di ghiaia da scavare nei prossimi 15 anni.
      «La convenzione siglata con i cavatori, valida solo se la Regione concederà l’autorizzazione, serve per poter dire la nostra in un progetto che non possiamo fermare – ha spiegato il sindaco Granello ai cittadini che l’altro ieri hanno affollato l’oratorio di Paderno – Finalmente i soldi resteranno a noi».
      Soldi che, stando agli ultimi conti, supererebbero di gran lunga i 20 milioni di euro. «Quella cifra arriverebbe solo dalla vendita dell’energia dell’impianto fotovoltaico – ha precisato l’assessore all’Ambiente, Pierluigi Visentin – ma vanno aggiunti circa 13 milioni di euro di lavori, la cessione al Comune di aree per 700 mila metri quadrati e le imposte pagate dai cavatori».
      E l’impatto del traffico pesante con circa 100 camion al giorno? «Non ci sarà nessun aggravio rispetto all’attività svolta sino ad ora – ha messo le mani avanti Paolo Balistreri, capo del team di progettisti per conto dell’ati dei cavatori – Gli impianti verranno dismessi gradualmente e l’attività andrà a scemare». 
      Una posizione condivisa anche dall’assessore Visentin, che però punta molto anche sulla costruzione delle bretelle di Postioma. «A breve verrà realizzato il collegamento tra la Feltrina e la Postumia così non ci saranno più camion incentro e su via Roma». 
      La sensazione, però, è che davanti a progetti di cava i sindaci siano costretti a tentare di arraffare le briciole prima che cada la ghigliottina della Regione. Senza contare che nella Marca ci sono 70 milioni di metri cubi già autorizzati ancora da scavare. Quelli che servirebbero a costruire circa 70 autostrade come il Passante. 
      Insomma, non si è di certo in emergenza.
FONTE : http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=344308&Data=20100221&CodSigla=TV
 

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